Hitman Episodio 1 – Recensione

Hitman: la frammentata storia di 47

La storia dell’Agente 47 è una delle più travagliate del panorama videoludico contemporaneo. Dal 2000, anno del primo capitolo della serie, lo stealth IO Interactive ha conosciuto altre 6 iterazioni, tutte contraddistinte da un gigantesco “forse”. Sono passati 4 anni dall’ultimo capitolo della serie Hitman. Hitman: Absolution sembrava aver sepolto tutte le perplessità legate alla serie, forte di una formula rivista e ricca di novità che aumentavano non solo la longevità e la profondità del gameplay, ma anche il fascino del protagonista e dell’intero genere stealth. Nonostante queste credenziali e il buon meta-score di critica e pubblico, con l’avvento della nuova generazione la saga ha subito un’ennesima rivoluzione, passando alla scarsamente amata pubblicazione episodica, che ha lasciato interdetti molti fan dell’Agente 47. Questo cambio di direzione così inaspettato è suonato come un campanello di allarme per il destino della serie, in quanto si tratta del primo vero esperimento di tale formula in un’opera non focalizzata sullo storytelling, per la quale è nata. Se già tanto basterebbe per drizzare le orecchie e porsi sull’attenti, aggiungiamoci anche il fattore reboot, altro elemento di rischio che nel mondo videoludico è stato quasi sempre pagato a caro prezzo, ad eccezione di poche produzioni, tra cui l’ottimo Tomb Raider edito proprio da Square Enix.
Com’è andato, quindi, l’episodio di debutto dello stealth IO Interactive? Ecco il mio punto di vista.

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Ci risiamo, 47

Quando parliamo di serie ad episodi la nostra attenzione si focalizza sulla trama: siamo portati ad immaginare la presenza di una storia coinvolgente e ricca di colpi di scena che si sviluppa in capitoli dettati dallo scorrere degli episodi, magari con un bel cliffhanger prima dei titoli di coda. Beh, chi nutre queste speranze anche per l’Agente 47, forse conviene che le abbandoni del tutto, perlomeno per quel che riguarda il pilot.
La storia trattata nel primo episodio si sviluppa 20 anni prima le vicende di Hitman: Absolution, e racconta il reclutamento di 47 presso l’ICA, accompagnato dal fedele agente di supporto Diana Burnwood, vecchia conoscenza della saga. Dopo aver svolto due missioni di addestramento per prendere confidenza con i mezzi e le strategie di pianificazione dell’ICA, il videogame ci riporta nel presente, più precisamente a Parigi, location in cui el pelado dovrà occuparsi del duo a capo dell’IAGO, una potente e losca agenzia di spionaggio internazionale.

1000 Ways to Die

Sebbene il videogiocatore nelle battute iniziali venga tenuto impegnato con l’addestramento di 47, la missione a Parigi è il primo e unico incarico ufficiale disposto per il pilot di Hitman. I due obiettivi trascorrono le ultime ore della propria vita in una splendida tenuta a 3 piani, con doppio parcheggio, giardini, fontana, alta moda e un ricco buffet. Sembra un po’ la rivisitazione della quest analoga di Silent Assassin, con 47 vestito di tutto punto come nelle migliori occasioni. I due target, Viktor Novikov e Dahlia Morgolis, sono stati intenzionalmente posizionati in due distinte aree della villa, per permettere all’utente di perlustrare la tenuta nella sua completezza, avvalendosi delle numerose “arti” del killer silenzioso già viste nelle missioni di addestramento.

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La prima novità del nuovo Hitman sta nell’introduzione delle cosiddette opportunità. Ogni missione prevede un buon ventaglio di approcci per avvicinarsi ai target seguendo un percorso predefinito, magari approfittando di qualche occasione favorevole lungo la strada. Ad esempio, scopriremo che i due obiettivi hanno appuntamenti con alcuni uomini d’affari, una circostanza che potrebbe garantire al nostro alter ego una finestra d’opportunità per avvicinarsi al bersaglio e completare il contratto. Avvicinandosi ad un’opportunità, che in genere si attiva con un’azione dei personaggi o con un dialogo, il gioco ci chiederà di confermare l’interesse nel seguire o meno questa pista, proponendoci man mano i vari passi da seguire al fine di soddisfare le condizioni del percorso scelto.
Sebbene tutte le strade portino agli obiettivi, la loro difficoltà varia a seconda delle richieste e dell’avanzamento della quest. Pertanto, possiamo portare avanti più percorsi simultaneamente e scegliere quello che ci fa più comodo, oppure smettere di seguire le opportunità poco interessanti.

“La gente tende a fidarsi delle uniformi, non delle facce”

Una delle difficoltà che caratterizzano i percorsi d’opportunità riguarda l’intrufolarsi in aree ad accesso limitato. Come sempre, i membri dello staff coinvolti nella missione hanno permessi diversi a seconda dello specifico ruolo, quindi, per non destare sospetti, prima di accedere a un’area riservata sarà necessario travestirsi da chi ha l’autorizzazione ad entrarci. Ripescando a piene mani da Absolution, gli sviluppatori hanno reintrodotto l’istinto del killer per evidenziare i punti di interesse, e il sistema dei sospetti: assumendo i panni di un cameriere, ad esempio, i membri dello stesso team potranno notare il volto poco familiare, allertando i presenti e rischiando di far saltare la copertura. Per tenersi al sicuro, è possibile girare al largo dalla gente sospettosa, abbatterla o perfino mimetizzarsi sfruttando le peculiarità del travestimento.

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Come rubare le caramelle a un bambino

La profondità strutturale della mappa si estende anche in merito agli oggetti che è possibile utilizzare per raggiungere i propri scopi. Infatti, diverse opportunità richiederanno di interagire con strumenti particolari che necessitano di specifici utensili, come cacciavite, piede di porco, chiave inglese, e così discorrendo. Ogni oggetto recuperato dalla mappa può essere anche utilizzato come un’arma letale, utile per abbattere i nemici più o meno silenziosamente, magari per sopperire la mancanza di strumenti di morte più raffinati, come la corda di violino o la pistola silenziata – a dire il vero sempre presenti nell’inventario, perlomeno in questo primo episodio.
Il punto debole di un sistema così ricco di contenuti è la difficoltà stessa del gioco. Sfortunatamente, gli sviluppatori hanno riconfermato il basso di livello di sfida già poco apprezzato in Absolution, che rende i personaggi non giocanti molto simili a dei comodini con le gambe, poco sospettosi, molto statici e per niente difficili da aggirare. Di fatto, il ventaglio di opportunità proposto nelle missioni si rivela un’arma a doppio taglio, sì in grado di aumentare la longevità del titolo e l’appagamento del videogiocatore, ma anche di svelare la scarsissima intelligenza artificiale dei nemici e la natura estremamente scriptata delle missioni. Ci si mette davvero poco a capire come agire e sfruttare le falle della sicurezza, il più delle volte create ad hoc per permettere all’utente di seguire più di una pista contemporaneamente, anche con le scuse più stupide – come l’intramontabile chiamata personale che porta l’obiettivo ad isolarsi dalla propria scorta per affacciarsi sul Tamigi…e sulla morte.

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Nonostante la natura episodica, con il rilascio della “stagione” completa programmato entro la fine dell’estate, il team di sviluppo ha cercato in tutti i modi di lasciare all’utente quanti più contenuti per non abbandonare gli episodi immediatamente dopo aver completato le missioni principali.  In particolare, oltre alle sfide riprese da Absolution, è stata introdotta la modalità Contratto. Questa, consiste nell’eliminare personaggi selezionati da altri utenti (o da IO Interactive stessa) rispettando determinati vincoli, come l’arma e il travestimento da utilizzare. Esistono poi particolari contratti Escalation a 5 livelli, che aumentano man mano il numero di obiettivi e azioni da compiere per soddisfare le richieste.

Concludendo…

Non avrei mai creduto di dover parlare a spezzoni dell’Agente 47, ma la realtà è questa. Il primo episodio del reboot è convincente a metà, e mostra due facce fin troppo contrastanti della stessa medaglia. Da una parte possiamo apprezzare la grande mappa della missione principale e le numerose possibilità offerte per l’eliminazione gli obiettivi, dall’immancabile strangolamento nei panni di una guardia del corpo, al cicchetto servito con del buon veleno per topi. L’altra faccia di Hitman, però, propone agli amanti dello stealth una sfida irrisoria, in cui l’obiettivo non consiste tanto nell0ingegnarsi per eliminare gli obiettivi – anche perché attivando le opportunità è tutto ben segnalato nella mappa, passo dopo passo – quanto nel completare affannosamente ogni sfida proposta dal gioco. E per quanto riguarda la trama, se questo episodio 1 fosse un pilot per una serie tv, probabilmente non vedrebbe mai un seguito.

CI PIACE

– Le tante opportunità evidenziano il fascino dell’Agente 47

– I contratti e le sfide aumentano la longevità del titolo

NON CI PIACE

– Basso livello di sfida, che potrebbe far storcere il naso a tutti gli amanti del vero stealth

– Trama scarsissima di contenuti, al momento

Conclusioni

Il primo episodio mette in luce le grandi potenzialità del titolo, nonostante le perplessità circa la strategia di pubblicazione

7Cyberludus.com
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Studente di Informatica Magistrale (Università di Bari "A.Moro").\r\nMi divido tra studio, Juventus e tecnologia tra mille passioni.\r\nL'obiettivo più vicino è la laurea, poi si vedrà.

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