Ea Access e Co. : dove vai se l’abbonamento non ce l’hai?

Se avete seguito Cyberludus negli ultimi mesi (bravi, diffondete il verbo), sarete sicuramente abituati ai miei ciclopici preamboli sugli argomenti più disparati quindi, per non deludere la fanbase, eccoci di nuovo. Sopportate.

La peggiore compagnia d’America?

Sinceramente non sono troppo d’accordo sul fatto che Electronic Arts sia la peggior compagnia del gaming biz. Voglio dire, è vero che sono dei maledetti arraffoni danariferi che poca o nessuna attenzione dedicano al feedback della playerbase, ma non dimentichiamoci di Activision Blizzard. Avidità allo stato puro. Perfino quando l’assurdo Online pass era al culmine della sua parabola d’infamia e EA vinceva il suo secondo “premio” come peggior compagnia d’America, ho sempre trovato parzialmente ingiusta questa attribuzione, anche perché, come giustamente fatto notare da Peter Moore (Coo EA), in giro c’è molta più immondizia corporativa. Andiamo, è vero che Dragon Age 2 era una mezza porcheria e il finale di Mass Effect 3 ha generato più hate di un attacco terroristico, ma vogliamo paragonare EA a ExxonMobil? Simpatici malfattori che nel 2001 vennero accusati di crimini contro l’umanità (tortura, omicidio e stupro) e che, periodicamente, distruggono porzioni consistenti di faunaflora globale.

L’illusione del libero mercato

E’ quindi con poca acredine pregressa che mi trovo ad esprimere il mio parere sul recente annuncio di EA Access. In pratica funziona così: se possedete una Xbox One potete decidere di pagare 3.99 euro al mese a EA che in cambio vi offrirà un parco titoli (attualmente piuttosto ridotto) da scaricare gratuitamente, oltre ad uno sconto del 10% sui prodotti in uscita e l’allettante possibilità di provare (solo per poche ore) alcuni giochi con qualche giorno d’anticipo rispetto alla release date ufficiale. L’idea di un abbonamento third-party è buona, così buona che Activision (stupefacente, nevvero?) si è detta interessata a lanciare un servizio simile. Perché solo su Xbox? Perché Sony ha dichiarato che integrare il servizio non sarebbe stato conveniente per i suoi users, visto il successo e la diffusione di Playstation Plus. Sinceramente avremmo preferito fosse lasciata a noi users la possibilità di valutare la convenienza del servizio, ma tant’è. Perché Microsoft, pur avendo un sistema di abbonamento non troppo dissimile da quello Sony, ha accettato? Money, of course. E’ ovvio che per il mantenimento del servizio i signori di EA dovranno sganciare bei soldoni, con un probabile bonus per ogni contenuto scaricato. Tornando a Playstation, il dio danaro ha certamente incentivato anche i ragazzi di Sony nel rifiutare l’iniziativa di EA, ragionevolmente restii ad accettare in casa un possibile concorrente per il Plus e per il neonato programma Playstation Now, già inviso a molti per i suoi costi esorbitanti. Su questo punto permettetemi un estemporaneo vaticinio: Playstation Plus Plus, ovvero l’abbonamento unificato Ps Plus-Ps Now. Ne riparleremo fra qualche mese.

E io pago!

Insomma, questa diffusione di abbonamenti third party sarà un bene o un male per noi poveri videogiocatori? Al momento la mia migliore ipotesi vale tanto quanto il lancio di una moneta. A volerla vedere positivamente, ci viene offerta la scelta (parola chiave in un’ottica user-friendly) di pagare per un servizio opzionale che, in quanto tale, pur offrendo vantaggi ai subscribers non dovrebbe danneggiare il resto della gaming community. A volerla vedere negativamente, ci si prospetta un futuro di contenuti esclusivi offerti agli iscritti di (potenzialmente) decine di servizi diversi, eventualità che i non abbonati non accoglierebbero di certo con gioia e gaudio, sentendosi (a ragion veduta) discriminati pur avendo pagato un titolo a prezzo pieno. Considerando il passato (presente) di money-grabber di EA (and company), e la direzione pericolosamente dlc-dependant presa dal gamebiz da qualche anno a questa parte, temo che il potenziale per polemiche e nerd rage su scala planetaria ci sia tutto. Staremo a vedere, nel frattempo sentitevi liberi di offrirci la vostra opinione qui o sulla nostra pagina Facebook.

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