Gli zombie stanno vivendo un periodo di boom sotto il punto di vista artistico: il materiale che vede come protagonisti le terribili creature mangia vivi è cresciuto esponenzialmente ed è esploso definitivamente alla consacrazione di quel capolavoro che risponde al nome di The Walking Dead. Il fumetto, ideato da Robert Kirkman, ha ispirato una serie TV e una di videogames tra cui, ovviamente, il titolo che ci apprestiamo a recensire quest’oggi. State of Decay Year One Survival Edition, sviluppato da Undead Labs e pubblicato da Microsoft inizialmente su Xbox 360 e PC e successivamente, anche su Xbox One, è un classico survival free roaming in salsa zombie, arrivato sulla console next gen della casa di Redmond in questa nuova versione, riveduta, corretta e in FullHD a 1080P.

L’arte della sopravvivenza

State of Decay Year One Survival Edition – da ora in poi, per praticità, lo chiameremo YOSE – parte con il botto. Il nostro amico Ed, con cui ci siamo recati al lago per pescare e passare un periodo di totale relax, è stato attaccato da un umano decisamente aggressivo che cerca addirittura di morderlo: sarà nostro compito difenderlo, per evitare di vederlo soccombere davanti ai nostri occhi. Sì, perché in State of Decay il compito principale sarà proprio quello di sopravvivere e cercare di capire il motivo per cui i morti stanno tornando alla vita. Il giocatore viene dunque catapultato all’interno di un’enorme mappa – che ricorda molto gli ambienti visti nella prima stagione della serie TV di The Walking Dead – liberamente esplorabile, dove si potrà girare per raccogliere risorse preziose quali armi, medicinali e utensili, difendersi dagli zombie, salvare eventuali altri sopravvissuti e via dicendo. Il titolo dei ragazzi di Undead Labs è un gioco che schiaccia molto l’acceleratore nell’ambito survival: le risorse disponibili saranno scarse e obbligheranno il giocatore a fare economia di quello che ha all’inizio del gioco. Ma non è certo finita qui. Infatti, oltre alla scarsità di risorse, le armi del giocatore subiranno un deterioramento che le porteranno alla rottura e, conseguentemente, all’impossibilità di utilizzarle in situazioni in cui farebbe comodo anche avere un bastone di legno da spaccare sulla testa degli zombie. Questo è un indice molto importante per quanto concerne l’aspetto prettamente legato alla sopravvivenza, in quanto fa propendere verso un approccio più ragionato nei confronti dei non morti, magari optando per l’evitare gli scontri inutili. Se poi ci aggiungiamo anche che i personaggi sono soggetti a perma-death, ovvero la morte definitiva del personaggio nel gioco, ci è subito chiaro come la pianificazione attenta di ogni singola mossa sia la vera chiave di volta per non soccombere agli zombie.

Apocalypse Zombie

Insomma, l’apocalisse zombie dei ragazzi capitanati da Jeff Strain offre diversi spunti positivi, sia in termini di gameplay – che risulta essere assolutamente in linea con quello di un qualsiasi altro titolo del genere survival/action e con a disposizione un budget di partenza così ridotto – sia in termini di longevità. La versione YOSE, infatti, oltre al gioco normale, potenzialmente infinito per la mole di cose da fare, offre anche le due espansioni Breakdown, improntata alle sfide a tempo e al guadagno di punti, e Lifeline, che ci metterà nei panni di alcuni membri dell’esercito americano, aggiungendo anche nuove aree e nuovi personaggi al gioco originale. Anche alcune funzionalità introdotte con i primi DLC usciti per il titolo originale su Xbox 360, come il trasporto di carichi pesanti o il coltello come ultima ratio contro gli zombie, sono state introdotte di base in questa versione. Il vero cambiamento di questa versione, però, è il totale rifacimento dell’impianto grafico, ora riprodotto in alta definizione a 1080P; lifting che non è del tutto riuscito, in quanto già la base di partenza – l’aspetto grafico della prima versione old gen – non era propriamente il massimo. In questo caso, alcune textures e alcuni scorci sono sicuramente degni di nota, ma è chiaro che State of Decay si impegna maggiormente sul fronte gameplay, piuttosto che sull’aspetto prettamente estetico.

Concludendo

State of Decay YOSE è un titolo che – per il prezzo a cui viene proposto e per l’elevata longevità – ci sentiamo di consigliare solo a chi è a digiuno di mondi aperti farciti di zombie, e a chi, ovviamente, è fanatico di non morti. In generale, il titolo ripropone in questa versione la formula che ha avuto così fortuna nella precedente incarnazione di bit della scorsa generazione di console, impreziosita dai DLC e le espansioni finora uscite. Alcuni problemini legati all’estetica gli tarpano un po’ le ali ma, in compenso, se volete passare diverse ore in compagnia di zombie e sopravvissuti, sapete dove rivolgere la vostra attenzione.

CI PIACE

– Potenzialmente infinito \n- Giocabilità survival decisamente ben fatta\n- Meccaniche divertenti

NON CI PIACE

– Graficamente non eccelso, pure con il lifting

Conclusioni

State of Decay Year One Survival Edition è un titolo onesto, che donerà molte ore di gioco e divertimento a quanti vorranno immergersi nelle atmosfere della contea di Trumbull. Consigliato ai fanatici di survival e zombie.

8Cyberludus.com
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