Chi non muore, si rivede

E’ sempre uno sporco lavoro sedersi alla scrivania e tornare a parlare di saghe come Fat Princess, soprattutto quando il 90% di chi legge – giustamente -neanche ricorda di che stiamo parlando. Il primissimo Fat Princess è una perla di rara bellezza, ma davvero troppo, troppo sottovalutata. Il peculiare “Cattura la Bandiera” fantasy, per quanto apprezzatissimo dalla sua utenza, non è mai riuscito ad estendere le radici oltre la sua nicchia, ritrovandosi a morire poco dopo il rilascio di un paio di DLC e a non poter più esprimere il suo potenziale in nuovi capitoli. Nonostante un porting (svogliatissimo e pressochè inutile) su PSP, la serie è scomparsa dai riflettori per innumerevoli anni, limitandosi a solo qualche semplice cameo qui e lì, prima su Home (anch’esso poco fortunato) e successivamente in PlayStation All-Stars Battle Royal (idem come sopra). Intelligente cooperazione mista a tatticismo e sane mazzate non erano riusciti a far uscire Fat Princess dal buco, condannandolo in fretta ad un immeritato dimenticatoio, e facendo scomparire ogni traccia del suo nome. Almeno, fino ad oggi. Ci duole fare questa premessa, ma siamo qui anche per questo. Partiamo subito col dire che questo nuovo Fat Princess Adventures ha davvero poco in comune con il capitolo originario, eccezion fatta per lo stile. Non parliamo di un’ennesima battaglia campale in rete, ma di un più classico adventure con cooperativa a 4 giocatori, visuale isometrica e migliaia di Intelligenze Artificiali da falciare senza pietà. Non avete notato anche voi come il genere degli hack ‘n slash stia brillando di nuova luce, nell’ultimo periodo? Se relazioniamo Fat Princess Adventures all’ultimo periodo di “regali” del PlayStation Plus, tra l’altro, lo ritroviamo fianco a fianco a mostri del calibro di Magika e Gauntlet. La vera domanda, quindi, è: riuscirà questa svolta cooperativa ad avvalorare la saga, oppure la costringerà ad un inseguimento senza speranza e a trasformarsi in un triste fanalino di coda? Non vogliamo tenervi troppo sulle spine: diciamo solo… un po’ e un po’.

Mazzate in salsa fantasy (ancora una volta)

Una volta iniziato il gioco, prima di lanciarci in battaglia, ci verrà chiesto di creare un nostro avatar personale. Ironicamente, siamo già di fronte ad una delle feature più interessanti del gioco; l’editor è davvero ampio, soprattutto per un prodotto del genere, grazie anche alla possibilità di modificare non solo volto, colori e capelli, ma persino il carattere e, di conseguenza, le frasi pronunciate durante gli scontri. Niente di trascendentale, ma è sempre carino vedere come un gioco così basato sulla cooperativa, e quindi sulla differenziazione tra i vari membri del gruppo, spinga così tanto sull’unicità e sulla fantasia di chi ne fruisce. Non c’è nessuna reale differenza tra un guerriero dalla battuta facile ed uno più riservato, e questo è ovvio, ma è pur sempre un metodo in più per permettervi di creare da zero un protagonista che possiate sentire realmente vostro. In generale, “personalizzazione” è la parola chiave: armi, armature e modifiche estetiche di ogni tipo potranno essere apportate al nostro combattente in gran numero e più spesso di quanto si possa pensare. Esplorare anfratti nascosti, scovare forzieri di ogni genere ed abbattere comandanti nemici sono le fondamenta dell’esperienza, e quasi ognuna di queste azioni ci ricompenserà con equipaggiamenti completamente nuovi, da spulciare, sostituire o semplicemente mettere da parte in attesa della giusta occasione. Il sistema a classi, inoltre, viene incontro ad una grande fetta di giocatori, ora capaci di scegliere se essere Spadaccini, Arcieri, Incantatori o Ingegneri, tutti con abilità uniche e stili combattivi differenti. Inutile andare troppo nello specifico, anche perchè ci sembra tutto abbastanza chiaro già dai loro nomi; doppiamente chiaro se si ha già giocato il primo Fat Princess. La possibilità di mischiare le squadre con componenti di ogni categoria, soprattutto giostrandosi in varie situazioni con amici in carne ed ossa o dall’altro lato di un auricolare, conferisce al tutto un retrogusto di coordinazione tattica che non guasta mai, soprattutto in una serie nata con quel pallino preciso. Il fatto che si possa cambiare “mestiere” ad ogni checkpoint, tra l’altro, aiuta ad osare e a non fossilizzarsi troppo sullo stesso stile di gioco.

Tante belle idee, ma in pratica?

Per quanto riguarda l’avventura in sé, invece, ci ritroviamo di fronte ad un gioco d’azione piuttosto classico, palesemente rivolto più ai giovani (nonostante il copioso uso di sangue) che a chi cerca una vera sfida. La trama stessa non è altro che un mero pretesto per incollare assieme vari livelli e donar loro una sorta di continuity logica. L’avanzamento risulta piuttosto scontato, oltre che poco variegato, e la poca fantasia dietro boss e situazioni in generale non aiuta Fat Princess Adventures a risultare accattivante quanto dovrebbe, soprattutto considerando le ottime (e ormai collaudatissime) idee alla base. Varie sfide extra spingono il giocatore a non appendere subito la spada al chiodo, ma c’è davvero poco altro di interessante da segnalare. Si va avanti, si falciano ondate infinite di simpatici cattivoni e si continua così, spinti dal semplice desiderio di collezionare ogni upgrade possibile e di testarlo in tutta fretta contro i prossimi malcapitati. Graficamente, invece, siamo di fronte ad un ottimo pacchetto. Il net-code è stabile, il motore di gioco riesce a reggere l’enorme mole di effetti speciali e colori più che degnamente e lo stile generale di personaggi ed ambientazioni crea nuovamente un simpatico miscuglio tra fantasy e violenza cartoon, tanto bello da vedere quanto da vivere in prima persona.

In conclusione…

Fat Princess Adventures è un esperimento senza infamia e senza lode, strapieno di clichè del genere hack ‘n slash ma, nel suo piccolo, comunque appagante. Purtroppo, nonostante un buon rapporto prezzo/offerta, non riesce mai a staccarsi dai numerosi concorrenti, finendo per risultare un prodotto carino e poco altro. In compagnia, c’è da dirlo, guadagna indubbiamente qualche punto. Non ci resta far altro che chiudere questa recensione con un po’ di rammarico nel notare come una piccola perla del calibro di Fat Princess abbia perso in questo modo la sua identità, amalgamandosi a quella che è la moda del momento senza mai porsi un obiettivo preciso. Non ci resta far altro che incrociare le dita, sperare che questa deviazione faccia tornare i riflettori su questa sottovalutatissima serie e che un nuovo successo porti allo sviluppo di un secondo capitolo vero e proprio. Se queste sono le premesse, però, ci sembra un po’ difficile.

CI PIACE

Stilisticamente accattivante\nVarie combinazioni di classi ed equipaggiamento rendono la cooperativa un sempreverde

NON CI PIACE

Meccaniche estremamente classiche\nDa soli può annoiare ancora più in fretta

Conclusioni

Un hack ‘n slash cooperativo senza infamia e senza lode, buono nelle idee ma piuttosto classico nella loro esecuzione

6.9Cyberludus.com
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