Elite: Dangerous Horizons – Sir Newton e la gravità – Recensione

Elite Dangerous Horizons

Non fare una promessa se non puoi mantenerla

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Dopo mesi di attesa estenuante abbiamo tra le mani il primo vero Upgrade di Elite Dangerous. Se qualcuno di voi non avesse idea di cosa stiamo parlando, qui potete trovare la recensione della versione PC e qui alcune delucidazioni sull’ottimo porting Xbox One. David Braben si è guadagnato negli anni molti aggettivi lusinghieri: sognatore, visionario, ottimo programmatore e uomo dalle idee di successo. Senza dubbio, però, la caratteristica che lo distingue da molti suoi colleghi dell’industria videoludica è un’altra: Braben è un uomo che mantiene le promesse. Qualità da non sottovalutare in un settore che troppo spesso si prende gioco dell’utenza. Dopo solo otto mesi dall’uscita del titolo Frontier (dicembre 2014) fu annunciata Horizons, la prima espansione di uno dei titoli più ambiziosi mai creati. L’ampliamento del gameplay promesso fu enorme, visto che, con la release di Horizons, tutti i comandanti avrebbero avuto la possibilità di atterrare su pianeti senza atmosfera e lune. Il continuum del gioco si prospettava incredibile, con la possibilità di passare dallo spazio alla superficie planetaria senza alcuna interruzione nel gameplay, aumentando enormemente il numero di missioni affrontabili. Queste erano le promesse, ora vediamo se sono state mantenute.

Ma il client?

 

Tutti quelli che hanno provato anche solo di sfuggita Elite su PC sanno quale sia uno dei problemi principali di questo titolo, ovvero il client. Interfaccia pessima, aggiornamenti continui (sì, sappiamo che sembra una lamentela folle) e download costanti che troppo spesso fiaccano il giocatore ancor prima di iniziare. Con Horizons la situazione non migliora. Siamo obbligati ad installare un nuovo launcher e a scaricare tutto da capo. Molti nella community di Elite lamentano problemi di aggiornamento e crash del sistema e la necessità di riconfigurare da zero i controlli, visto che la beta non riconosce i profili salvati. Niente di troppo fastidioso, badate, solo la solita perdita di tempo evitabile.

Nei primi giorni di beta la mia esperienza è però stata pessima: a causa di alcuni bug il gioco aveva cali di fps che lo mandavano in crash, un problema comune a moltissimi utenti. Dopo poco però Frontier ha rimediato con una patch -confermando di avere molto a cuore il proprio progetto- e il gioco ha ripreso a funzionare.

Elite: Dangerous Horizons

Atterriamo?

Elite: Dangerous Horizons

Dritti al punto.

Horizons fa quello che era stato promesso? Si! Assolutamente si.

Al momento si può atterrare solo su pianeti senza atmosfera e su lune (perlopiù deserte o con piccoli insediamenti). Braben ha da sempre difeso questa scelta, giustificata dalla necessità di generare proceduralmente tutti i pianeti esplorabili. Il punto è che su Elite i pianeti sono tanti, si parla di tremila miliardi di pianeti, ed è ovviamente impossibile crearli tutti singolarmente, pertanto la scelta di escludere pianeti “complessi” dall’attuale parco esplorativo ci sembra senz’altro ragionevole. Lo sviluppatore ha comunque confermato che in futuro verranno inseriti pianeti unici, che saranno prodotti anche a partire dal feedback ricevuto in questa fase iniziale. Per atterrare sui pianeti è necessario un modulo d’atterraggio planetario -acquistabile in un qualsiasi spazioporto- composto da un rover e da una suite per il volo sub orbitale. Una volta procuratoci il necessario, ci ritroveremo a fare i conti con la caratteristica che contraddistingue Elite all’interno del panorama videoludico: il brutale realismo. Siamo infatti davanti ad un simulatore nudo e crudo, che non offre aiuti ai giocatori e che ha nella precisione scientifica -nei limiti del ragionevole- uno dei propri cardini. Una volta attratti dalla forza gravitazionale del pianeta noteremo quindi un cambiamento nel comportamento della nostra nave. Ne sentiremo il peso, avvertiremo la lentezza dei movimenti e ci renderemo conto che pilotare in un sistema non inerziale come quello spaziale è estremamente più semplice. Una volta sulla superfice planetaria capiremo che il nostro rover non è altro che una “macchinina”. I comandi sono semplici e intuitivi, tuttavia la gravità non è nostra amica. Si rischia troppo spesso di rotolare per decine di metri se si affronta una collina in maniera troppo spavalda. Il radar del tutto simile a quello della nostra nave e ci offre una visione completa di ciò che circonda il veicolo in un raggio di qualche decina di metri. Il ben più utile Data Scanner, invece, ha una portata di diversi chilometri e risulta fondamentale per individuare tracce di formazioni rocciose o relitti. Il sistema di raccolta è del tutto simile al mining spaziale, con l’unica differenza data dall’utilizzo che potremmo fare del materiale recuperato. Infatti tutto ciò che troveremo potrà essere combinato per diventare bene consumabile, munizioni, carburanti e bonus vari.

Houston abbiamo un problema!

 

Missioni cooperative! Horizons era il palcoscenico ideale per introdurle. Atterraggio su pianeti, materiali da recuperare, basi ben armate e ben difese che possono essere assaltate solo con l’aiuto di altri comandanti… uno spettacolo.

E invece no.

Esiste ovviamente la possibilità di formare una Wing e affrontare insieme l’esplorazione, ma non implementare delle missioni cooperative predefinite è stato, a nostro avviso, un grande errore. Cobra MKIV e Viper MKIV, le due navi extra introdotte con questa espansione, non sono niente di eccezionale, ma non bisogna dimenticare che Elite è un titolo ancora in costruzione, e molti contenuti verranno rilasciati nel corso della prima parte del 2016.

Allo stato attuale, infatti, Horizons è molto lontano dall’essere completo. Le premesse sono ottime e alcune idee ci sono sembrate decisamente promettenti, eppure non possiamo dirci completamente soddisfatti, specialmente viste le potenzialità dell’espansione. L’arrivo di Horizons è stato accompagnato dalla release della nuova patch (1.5), un frangente che ci spinge ad analizzare un altro problema. Sono state introdotte un nuovo tipo di missioni – definiamole “progressive” – che partono dai soliti spazioporti per poi concludersi sui pianeti disponibili solo con l’espansione. Non abbiamo avuto modo di constatare se queste missioni siano disponibili anche per chi non ha effettuato l’upgrade, ma in entrambi i casi c’è un problema. O le missioni sono completamente precluse o sono troncate, due possibilità che pongono gli utenti sprovvisti di Horizons in una spiacevole situazione di inferiorità, in quanto sarà loro impossibile disporre dei potenziamenti ottenibili solo grindando selvaggiamente i nuovi contenuti.

AHIA!

 

Le parole più dolenti, quelle che nessun videogiocatore vorrebbe mai sentire, sono PREZZO e ACQUISTO OBBLIGATORIO.

Analizziamole.

Horizons costa 50 euro sul sito Frontier, mentre su steam il bundle con Elite viene proposto a 53 euro. Un prezzo ottimo che accoglie in pieno le esigenze di chi si approccia al titolo per la prima volta. Chi invece è già in possesso del gioco base dovrà sborsare 40 euro per accedere al contenuto aggiuntivo. Una pessima politica che si traduce in un pessimo trattamento dei giocatori che hanno supportato fino a questo momento il progetto di Braben e Co.

Il secondo punto è forse peggiore del primo.

Tutti coloro che giocano Elite in Open Play, e che vogliono quindi aver la possibilità di giocare con amici o con compagni incontrati casualmente nel vuoto cosmico, si troveranno costretti a comprare Horizons, senza avere – di fatto – nessuna alternativa. I vantaggi, in termini sia economici sia in upgrade e potenziamenti, sono evidenti: una disparità ingiusta che sicuramente non fa bene ad un titolo che, già al primo impatto, fa una grande scrematura dell’ utenza.

Concludendo…

A conti fatti Horizons mantiene quasi appieno le promesse fatte. In futuro avremo molti upgrade sulla base di quello che è stato rilasciato, su questo non ci sono dubbi, e il mondo di gioco ne uscirà sicuramente arricchito e migliorato. Al momento della pubblicazione di questo articolo, però, il prezzo è ingiustificato per quello che effettivamente c’è sul piatto. Ci fidiamo di Frontier e sappiamo che sanno mantenere le promesse, abbiamo però il timore che un po’ di fretta abbia già minato il progetto, anche se speriamo vivamente di sbagliarci.

Solo il tempo potrà portarci risposte.

CI PIACE

Se Elite assorbe molte ore della vostra settimana, stiamo parlando di un acquisto obbligato, non potete permettervi di restare indietro e rinunciare a tutto quello che potreste avere semplicemente giocando. Altresì se volete approcciarvi a questo magnifico titolo per la prima volta il bundle è la soluzione più ovvia

NON CI PIACE

Se non siete ancora completamente soggiogati dalla dipendenza che questo gioco può dare rimandate l’acquisto, aspettando magari un taglio di prezzo

Conclusioni

Pro: Getta le basi per tutto quello promesso e alza notevolmente l’asticella su quello che potremmo vedere in futuro.
Contro: Offerta veramente povera allo stato attuale per il prezzo proposto

7Cyberludus.com
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Redazione
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