The Witcher 3: Blood and Wine – Recensione

CD Projekt Red saluta la saga di The Witcher con una tra le più ambiziose espansioni mai create

Il termine “espansione” negli ultimi anni è stato molto spesso oggetto di critica. Con l’implementazione di servizi online sempre più complessi e remunerativi, abbiamo assistito – inermi – all’avanzata di uno tra i più grandi cancri dell’industria videoludica moderna. Da vent’anni a questa parte DLC, map pack, contenuti bonus, skin e contenuti scaricabili di altro tipo hanno permesso alle software house di speculare in maniera incredibile sui propri videogame, castrando contenuti dal prodotto in commercio per poi rivenderli come componenti aggiuntivi a prezzi variabili.
Poche software house, nel corso degli anni, si sono distinte per serietà e dedizione verso i videogiocatori, mettendo in commercio vere e proprie espansioni capace di estendere, di non poco, l’esperienza di gioco.
Basti pensare a Bethesda e alle Shivering Isles di The Elder Scrolls IV: Oblivion, da anni considerate il vero metro di paragone sul fronte espansioni, oppure Rockstar Games e ai vari contenuti aggiuntivi dedicati a GTA IV come The Lost and Damned e Ballad of Gay Tony, espansioni talmente longeve da poter essere paragonate a giochi “stand-alone” veri e propri.

 

Blood and Wine

 

L’arrivo di The Witcher 3: Wild Hunt – promosso a pieni voti tra le nostre pagine – ha permesso agli amatissimi CD Projekt di buttarsi a capofitto nel mondo delle espansioni. La prima, Hearth of Stone, ha rappresentato un ottimo inizio per la casa polacca, grazie a una intensa nuova storyline, capace di intrattenere il videogiocatore per oltre dieci ore, con tanto di quest secondarie e nuove meccaniche di gameplay. La seconda – ed ultima – espansione, Blood and Wine, è stata molto spesso etichettata come la più vasta ed ambiziosa espansione di sempre, e noi, estremamente fiduciosi nell’operato del team, ci siamo gettati a capofitto tra le lande del Toussaint, grazie ad un codice review gentilmente offertoci dai ragazzi di CD Projekt Red.

Dopo aver spolpato in lungo e in largo i contenuti offerti da Blood and Wine, siamo finalmente pronti a fornirvi il nostro responso ufficiale. Pronti?

Via alla recensione!

Benvenuti a Toussaint, terra di vino…e sangue!

Pur collocandosi cronologicamente dopo la fine degli eventi di Wild Hunt, The Witcher 3: Blood and Wine offre una storyline pressoché priva di collegamenti con la campagna del gioco base. I risicati riferimenti alle avventure di Geralt e Ciri – impegnati nello scontro con la Caccia Selvaggia – hanno permesso a CD Projekt Red di creare una sorta di avventura stand-alone, giocabile anche da chi, per qualche impensabile motivo, non ha mai avuto modo di portare a termine le due precedenti storyline. Un personaggio predefinito al livello 34 sarà difatti concesso a chi non fosse provvisto di un salvataggio sufficientemente “avanzato”, così da permettere a chiunque di gettarsi nella mischia tra le lande del Toussaint.

 

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La trama di Blood and Wine prende luogo in una tra le più belle provincie dell’Impero di Nilfgaard, Toussaint, terra di vino, principi e virtù cavalleresche, minacciata da un terribile male, una creatura assetata di sangue colpevole di aver provocato la morte di alcuni importanti cittadini della regione.

Semplici casualità?

Per evitare che la regione sprofondi nel caos più totale, la duchessa di Toussaint, Anna Henrietta, decide di assoldare il witcher Geralt di Rivia per cacciare e annientare la bestia dalle sue terre pacifiche.
Tra indagini e incontri con vecchie conoscenze, Geralt si ritroverà faccia a faccia con Detlaff, il “particolare” antagonista dell’espansione, che non mancherà di regalare momenti intensi allo svolgimento di Blood and Wine. Ritroveremo con piacere personaggi già noti ai lettori dei libri, che giocheranno un ruolo davvero fondamentale negli eventi del Toussaint.

Blood and Wine presenta un incipit piuttosto classico, con il solito contratto da witcher che, inevitabilmente, innescherà una serie di eventi dalla portata catastrofica.
Narrativamente parlando, questa seconda espansione è inattaccabile: i ragazzi di CD Projekt Red si dimostrano – ancora una volta – dei narratori incredibili, maestri nel creare la giusta coesione tra trama, ambientazione e personaggi. In Blood and Wine, ogni quest che andremo ad affrontare nelle circa 20-25 ore dell’espansione (tra missioni principali e secondarie) è la prova della cura rivolta dal team verso l’universo fantasy ideato dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowski. Tanti finali, quest a bivi e dialoghi mai banali riescono a far eccellere in tutto e per tutto la narrazione di Blood and Wine, rendendoci partecipi di un vero e proprio romanzo fantasy interamente giocabile.

 

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A giocare un ruolo fondamentale in Blood and Wine è proprio il Toussaint, una tra le più curate ambientazioni mai proposte per la serie. A differenza della grigia Velen e il gelido arcipelago di Skellige, Toussaint è una regione dai colori caldi, dalla fitta vegetazione e da verdi colline su cui – rigogliosi – crescono i celebri vigneti del ducato. Vino, castelli, villaggi ma anche tanti punti di interesse, capaci di saziare qualsiasi videogiocatore “completista” in cerca di nuove sfide dopo Wild Hunt.

Ma come non citare Corvo Bianco? All’arrivo nel Toussaint, come anticipo da parte della duchessa Henrietta, riceveremo una proprietà da gestire e curare, un vigneto per l’esattezza. Corvo Bianco potrà essere sfruttato da Geralt per utilizzare tutta la strumentazione da witcher prima disponibile solo nelle grandi città. Grazie ad un competente maggiordomo potremo inoltre potenziare la tenuta a nostro piacimento, decorando esterni ed interni, aggiungendo strumenti, espositori e molto altro.

Oltre ad una completa rivisitazione dell’interfaccia – grazie all’ultima corposa patch disponibile su tutte le piattaforme – Geralt potrà ora contare su una nuova tipologia di potenziamenti, con i quali potremo ottenere fino a quattro slot aggiuntivi per le abilità del witcher. Grazie alla nuova gestione dei mutageni, sarà possibile ricavarne elementi base – come già accadeva con il crafting dei materiali – per ottenerne versioni base più potenti attraverso i nuovi tavoli alchemici.

 

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Buone nuove giungono sul fronte armi / armature, che chiudono in bellezza il cerchio delle novità introdotte in Blood and Wine. Oltre i nuovi schermi relativi ai potenziamenti di Gran Maestro (uno per ognuna delle cinque scuole witcher) , potremo incappare in set di armature completi che, se indossati, ci permetteranno di ottenere dei bonus in combattimento per ogni pezzo equipaggiato.
In Blood and Wine troveremo per la prima volta delle vere e proprie colorazioni per le armature, con le quali potremo personalizzare a nostro piacimento qualsiasi pezzo di equipaggiamento indossabile da Geralt.

Vinoh!

Sul fronte tecnico, Blood and Wine rasenta pericolosamente l’eccellenza. L’espansione dedicata a The Witcher 3 riesce, in qualche modo, a migliorare quanto di già ottimo si è visto con il gioco base: migliorie al sistema di rendering rendono, a parità di prestazioni\requisiti, la distanza di visuale molto più dettagliata e definita, grazie anche ad una maggiore sfumatura della profondità di campo.

I modelli 3D dei nuovi personaggi, Geralt escluso, sono ottimi: i nuovi NPC introdotti in Blood and Wine – come la duchessa Henrietta e Regis – sono incredibilmente curati anche se, come già accadeva con il gioco base, è opportuno segnalare una certa legnosità delle animazioni durante gli intermezzi video.

Come accennato in precedenza, l’ambientazione di Toussaint è senza dubbio la più curata tra le tre macro-aree proposte da CD Project Red per The Witcher 3. Le architetture della capitale Beauclair sono stupende, dal castello fino ai vari quartieri che si estendono dall’alto verso il basso.

 

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Ottimo il comparto sonoro, caratterizzato da una rinnovata soundtrack ricca delle – solite – ottime melodie composte dal team polacco, ed un doppiaggio – in lingua inglese – eccellente, capace di rendere al meglio la diversità di accenti nella regione del Toussaint.

Concludendo…

The Witcher 3: Blood and Wine è senza alcun dubbio una tra le più belle espansioni che abbiamo mai avuto l’occasione di giocare in tutti questi anni di onorata carriera. CD Project Red si è dimostrato – ancora una volta – un team capace di creare universi gdr curati in ogni aspetto, sia sul fronte narrativo e sia su quello tecnico.

Blood and Wine è un acquisto imprescindibile per ogni possessore del gioco base, desideroso di riprendere (forse per l’ultima volta) i panni di Geralt di Rivia, impegnato in uno tra i suoi più complessi contratti da witcher.

Le lande del Toussaint vi aspettano. Non fate attendere lo strigo!

CI PIACE

– Narrazione eccellente
– Toussaint è stupenda
– Tanta carne al fuoco sul fronte contenutistico
– Perfetta conclusione per la saga di Gearalt dei CD Projekt

NON CI PIACE

– E adesso quanto ci toccherà aspettare per Cyberpunk 2077?

Conclusioni

Blood and Wine è senza alcun dubbio una tra le espansioni più curate e longeve che abbiamo mai avuto la fortuna di giocare. Un acquisto obbligato per tutti i possessori del gioco base, desiderosi di tornare a vestire i panni del witcher Geralt di Rivia.

9.5Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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