Zoo Tycoon – Recensione

Seguendo le buone norme del marketing, il lancio di una nuova console deve poter accontentare tutti fin dal day one. Grandi, piccini, appassionati di action, sportivi o strategici. Così, è facile rendersi conto che i titoli messi a disposizione da Microsoft, in esclusiva, al lancio di Xbox One, rispecchiano a grandi linee questa mossa. I puristi di corse automobilistiche trovano pane per i loro denti con Forza Motorsport 5; chi ama randellare con piacere può farsi un giro a Los Perdidos in Dead Rising 3; chi è alla ricerca di un nuovo brand con texture super curate e gameplay poco frenito, avrà già acquistato Ryse. Tra le fasce di videogiocatori da accontentare presentate ad inizio articolo, mancano solo i piccini: per loro, ecco Zoo Tycoon, il tipico gestionale-esplorativo che intrattiene con la natura e qualche comando Kinect. Il team di sviluppo dietro il gioco è Frontier, sicuramente il gruppo di developer più vicino al genere.

I due punti di vista di Frontier

Quasi tutti i giochi sviluppati dal team britannico hanno in comune la caratteristica di poter offrire all’utente il duplice punto di vista del gestore/impiegato della struttura: la parte imprenditoriale e quella interattiva. Nel caso di Zoo Tycoon, Frontier ci mette nei panni di un impiegato tuttofare che, oltre a dover interagire con gli animali, ha pieno potere di evolvere la struttura a proprio piacimento. Queste due grandi classi di azioni vengono separate attraverso il tipo di telecamera, con due visuali distinte che partizionano il gameplay. La visuale più immediata per il genere di videogame è chiaramente quella dall’alto: in questa modalità, l’utente può apportare le classiche modifiche alla struttura, che vanno dalla costruzione di nuove aree per gli animali – corrispondenti agli habitat per specie e razza – ai tipici servizi di intrattenimento in stile RollerCoaster Tycoon. Il secondo set di azioni a disposizione del videogiocatore è implementato nella modalità in terza persona, in cui è possibile prendere direttamente il controllo del tuttofare. Questa visuale dà, ovviamente, una dimensione diversa al proprio zoo, e risulta più semplice rendersi conto delle caratteristiche funzionali delle modifiche apportate. La prospettiva dell’omino evidenzia anche le carenze del personale o dei servizi a cui è necessario porre rimedio in fretta per non abbassare il livello di qualità della struttura.

Nessun animale è stato maltrattato durante la sviluppo?e nessuno dev’essere maltrattato durante il gameplay

Gestire uno zoo non è esattamente una passeggiata, nemmeno nei videogame. Con la serie RoolerCoaster Tycoon – cui ultimo capitolo è finito proprio nelle mani di Frontier – abbiamo visto che dietro un buon parco di divertimenti c’è una buona organizzazione di risorse e personale. In Zoo Tycoon gli elementi a cui badare sono tanti, di cui la maggior parte rivolti alle esigenze dei propri animali. Non a caso, un aspetto molto delicato del gameplay riguarda la costruzione delle nuove aree per espandere il proprio zoo con nuovi animali, o semplicemente regalare loro le giuste componenti per ricrearne al meglio l’habitat. La maggior parte degli elementi sono tanto obbligatori quanto associati a specifiche razze, pertanto è difficile sbagliarsi. Tuttavia, ciò dimostra la volontà degli sviluppatori di poter istruire i piccoli videogiocatori – e magari gli adulti più incoscienti – con alcune regolette da seguire per prendersi cura dei propri amici pelosi. E non mancano evoluzioni particolari, come la possibilità di liberare gli animali più anziani ed accogliere nascituri.

Oltre che ad assicurare la miglior qualità di vita ai propri animali, il videogiocatore deve interessarsi anche ai visitatori e al ritorno economico per mantenere lo zoo ai massimi livelli. Le componenti obbligatorie per la struttura non si fermano solo alle aree dedicate agli animali, ma interessano anche la restante parte della gestione della struttura, finendo con l’incidere sul personale che dovrà curare gli altri fattori di qualità. Maggiore sarà la qualità globale dello zoo, maggiori saranno gli introiti e la fama, con un progressivo level-up delle componenti in gioco che accresceranno l’intera esperienza del videogiocatore. Per dare dinamicità al tutto, Frontier ha pensato bene di introdurre un set di sfide da portare a termine per ottenere benefici sul campo; queste possibilità sono molto importanti per una rapida evoluzione dello zoo, facilitando le prime ore di gioco, che solitamente sono quelle più impegnative e poco soddisfacenti. Buona anche la campagna di gioco, costituita dai classici scenari da portare a termine dopo aver rilevato uno zoo in specifiche condizioni di fama, budget e strutture.

Kinect: l’arma in più per i più piccoli

Zoo Tycoon non vuole certo essere un titolo spacca-mascella, soprattutto visto il genere ed il target a cui si riferisce. Nonostante ciò, il prodotto Frontier risulta ben più curato di altri titoli destinati ai meno interessati al comparto grafico, forte di modelli particolari a cui dar vita. Grazie alla presenza di un buon numero di animali, il gioco conta su una buona varietà in termini estetici, che non annoiano mai il videogiocatore – incidono molto i comportamenti piuttosto realistici degli affascinanti esemplari a disposizione. In mancanza di doppiaggio, il titolo si affida a una buona soundtrack per accompagnare l’utente durante il gameplay: le tracce sono piuttosto leggere e ritmate, tipiche del genere. Seppur limitata a pochi comandi, l’incidenza del Kinect è più alta rispetto agli altri titoli Xbox One, forte di un gameplay lento e composto da azioni meccaniche. La periferica consente al videogiocatore di interagire con gli animali sia svolgendo compiti fondamentali – come dar loro da mangiare – e sia permettendogli di creare un legame attraverso carezze virtuali.

Commento finale

Se lo inquadriamo come un gioco pensato per i più piccoli, Zoo Tycoon non fallisce l’obiettivo e promette tanto divertimento ai videogiocatori di domani. Il prodotto Frontier, pesantemente simile al resto del portfolio del team britannico, ci propone due punti di vista che spezzano il gameplay, tra il gestionale e qualcosa di più interattivo. Far crescere il proprio zoo dà soddisfazioni, ma la sfida è davvero molto bassa, il che potrebbe annoiare i più grandicelli. Un tour tra tanti animali, con il Kinect al seguito, per un seguito che propone poco, ma nel modo giusto.

CI PIACE

– Non si vive di soli FPS\n- Kinect finalmente utile e divertente

NON CI PIACE

– Nulla di così importante da evitare una prova di un paio di ore

Conclusioni

Tante cose da fare, ma tutte abbastanza semplici: in due parole, Zoo Tycoon è questo. Un titolo adatto ai piccoli giocatori, che troveranno nel Kinect un alleato funzionale e divertente.

7Cyberludus.com
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