The ABC Murders, l’esempio di un genere che fatica a trovare una propria dimensione ludica

Prima di procedere a parlare di questo The ABC Murders permettetemi una doverosa premessa: chi vi scrive, ama i gialli più di ogni altra cosa. Ama il mistero che li permea, il continuo fascino dell’ignoto, quei lunghi sceneggiati che ti tengono perennemente col fiato sospeso, quelle atmosfere sporche e nebbiose che avvolgono e nascondono la malvagità latente di apparenti gentiluomini dai segreti più nefasti. Se qualcuno mi chiedesse, “in quale secolo ti sarebbe piaciuto vivere di più?”, mi butterei a colpo sicuro sulla Londra dell’epoca Vittoriana. Certo, non c’era internet e la qualità della vita non era poi così alta, ma vogliamo davvero parlare delle affascinanti figure – reali e non – fiorite dai rami di quella fumosa giungla di cemento e mattoni? Poirot, belga di nascita, è uno di questi.

The ABC Murders

Preciso (a tratti fin troppo), fanatico della simmetria ed intelligente come pochi alti, il tarchiato detective coi baffetti è indubbiamente uno degli emblemi più famosi del giallo anglosassone, secondo solo all’intramontabile Holmes di Conan Doyle. In campo videoludico, invece, di gialli degni di nota ce ne sono davvero pochi. Certo, di thriller giocabili ne siamo sommersi, ma quanti sono quelli che ci hanno messo nei panni di un investigatore e ci hanno fatto sul serio sentire come tali, senza costringerci su un percorso guidato senza alcuna possibilità di deviazione o errore? L.A. Noir, tanto per fare un esempio, è stato il proverbiale barlume in un’immensa oscurità; anche gli stessi titoli di Sherlock, sotto questo aspetto, non scherzano affatto. The ABC Murders, se proprio dovessimo tracciare un paragone, ripesca a piene mani idee e meccaniche dallo stesso Sherlock.

E la cosa, a dirla tutta, non ci sorprende affatto, considerato come attualmente siano tra i migliori esempi di videogiochi investigativi presenti sul mercato. La fonte di ispirazione, quantomeno, è azzeccata. Ma la messa in pratica?

The ABC Murders

 

Ma non ci eravamo già visti?

Specifichiamo immediatamente come The ABC Murders sia la trasposizione giocabile di uno dei più famosi casi di Agatha Christie. Una scelta simile, inutile dirlo, ha indubbiamente i suoi pro e contro; se da un lato ci troviamo di fronte, per forza di cose, ad un racconto appassionante e di primissima qualità, c’è anche il rischio che chiunque abbia già letto il libro finisca per perdere ogni stimolo per proseguire ancor prima di iniziare. Dopotutto, quanto può valere un giallo, quando si conoscono già dinamiche, colpevoli e moventi fin dal principio? Quindi, sì, questa spiccicata fedeltà all’opera originale è una scommessa pericolosa, capace di ribaltare l’interesse dell’acquirente in men che non si dica. Ironicamente, a queste condizioni, finiamo per consigliare questo “esperimento” a chi, Poirot, non lo conosce neanche di striscio, più che agli appassionati veri e propri.

Le stranezze della vita.

The ABC Murders

 

Un caso impossibile

Scomodato dalla misteriosa lettera di un uomo che si firma, semplicemente, “ABC”, Poirot viene catapultato in una serie di inspiegabili omicidi, almeno all’apparenza, totalmente slegati tra loro. Zone, vittime, moventi: non sembra esserci alcun “leitmotiv” tra questi, e le indagini si impantanano già dopo pochi minuti. Starà a noi cogliere i piccoli particolari, metterli assieme e delineare un quadro più chiaro della faccenda. La parte migliore dell’avventura in The ABC Murders è proprio questa: è il giocatore ad incastrare i vari tasselli e a far proseguire la vicenda verso l’unica ed incontestabile verità. Tramite il sistema delle “celluline grigie”, infatti, potremo pescare dall’apposita “vasca” tutti i dettagli incontrati finora nel caso, siano essi personaggi, oggetti o interi avvenimenti, ed unirli assieme tramite un metaforico filo. Ad esempio, se ci ritroviamo di fronte ad una scena del crimine in cui una tabaccaia è a terra, colpita mortalmente dietro la nuca, con un pacchetto di sigarette ancora stretto tra le mani, potremo unire varie congetture e concludere che l’assassino sia entrato in negozio spacciandosi per un cliente, che abbia chiesto delle sigarette e abbia colpito la vittima appena quest’ultima gli avesse dato le spalle.

The ABC Murders

Se le unioni concettuali vanno bene, allora questa addizione porterà ad una piccola conclusione, che a sua volta potrà essere riutilizzata per congetture future. Il metodo (come dicevamo, preso direttamente da Sherlock Holmes) funziona alla grande, e l’impressione di essere noi i veri protagonisti della vicenda è sempre forte e palpabile. Purtroppo, c’è anche da dire come una certa facilità di fondo possa smorzare ben presto l’entusiasmo. Siamo chiari, il caso è tutt’altro che lineare, ci mancherebbe altro, dopotutto parliamo di un giallo storico. Ma a differenza della pluricitata saga concorrente di Holmes, qui non c’è possibilità di sbagliare, né di incolpare un innocente, né di intraprendere la strada del fallimento e – a conti fatti – lasciarsi sfuggire l’assassino. In The ABC Murders, anche quando si fanno associazioni di pensieri sbagliati, il gioco ti avverte e ti permette sempre di tornare sui tuoi passi per tentare ancora. Anzi, a dirla tutta, fin quando non azzeccheremo la congettura giusta, non potremo neanche proseguire in alcun modo. Da un lato, indubbiamente, è un peccato; dall’altro, quantomeno, la possibilità di macchiare la sceneggiatura di questo capolavoro con scelte poco interessanti ed indagini completamente inutili è totalmente scongiurata.

The ABC Murders

 

Baffi, bombetta e si va in città a farci prendere in giro ancora una volta

Il gioco in sé si presenta come una classica avventura grafica punta e clicca (noi l’abbiamo giocato su PS4 dove, effettivamente, la comodità dei controlli non era proprio il massimo). Non c’è alcun accenno di esplorazione e le zone visitabili sono sempre piuttosto contenute; la sensazione generale, infatti, è proprio quella di viaggiare attraverso una serie di “diapositive” – artisticamente ineccepibili, tra l’altro – senza alcuna possibilità di deragliare, di sbagliare o anche già solo di bloccarsi di fronte ad un qualunque ostacolo. Gli aiuti a schermo sono chiarissimi, è impossibile proseguire senza raccogliere tutti gli indizi “nascosti” in zona, ed in ogni momento sapremo benissimo quanto e cosa ci manca per poter poi andare oltre. Saltuariamente appariranno anche simpatici enigmi di logica, alcuni davvero fantasiosi, a spezzare un po’ l’investigazione. In linea di massima, però, è palese come questo The ABC Murders sia nato con un’unica intenzione: quella di regalarsi come un giallo all’acqua di rose, adatto ad ogni tipo di mente e fascia d’età. Inoltre, un fattore rigiocabilità completamente assente ed una lunghezza dell’avventura piuttosto risicata – noi l’abbiamo finito in un solo giorno – potrebbero spingere più di una persona ad aspettare anche un calo di prezzo, prima di procedere all’acquisto.

The ABC Murders

 

Concludendo…

In definitiva, The ABC Murders è un ottimo titolo investigativo, più per meriti dell’opera originale che del gioco in sé. Il gioco è breve e, a livello di gameplay, anche piuttosto basico. Per quanto il sistema di unione degli indizi dia al giocatore l’impressione di star risolvendo un caso come fosse egli stesso un detective, l’eccessiva mole di aiuti e l’impossibilità di commettere errori smorza un po’ quello che, difetti a parte, resta un grandioso ed appassionante caso. In linea di massima, comunque, pur con tutti i suoi limiti, ci è piaciuto abbastanza; ammettiamo anche come lo spirito e il carattere del simpatico investigatore belga, nonostante l’utilizzo di un più “infantile” cell-shading, sia stato colto appieno. Se siete appassionati di gialli e non conoscete neanche il caso originale, sul serio, non avete davvero scuse. Al primo calo di prezzo, magari.

CI PIACE

Fedele al libro.

Stile grafico accattivante.

NON CI PIACE

Fin troppo fedele al libro.

Sistema di controllo poco comodo.

Indagine in alcuni punti fin troppo guidata.

Conclusioni

The ABC Murders è un’avventura che, pur presentando una trasposizione quasi perfetta dell’opera letteraria a cui si ispira, pecca per un approccio fin troppo semplificato al gameplay investigativo, che finisce con l’appiattire radicalmente l’esperienza di gioco.

6.9Cyberludus.com
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