Ogni viaggio ha una propria fine, diceva qualcuno. Sottolineamo, però, che ci sono viaggi e viaggi: c’è chi parte con il piede giusto, chi un proprio equilibrio lo riesce a trovare solo alla fine e poi… c’è Revelations 2. Un prodotto dal gran potenziale, forte di un prequel indubbiamente sopra le righe e sbarcato sul mercato tra aspettative elevatissime ed una carica che da sola avrebbe dovuto innalzarlo ancora più in alto. Il suo obiettivo, quindi, era chiaro, ma non tutto è poi andato per il verso giusto. Anzi, l’unica dimostrazione che abbiamo avuto è che Capcom dovrebbe prendersi maggior cura delle sue saghe (o degli spin-off, come in questo caso) appena iniziate. Revelations 2, fino ad ora, non è stato certo un completo fallimento, ma al contempo risultava lapalissiano come gli mancasse quel tocco di genialità, quella “verve” che avrebbe dovuto contraddistinguerlo dai suoi acerrimi concorrenti. Ora che abbiamo finalmente messo le mani sull’ultimo capitolo, possiamo confermarlo una volta per tutte: Revelations 2, da qualunque angolazione lo si guardi, è una grandissima occasione sprecata.

Cronache di una metamorfosi (andata a male)

Saremo sinceri, è sempre con un pizzico di amarezza che si arriva a recensire negativamente un titolo dal così alto potenziale, ma è davvero impossibile non notare la poca ispirazione della vicenda o la frettolosità con la quale sia stata buttata in campo. L’avventura è un continuo saliscendi, un’altalena ubriaca che non riesce a stabilizzarsi mai per un momento, un’opera capace di passare da un estremo all’altro della barra qualitativa con una facilità a tratti disarmante. E, detto tra noi, non è così che sarebbero dovute andare le cose. Passare dalla fremente eccitazione di una grande fuga alla noia di un capitolo in cui non succede assolutamente nulla è tutt’altro che un buon risultato. In quest’ultimo episodio, tra l’altro, alcuni difetti sono elevati all’ennesima potenza, anche e soprattutto a causa dell’abbandono di alcune scelte di design che tutto sommato eravamo riusciti ad apprezzare. Ad esempio, fareste meglio a preparare anima e corpo all’abbandono della doppia campagna.

Certo, Metamorfosi – come di consueto – inizia con Claire e Moira, ma le due amiche non saranno nient’altro che semplici meteore nel (almeno all’apparenza) grande piano di Capcom. La loro parte di avventura è infatti così breve che non riusciamo neanche a considerarla tale; a parte un filmato ed una rapida fuga, sul serio non c’è null’altro da segnalare. Il cronometro stesso, a fine capitolo, ci ha segnalato soli 15 minuti di gameplay; un bel passo indietro rispetto all’ora e mezza abbondante degli episodi precedenti. Barry, dal canto suo, ha invece una campagna sensibilmente più lunga (abbiamo impiegato più di 2 ore per arrivare all’ultimo boss). La domanda è: riesce a farci dimenticare l’inconsistenza di tutto il resto?

L’uomo che diventò una mosca

Quantomeno, Metamorfosi riesce a chiudere quasi tutte le questioni lasciate in sospeso nelle puntate precedenti. Come chicca, abbiamo persino capito il perchè di tutti quei rimandi alla letteratura di Kafka; certo, abbiamo scoperto che la sceneggiatura di Capcom ha tratto ispirazione da uno dei libri più famosi della storia, ma oltre alla simpatica dicotomia c’è davvero poco altro che si salva. Il cerchio è quindi chiuso, dicevamo, e nonostante un finale (anzi, un doppio finale) aperto come non mai, ogni questione riesce ad avere un proprio epilogo. Il problema è che, da qualunque angolazione lo si guardi, non è un epilogo all’altezza.

Revelations 2, dopo alcune intuzioni interessanti e dopo esser comunque riuscito a costruire misteri su misteri, termina nel più banale dei modi, con la più scontata delle rivelazioni. Se fino ad oggi, pur senza eccellere chissà quanto, era riuscito comunque a tenerci incollati allo schermo in attesa delle fatidiche risposte, ora che il trucco è stato svelato, il castello di carte di Capcom viene spazzato via senza pietà. Non possiamo – e non vogliamo – anticiparvi troppo, ma la trama di fondo si è rivelata di un banale (e di un riciclato) che nel 2015 non riusciamo proprio più a perdonare. Ed è un peccato, perchè alcuni momenti risultano indubbiamente sopra le righe – persino a livello emotivo – ed alcuni personaggi riescono persino a spiccare più di altri (Barry, un po’ a sorpresa, è diventato indubbiamente il volto di questo nuovo Revelations), ma è davvero impossibile chiudere un occhio di fronte alla piattezza e la poca fantasia del tutto.

Il bruco si trasformerà mai in una bellissima farfalla?

L’unica Metamorfosi che abbiamo visto all’interno del gioco, purtroppo, è quella che ha portato la Guardiana a tramutarsi nell’abominevole figura già conosciuta in precedenza. I buoni propositi, invece, non sono riusciti ad evolversi chissà quanto. Sono pochi i momenti realmente entusiasmanti di Metamorfosi, e in fin dei conti l’intero capitolo finisce per trascinarsi in modo piuttosto stanco ripescando continuamente tutti i difetti che avevano già caratterizzato le entrate precedenti: ambienti piuttosto classici, dialoghi piuttosto elementari e ritmo generale minato da numerosi puzzle ambientali fin troppo classici per poter risultare anche solo vagamente interessanti.

Puntare tutto sull’esplorazione e accantonare sequenze più spettacolari è assolutamente da lodare, sia chiaro, soprattutto se parliamo di una saga come Resident Evil che negli ultimi tempi è stata additata a più riprese come eccessivamente action; ma ci sono modi e modi di fare le cose, e Revelations 2 non sempre riesce ad imboccare il sentiero corretto. Sarebbe stato indubbiamente meglio condire le infinite traversate con palliativi meno scontati del “trova la chiave, usala per sbloccare la porta di prima” o “sposta la scatola due metri più in là per raggiungere la sporgenza”. Aggiungiamoci anche l’assenza – ancora una volta – di nuove tipologie di nemici e la mancanza quasi totale di una degna atmofera, e il quadro è completo. Abbiamo sperato, desiderato, pregato che il tutto potesse risollevarsi, emozionarci, almeno in questo suo epilogo. Ma, purtroppo, così non è stato. Anzi, a parte un paio di momenti particolarmente riusciti (tra questi, l’ultimo boss e una ambientazione certamente “nostalgica”) potremmo persino dire che questo sia il peggior capitolo dopo Colonia Penale. Colonia Penale, quantomeno, aveva un buon cliffhanger ed una qualità generale in continua ascesa, a differenza di un Metamorfosi che, quasi volesse prenderci in giro, gioca tutte le sue carte migliori nei primi dieci minuti, solo per poi lasciarci a bocca asciutta per il paio d’ore rimanenti.

In conclusione…

Di Metamorfosi c’è davvero poco altro da dire. Chiude tutte le questioni insolute ma riesce comunque ad essere abbastanza aperto per un eventuale seguito. La domanda è: ma quante di queste chiusure si sono rivelate all’altezza? Poche, purtroppo. Trama a parte, che di salvabile ha ben poco, il gioco si ripresenta come una continua altalena che oscilla tra sufficienza e mediocrità; qualche picco raro, purtroppo, non ci è bastato a farci cambiare idea. Ora che è tutto finito, la convinzione è più forte che mai: Revelations 2 poteva (e doveva) essere migliore. Siamo però sicuri che, presa nella sua interezza, l’offerta di questo seguito potrebbe comunque risultare godibile, soprattutto per le persone meno esigenti che cercano solo una valida motivazione per sparacchiare a qualche orripilante non-morto. Nel frattempo, siamo appena entrati in possesso anche di due “enigmatici” Capitoli Extra che – in un modo o in un altro – sembrano aggiungere ulteriore carne al fuoco. Aspettatevi un nuovo articolo a breve.

Voto episodio: 67/100

CI PIACE

– Alcuni livelli indubbiamente azzeccati\n- Rigiocabilità e longevità elevate

NON CI PIACE

– Non tutte le campagne sono all’altezza\n- Trama banale\n- Cooperativa molto forzata

Conclusioni

Un gioco con un gameplay collaudato ma che fallisce che nel ricreare un contesto all’altezza

6.9Cyberludus.com
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