Dragon’s Dogma: Dark Arisen – Analizziamo la versione PC – Recensione

No Capcom, di te non ci fidiamo!

Per i videogiocatori di lunga data su PC l’uscita di un nuovo porting targato Capcom è spesso un terno al lotto. Quando parliamo di “porking”, ci vengono in mente i due precedenti Dead Rising (del terzo capitolo trovate qui la nostra recensione), ottimizzati talmente male da non essere in grado di girare fluidamente neanche su configurazioni top di gamma, il buon vecchio Devil May Cry 3 Special Edition, da molti (e dal sottoscritto) considerato uno tra i peggiori porting mai effettuati da console a PC, e i vari Resident Evil, arrivati in versioni di qualità decisamente altalenante. Insomma, non si può certo dire che, nel corso degli anni, la software house giapponese sia riuscita a guadagnarsi la stima e l’affetto degli accaniti giocatori PC. La speranza di tutti – anche la nostra – è quella di poter finalmente assistere ad un era di “pace” sulle pagine Steam, dove le critiche ad un gioco vengono finalmente mosse al videogioco in quanto tale e non alle terribili aberrazioni prodotte dai team di porting.

Capito Rocksteady?

Con l’annuncio dell’arrivo di una versione PC restaurata di Dragon’s Dogma: Dark Arisen, la redazione di Cyberludus ha iniziato a incrociare le dita molto prima di arrivare a premere il fatidico bottone “Gioca” su Steam. Con nostra grande sorpresa abbiamo potuto constatare che?

Scopritelo nella nostra recensione!

Il figlio illeggittimo di Dark Souls e Monster Hunter?

Questa non sarà una classica recensione atta ad analizzare il gioco in tutta la sua interezza, considerato che un articolo – sul gioco base e sulla relativa espansione – è già presente nei nostri archivi, ma una sorta di analisi sull’effettiva qualità del porting effettuato dai ragazzi di Capcom. Tuttavia ci sentiamo quantomeno in obbligo di proporvi una breve sintesi sul titolo in questione.

Dragon’s Dogma: Dark Arisen è un action rpg sviluppato da Capcom e rilasciato – tre anni or sono – per Playstation 3 e Xbox 360. A differenza dell’originale Dragon’s Dogma, Dark Arisen – accanto al gioco base – propone una corposa espansione contenente una nuova questline, oggetti e abilità, oltre ad una lunga serie di accorgimenti tecnici atti a migliorare il gioco. Una tra le peculiarità del gioco di ruolo targato Capcom risiede appunto nel suo combat system “sperimentale”, capace di fondere ottimamente le meccaniche di gioco già viste e apprezzate in titoli come Monster Hunter, Devil May Cry e Demon’s Souls, inserendole in un mondo di gioco vasto e interamente esplorabile. Una interessante feature del titolo è quella relativa alle pedine, veri e propri companion al seguito del giocatore che potranno essere reclutate e condivise con altri utenti online. Nonostante una narrativa forse troppo frammentaria, Dragon’s Dogma: Dark Arisen rimane un gdr piacevole ed appagante rivolto soprattutto agli amanti del genere che, su PC, cercano qualcosa da affiancare a colossi come The Witcher 3 o Fallout 4 in attesa dell’ultima fatica From Software, Dark Souls III.

Ready, set… go!

Requisiti Minimi

Sistema operativo: Windows Vista o più recente CPU: Intel Core i5-660 CPU o equivalente Memoria: 4 GB RAM Scheda grafica: Radeon HD 5870 o equivalente DirectX: Version 9.0c Spazio: 22 GB di spazio disponibile

Requisiti consigliati

Sistema operativo: Windows Vista o più recente CPU: Intel Core i7-4770K o equivalente Memoria: 8 GB RAM Scheda grafica: Nvidia GeForce GTX 760 o equivalente DirectX: Version 9.0c Spazio: 22 GB di spazio disponibile

Abbiamo avuto modo di provare Dragon’s Dogma: Dark Arisen su due configurazioni diametralmente opposte: un PC assemblato di fascia media ed un portatile “economy”. Grazie ad una configurazione – interamente AMD – con CPU FX-8350 (non OC), una scheda video R9 280X e 16 gb di RAM, il titolo se la riesce a cavare egregiamente: su un livello alto di dettagli, Dark Arisen non si schioda dai 60 frame al secondo riuscendo anche a reggere negli scontri più caotici. Su un portatile dotato di R9 M270X, i7 4500U e 8 gb di RAM, settando le impostazioni su livelli medi, il gioco riesce a proporre la medesima fluidità riscontrata sul fisso.

Porting promosso? Assolutamente si. Trattandosi di un gioco che si porta dietro tre lunghi anni sul groppone, l’opera di “restauro” effettuata da Capcom ha davvero dell’incredibile considerati i tristi trascorsi della software house sul mercato PC. Il gioco rimuove il fastidioso blocco a 30 fps della versione console dandoci la possibilità di viaggiare a più di 60 fotogrammi al secondo. Il sistema di illuminazione è stato completamente rivisto, e le ambientazioni appaiono decisamente più vivide e colorate rispetto all’edizione originale, sebbene possa capitare di imbattersi in texture a bassa definizione, pesante retaggio della sua natura “old-gen”.

Concludendo?

Nonostante i grossi timori di un ennesimo “porking” targato Capcom (direi assolutamente giustificati), Dragon’s Dogma: Dark Arisen si è rivelato essere un ottimo restauro della versione originale approdata su console tre anni fa. Il titolo, oltre a vantare di un gran numero di contenuti e di una maggiore fluidità rispetto alla precedente edizione, risulta essere un ottimo action rpg dalle meccaniche solide e appaganti. Per i fan del genere si tratta di un acquisto da fare a cuor leggero.

Alla prossima!

CI PIACE

– 60 fps e oltren- Grafica ad alta risoluzionen- Tanti contenuti

NON CI PIACE

– Non aggiunge praticamente nulla all’edizione consolen- L’engine sente il peso degli anni

Conclusioni

Capcom ci ha sorpresi con un porting ottimizzato a puntino, capace di girare ottimamente anche su PC non più “recenti”.

8.5Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.