Personalmente ho un rapporto peculiarmente disfunzionale con la cucina e i suoi derivati multimediali. Un disagio che nasce dalla mia sostanziale incapacità di imporre perfino ad un semplice uovo il giusto grado di cottura e che, nel corso degli ultimi anni, è stato pian piano alimentato dal massiccio martellamento (sulle balle, nel mio caso) di programmi come MasterChef e similari. Non di rado mi succede di destarmi, sudaticcio, con ancora negli occhi l’immagine di un esercito di capesante stracotte che mi inseguono urlando “vuoi che muoro?” con un buffo accento.

E visto che qui a Cyberludus siamo convinti fautori della terapia d’urto come panacea omnium malorum (latinismo a caso per fare il c-c-c-olto), quale modo migliore per sfuggire a questa fissazione onirica per i molluschi italo-americani, se non quello di lanciarsi in un viaggio tra i fornelli virtuali dell’ultimo Cooking Mama?

Esatto, non ce ne sono.

Ricette per tutti

Già al primo avvio, appare evidente come Cooking Mama: Bon Appétit, esattamente come i suoi predecessori plurigenerazionali, sia un titolo dedicato ad un pubblico largamente prepuberale. Tutto, dai menu alle pietanze virtuali, è coloratissimo, puccioso e cartoonesco, compresa la cara Mama che, dopo quasi 10 anni passati ai fornelli, è ancora una giovincella carica di energia (e una certa dose di devianza passivo-aggressiva). Vale la pena di soffermarsi un attimo su un punto scontato ma essenziale. Cooking Mama: Bon Appétit è un titolo assolutamente casual, dedicato ad un pubblico di giovanissimi e caratterizzato da un grado di sfida piuttosto risibile. Una dovuta precisazione che ci serve per mettere in prospettiva punti forti e deboli dell’ultima opera culinaria di Cooking Mama Limited (il nuovo – fantasioso – nome dei nipponici Office Create).

Lo voglio friggere, friggere, friggere, frittoooo con un tantino di ketchup

Il core gameplay del titolo è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al primo capitolo della serie, uscito nel “lontano” 2006 su Nintendo DS. Nella modalità “Cuciniamo”, Cooking Mama ci mette a disposizione un ricco ricettario composto da oltre 60 piatti tratti dalla tradizione giapponese ed europea che dovremo arrivare ad “impiattare” completando un numero variabile di fasi preparatorie. In ognuna di queste sezioni dovremo “simulare” (prendete questo termine con le molle) con il pennino varie incombenze culinarie, come sminuzzare tonnellate di cipolle, aggiungere la giusta dose di spezie a fine cottura, o friggere alla perfezione involtini e polpette. Per ottenere il massimo punteggio, è necessario mescolare nelle giuste dosi tempismo e precisione, cercando di seguire i consigli che la cara Mama ci offrirà col suo solito piglio bonario. I risultati ottenuti nei singoli minigiochi determineranno poi il voto finale del piatto, e il buon esito dell’intero sforzo ci garantirà l’accesso a nuove preparazioni di complessità crescente. Nelle modalità di gioco Aiutiamo Mama, Aiutiamo in Negozio e Aiutiamo nell’orto ci viene richiesto di offrire – da bravi figliocci – il nostro contributo con le varie incombenze casalinghe di Mama, superando alcuni minigiochi basati, in gran parte, sul tempismo. La modalità Studiamo (dedicata alle giovani menti in crescita) ci sfida invece a risolvere semplici enigmi logico-matematici. Nella Dojo Cucina assistiamo all’unica impennata significativa nella difficoltà generale del titolo, con la cara Mama – per l’occasione in modalità “Kobra Kai” – determinata a migliorare le nostre abilità ninja-culinarie con sfide a tempo e preparazioni lampo degne della finale di MasterChef. Infine, nel caso sentiate la – discutibile – necessità di mostrare ai vostri amici le vostre incredibili capacità di spaccauova acrobatici, Cooking Mama: Bon Appétit vi permette di coinvolgere un amico (sprovvisto del gioco) in 15 sfide testa a testa nella modalità Download Play, divertente seppure un po’ limitata. Tutte le modalità di gioco, pur contestualizzate nello specifico segmento di utenza, risultano piuttosto ripetitive e scarsamente ispirate, a maggior ragione considerando la marmorea immutabilità della formula di gioco nell’ultimo decennio.

Ah, ma è un gioco per 3DS?

Tecnicamente parlando, il titolo di Cooking Mama Limited si attesta su livelli di sostanziale mediocrità. A colpo d’occhio risulta difficile trovare differenze consistenti tra le varie incarnazioni della serie, paragonabili, per qualità, alla media delle produzioni flash. Inutile, quindi, dilungarsi sui vari comparti della produzione: chi comprerà Cooking Mama: Bon Appétit non lo farà certo per i suoi pregi audiovisivi. Molto fastidioso, invece, il saltuario input lag che caratterizza l’esperienza di gioco, intollerabile vista la natura del titolo.

Concludendo…

Malgrado i difetti legati ad una formula di gameplay ormai scolpita nella roccia, Cooking Mama: Bon Appétit riesce in quello che, tutto sommato, è il suo scopo: ammazzare il tempo in attesa di qualcosa di meglio. In questo senso, l’ultimo gioco della serie non delude le aspettative, dimostrandosi in grado di offrire qualche ora di divertimento senza troppe pretese. È comunque probabile – e direi auspicabile – che presto vedremo questo genere di giochi abbandonare definitivamente le piattaforme handheld in favore di smartphone e tablet.

CI PIACE

Riesce ad intrattenere per qualche ora senza richiedere alcun impegno al giocatore

NON CI PIACE

Ripetitivo\nSemplicissimo\nPrivo di qualsiasi novità di rilievo

Conclusioni

Cooking Mama: Bon Appétit continua sulla falsariga dei suoi predecessori, offrendo un gameplay assolutamente casual che diverte a piccole dosi. Un titolo da giocare in attesa del 45 barrato o nelle pause tra un bel gioco e l’altro.

6Cyberludus.com
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