Xenoblade Chronicles 3D – Recensione

Un porting da sogno?o forse no

Con l’arrivo del New Nintendo 3DS – accompagnato dalla classica ondata di scetticismo che negli ultimi anni accompagna gli annunci di casa Nintendo – gli sviluppatori sono stati in grado di portare le esclusive portatili verso un nuovo standard tecnico e qualitativo, rompendo in qualche modo i limiti che venivano precedentemente imposti dal precedente modello della console. In concomitanza con l’annuncio del nuovo modello del 3DS è arrivata la conferma della prima vera esclusiva: Xenoblade Chronicles 3D. Nome familiare? Certo che si, il titolo in questione altro non è che un mero porting della versione Wii uscita 4 anni fa circa. Armati della nuova fiammante console Nintendo – equipaggiata con un processore, RAM e GPU più performante – ci siamo buttati a capofitto su Xenoblade Chronicles 3D, all’interno dell’affascinante universo fantasy ideato da Tetsuya Takahashi. Dopo un quantitativo spropositato di ore attaccati alla nostra nuova fida console portatile siamo pronti a fornirvi il nostro responso finale. Buona lettura!

Il potere della Monado

In origine furono Bionis e Mechanis, due titani impegnati in una eterna battaglia che avrebbe ben presto sconvolto le origini del mondo. Quando la loro faida raggiunse l’atteso epilogo, entrambi riversarono le loro ultime energie in un ultimo scontro tra spade, che provocò la fine della loro esistenza, o quasi. Dal corpo di Bionis iniziarono a fiorire le prime forme di vita intelligenti che con il passare degli anni diedero vita a fiorenti città e avamposti. A sconvolgere la vita ai pacifici abitanti di Bionis, arrivò una minaccia inaspettata direttamente da Mechanis: i Mechan. Queste forme di vita staccatesi dal corpo inanime di Mechanis, iniziarono ad assediare Bionis, radendo al suolo intere città. Nella leggendaria battaglia della Valle della Spada – che fungerà da prologo e tutorial in Xenoblade Chronicles 3DDunban riuscì a respingere la minaccia Mechan grazie all’utilizzo di una spada dalle origine sconosiute: la Monado. Al termine della battaglia Dunban si ritrovò completamente sopraffatto dal potere della misteriosa spada che gli provocò gravi ustioni su tutto il braccio.

Prenderemo così il controllo del giovane Shulk, abitante della Colonia 9 che riuscì nella guerra a resistere agli attacchi di Mechanis. Shulk si ritroverà suo malgrado a dover fronteggiare una seconda ondata Mechan – ad un anno di distanza dalla battaglia della Valle delle Spade con l’aiuto della misteriosa Monado, di cui il giovane protagonista ne studia le origini da diverso tempo. Sebbene a livello narrativo ci troviamo di fronte allo stesso titolo di quattro anni fa, è opportuno rimarcare quanto il titolo Monolith sia riuscito a convincerci – nuovamente – sul fronte trama. I personaggi, le cut scene e le sotto trame che assaporeremo nelle circa cinquanta ore indispensabili per giungere alla conclusione, sono ben concegnate e piacevoli da seguire.

Un porting…al contrario?

Piccola premessa: Xenoblade Chronicles è un titolo già presente nella nostro vasto database redazionale, quindi ci sembrava inopportuno spendere ulteriori parole sul gameplay se non per richiamare la nostra precedente recensione a questo link. La cosa più importante da sapere per ogni possibile acquirente di Xenoblade Chronicles 3D è che a differenza delle varie remaster HD – che abbiamo visto e continuiamo ahimè a vedere negli ultimi tempi su Xbox One e PS4 – questa non lo è affatto. Xenoblade Chronicles 3D è un porting da un hardware più potente per uno meno potente. A livello tecnico il titolo difatti sfigura a confronto di quello visto su Wii e sul lato contenutistico il titolo non offre praticamente nulla di nuovo rispetto alla versione originale. In poche parole il titolo che abbiamo di fronte – sulla carta – è un netto passo indietro rispetto alla versione originale.

Non fraintendetemi. Questa è la stessa meravigliosa esperienza JRPG che abbiamo già assaporato su Wii – intatto a livello di contenuti – ma “declassato” per via del passaggio su New Nintendo 3DS. I problemi del cosìdetto “declassamento” sono dovuti principalmente alla grafica – precedentemente citata – , più pixellosa e sicuramente meno dettagliata nel tentativo di mantenere intatta la portata del gioco sulla piccola console, un controllo della telecamera che lascia molto a desiderare per via del c-stick della console che continua a non permettersi lo stesso comfort e precisione di movimento della levetta analogica destra del controller Wii classico e di un effetto 3D che provoca più problemi grafici di quanti ne dovrebbe migliorare (dal momento che rende generalmente il gioco peggiore rispetto al normale, si consiglia di disattivare semplicimente le funzionalità 3D del tutto). Ci sono comunque un paio di nuove caratteristiche, come l’utilizzo della figura Shulk Amiibo per sbloccare contenuti bonus, e una funzione jukebox per la colonna sonora, ma per il resto si tratta dello stesso gioco già visto su Wii.

In conclusione?

Come titolo in se, Xenoblade Chronicles 3D è ancora uno dei migliori JRPG disponibili sul mercato videolodico, e per questo motivo, ogni fan del genere che non ha mai avuto la fortuna di provare il titolo dovrebbe catapultarsi ad acquistarlo immediatamente se possessore di un New Nintendo 3DS. Come porting in se, tuttavia, si tratta di un lavoro meno stellare, visto che il titolo Monolith mal si adatta ad una console portatile di questo tipo. Il titolo andrebbe acquistato per la sua qualità senza pari come JRPG, non come campo di prova per testare le potenzialità del nuovo modello della console Nintendo.

CI PIACE

– Si tratta di uno dei migliori JRPG degli ultimi annin- Longevo e ricco di contenutin- Appagante dal lato gameplayn- Amiibo!

NON CI PIACE

– Downgrade grafico piuttosto evidenten- Effetto 3D inutilen- Non aggiunge nulla di nuovo al prodotto originale

Conclusioni

Un titolo che andrebbe provato almeno una volta nella vita…

8.5Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.