Se avete seguito le nostre avventure con Minecraft Story Mode fin dal primo episodio, già sapete che la nuova saga di casa Telltale non ci ha affatto entusiasmato. Nonostante il prodotto ci abbia deluso fin dal principio, il terzo episodio della serie ci aveva fatto sperare in un qualche tipo di ripresa, sebbene la qualità del capitolo non fosse tale da poter riscattare la pochezza strutturale degli episodi precedenti.

 

A Block and a Hard Place, questo il titolo del quarto episodio, si presenta, in sostanza, come una conclusione “piuttosto degna” per l’opera di Telltale. Perché “piuttosto degna” e perché “conclusione”, direte voi? Ora ve lo spiego con calma e senza spoilerare nulla, così il bambino pacioccoso, vero eroe delle recensioni precedenti, non avrà di che lamentarsi.

Cominciamo con lo spiegarvi perché ho definito l’esperienza “piuttosto degna” : la pienezza del giudizio positivo non è stata raggiunta neanche in questo caso, eppure il gioco riesce nel – non difficile – compito di risultare il miglior episodio fin qui realizzato. Sono infatti presenti scelte di un certo peso e sufficientemente ben pensate, che risultano, in alcuni frangenti, addirittura più “mature” della media.

 

È possibile addirittura scegliere quale arma creare sul banco di lavoro per il crafting, per affrontare “a modo nostro” le tre bocche del Wither Storm nella battaglia finale. Purtroppo permangono grandissimi problemi strutturali, gli stessi evidenziati negli episodi precedenti, tra i quali vi è uno che ci cruccia sottolineare nuovamente: i Quick time event sono decisamente troppi e poco incisivi sul gameplay. Lo sappiamo perché, pur avendo sbagliato – volontariamente – quasi tutto, non abbiamo subito alcuna conseguenza di rilievo. La lunghezza dell’episodio, inoltre, ci è sembrata di nuovo drammaticamente ridotta: A Block and a Hard Place non vi richiederà più di un’ora per raggiungere i titoli di coda.

 

Passando al secondo punto, questo quarto episodio di Minecraft: Story Mode può essere considerato come una vera, e prematura, “conclusione” per la prima stagione della serie. Tutti i nodi che si sono venuti a creare sin dal primo episodio, in questo A Block and a Hard Place vengono definitivamente sciolti, non lasciando neppure spazio a espedienti narrativi come cliffhanger et similia. Il tutto viene a svilupparsi in maniera decisamente “telefonata” e, semmai ci fosse bisogno di sottolinearlo, la sensazione di già visto è un elemento persistente. Vi anticipiamo infatti che tutti, ma proprio tutti, gli eventi del gioco si avvicendano in modo assolutamente scontato e che i vari “colpi di scena” – si fa per dire – non riescono in alcun modo a cogliere il giocatore con la guardia calata. Neppure l’ingenuo fanciullo dalle manine paffute riuscirà a farsi sorprendere dalle evoluzioni della trama.

Una piccola menzione d’onore va al discorso finale di Jesse, davvero ben scritto e, consentitemi l’esagerazione, carico di drammaticità. Non siamo certo ai livelli di una qualsiasi scelta presente in The Walking Dead ma, per gli standard Minecraft: Story Mode, ci troviamo davanti ad una vera e propria rivoluzione. Concludere l’avventura con un momento tanto toccante avrebbe avuto una ripercussione positiva anche sul voto, se non fosse che l’uscita di un quinto episodio a breve getta ombre pesanti sul valore di questo “finale”. La sensazione è che il quinto episodio non potrà fare a meno di mitigare il “pathos” del miglior momento finora visto in questo gioco.

 

Peccato.

Conclusione?

Questo A Block and a Hard Place è davvero il miglior episodio della serie di Minecraft: Story Mode, ma purtroppo non è assolutamente capace di risollevarne le sorti, confermando l’opera come la peggiore uscita dagli studi di Telltale Games. Migliora l’interattività, la qualità delle scelte e la profondità emotiva dell’avventura, ma l’opera continua ad essere afflitta da una longevità ridicola, una sovrabbondanza di Quick time event inutili e – parere personale – una trama che, in fin dei conti, non racconta davvero nulla di nuovo. Il resto lo abbiamo trovato banale ed eccessivamente prevedibile. In attesa di maggiori informazioni sull’ultimo episodio della serie, rimandiamo il giudizio complessivo alla prossima recensione.

CI PIACE

Si tratta dell’episodio più interessante dell’opera, buona chiusura finale e maggiore libertà di scelta riescono a convincere.

NON CI PIACE

Soliti e stantii problemi strutturali come la ripetitività degli abusatissimi Quick time event dalle conseguenze nulle.

Conclusioni

Un buon episodio, che racchiude sia ombre che luci. Decisamente l’episodio più divertente della serie, ma niente per cui strapparsi i capelli, con buona pace del bambino dalle mani pacioccose.

6.8Cyberludus.com
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