Tearaway – Anteprima

A PlayStation Vita mancano i videogiochi: è inutile negarlo. Ancor di più le killer application, dato che il panorama videoludico attuale offre più che altro conversioni e giochi multipiattaforma. Non ci sono quei titoli creativi, originali, ispirati, in grado di sfruttare appieno tutte le caratteristiche della console portatile di Sony, in un’unica parola: esclusivi. Evidentemente qualche sviluppatore illuminato se n’è accorto, seppur tardi. Dopo essersi limitati a fare il compitino con la versione portatile di LittleBigPlanet i ragazzi inglesi di Media Molecule tornano su PS Vita con Tearaway, già presentato quest’anno nel corso di eventi e fiere. Avevamo così avuto modo di farci una prima idea sul gioco (se non avete già letto l’anteprima della Gamescom 2013 del buon Aurenar… beh, rimediate adesso!) ma grazie ad una codice preview di Sony possiamo ora tornare ad immergerci per un paio d’ore nel suo fantastico mondo composto interamente di carta.

Tearaway è un platform, proprio come LittleBigPlanet, ma a differenza di quest’ultimo non controlleremo pupazzi di stoffa imbottiti attraverso livelli nati dalla mente degli altri giocatori. Il ? o la ? protagonista del gioco, Iota / Atoi, s’imbarca in una lunga e perigliosa avventura per consegnare un messaggio ad un “Tu”, nota razza di esseri dai poteri divini che vivono dall’altra parte dello schermo. Durante la nostra sessione di prova siamo partiti dal classico livello tutorial, per prendere dimestichezza con i comandi di base. La chiave di volta del gioco consiste infatti sin da subito nella particolare alchimia ludica e nel rapporto di complicità instauratosi man mano tra noi stessi e il nostro piccolo alter-ego di carta.

Scorrazzando per le lande di Vallecarta ci siamo imbattuti in due tipologie di creature: i pacifici abitanti, sempre in cerca di un aiuto “divino” dei Tu, e le Cartacce, mostriciattoli nemici che provengono dal Sole e in grado di minacciare seriamente l’esistenza del messaggero. Ed è qui che entra in gioco l’elemento focale di Tearaway: noi siamo un “Tu”, e in quanto tali possiamo interagire con elementi dello scenario per aiutare Iota. Si tratta di un’idea davvero originale e creativa, perché aumenta l’immersione: Iota da esserino digitale diventa un amico, un compagno insperabile al quale non si può non voler bene ed aiutare.

Dei nemici vi sbarrano la strada? Il vostro cammino è interrotto da un enorme tronco che giace dove non dovrebbe? Basta il semplice tamburellare delle nostre dita sul touchpad posteriore per bucare letteralmente lo schermo facendole apparire come per magia davanti a noi! Ma questo è soltanto l’inizio di una serie di interessanti trovate: vi capiterà ad esempio di dover aiutare le creature autoctone locali a riavere gli oggetti smarriti: corone, baffi, occhi e tanto altro. E per far ciò sfrutterete un potente quanto versatile editor sulla falsariga di LittleBigPlanet per ricreare gli elementi di carta necessari che, una volta completati, si integreranno alla perfezione all’interno delle ambientazioni dando così vita al vostro tocco personale nel mondo di Tearaway. Addirittura è possibile personalizzare il nostro messagero, appiccicandoci addosso le nostre creazioni oppure gli oggetti preconfezionati ? da sbloccare previo accumulo di pezzettini di carta che troverete nel corso dell’avventura ? e in seguito scattare magari una bella foto ricordo da condividere con gli altri giocatori.

Tearaway è tanto una meraviglia per gli occhi, quanto una per i propri polpastrelli. Gli scenari trasudano di punti da toccare, carichi d’interattività, ma non mancano le sezioni più squisitamente platform. Se agli inizi Iota è praticamente indifeso e può soltanto spostarsi, con il progredire del gioco acquisirete nuove abilità come il salto oppure la capacità di rotolare, utile ad esempio per accedere a passaggi stretti o per rompere i trampoli di alcune tipologie di Cartacce. La build da noi provata rispecchia appieno la bontà della versione finale: una veste grafica unica e stilosa, accompagnata da brani musicali folk ed elettronici. Da segnalare inoltre l’ottimo lavoro di localizzazione nella lingua italiana, con voci narranti davvero azzeccate, peccato solo per il linguaggio nonsense dei personaggi secondari. L’unico difetto riscontrabile ? e che ci auguriamo sia corretto il prossimo 22 novembre, data d’uscita di Tearaway ? è un’improvviso e vistoso calo di frame rate in alcuni momenti, alcuni dei quali avvenuti durante sequenze narrative realizzate con il motore di gioco. Insomma, l’ultima fatica di Media Molecule ha tutte le carte in regola per rivelarsi un’esperienza unica, sensazionale e divertente come non se ne sono mai viste prima su PlayStation Vita… sarà forse proprio questo la lieta novella di cui gli sviluppatori vogliono renderci partecipi?

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Redazione
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