Wasteland 2 [Gamescom 2013]

Probabilmente il nome di Brian Fargo non vi suonerà familiare, ma se invece siete videogiocatori di vecchia data lo ricorderete per quel capolavoro di Wasteland, il gioco di ruolo tattico che ha pavimentato la strada alla ben più lungimirante serie di Fallout.

Brian voleva disperatamente un seguito della serie arrivando ad aprire una campagna su Kickstarter il 13 marzo dell’anno scorso con un budget minimo di un poco meno di milione di dollari. La risposta dei videogiocatori fu talmente positiva che la cifra fu raggiunta in appena 43 ore e il progetto chiuse racimolando il triplo di quanto richiesto.

Oggi ad un appuntamento a porte chiuse abbiamo potuto saggiare i frutti di tanti fan. Wasteland 2 ricorda tecnicamente i primi due capitoli della serie Fallout, con una visuale isometrica in terza persona (il motore grafico utilizzato è Unity). Il gioco è ambientato una decina d’anni dopo gli avvenimenti del capitolo originale, e il giocatore è al comando di un manipolo di Rangers che si aggirano in queste lande desolate.

Ci vengono mostrati subito il profondo sistema di statistiche del personaggio (quello principale è generato all’inizio del gioco e completamente personalizzabile) con ben tre rami di talenti diversi orientati alle armi, alla furtività e diplomazia. Ovviamente a seconda di come svilupperete il vostro alter ego digitale cambierà l’approccio e la risoluzione ai vari puzzle e incontri durante la campagna.

Il nostro party era composto da 4 elementi, ma Brian ha detto che il massimo numero di membri reclutabili è 7 (con oltre una cinquantina di personaggi che potrete convincere ad unirsi alla vostra causa, ciascuno dotato di una propria personalità). Nonostante ciò possa sembrare caotico, l’hud di gioco è molto user-friendly, facilitando la microgestione dell’intero party. Ad esempio ciascun membro ha delle tipologie di equipaggiamento preferite, e quando troverete oggetti il sistema provvederà a spartirlo ed equipaggiarlo in maniera intelligente a seconda delle priorità.

Wasteland 2 è un gdr che punta molto sull’esplorazione e molti ambienti sono ricchi di elementi interagibili. Inoltre la telecamera è rotabile favorendo la scoperta di indizi e percorsi. E per i più avventurosi una radio trasportata dal protagonista capta trasmissioni man mano che vi spostate sulla mappa, suggerendovi possibili luoghi da visitare e persone da incontrare.

Il sistema di dialoghi quando si interagisce con i PNG presenta scelte multiple codificate con i colori per evidenziare il possibile esito (ad esempio quelle rosse portano a risposte ed atteggiamenti palesemente ostili). Non c’è oltretutto una chiara notifica che evidenzia la nostra attuale moralità, e potreste accorgervi delle ripercussioni delle vostre scelte anche dopo ore di gioco. Ad esempio nella demo mostrata i nostri ranger hanno incontrato una donna malata in stadio terminale che ci chiede di porre fine alle sue sofferenze (potete sparare e uccidere ogni PNG all’interno del gioco, con i dovuti rischi). Gli sviluppatori decidono di spararle ma più avanti incontrano il marito che? beh, non prende bene la notizia.

Il sistema di combattimento di Wasteland 2 è quello di un classico strategico a turno, dove le azioni di personaggi e nemici vengono intervallate a seconda dell’ordine di iniziativa. Durante gli scontri a fuoco vengono presi in considerazione fattori come la copertura o eventuali status negativi o positivi per determinare la probabilità che gli attacchi vadano a segno. I personaggi che subiscono troppi perdono i sensi, e se non provate a rianimarli con abilità o oggetti rischiate di aggravarne la salute col passare del tempo. Fortunatamente ci sono diversi livelli prima che sopraggiunga la morte a reclamare il personaggio.

Insomma, Wasteland 2 ci ha piacevolmente impressionato e non vediamo di mettere sopra le nostre mani sul codice finale, previsto per il mese di ottobre.