Chi avrebbe mai pensato che le parole Super, Mario e World’ sarebbero riapparse, tutte insieme, in questi giorni di E3 a Los Angeles? Certo, i rumors ci avevano già messo al corrente che, con tutta probabilità, sarebbe arrivata una nuova avventura dell’idraulico su Wii U ma forse ci si attendeva qualcosa di diverso e, senza dubbio, qualcosa che non richiamasse uno dei titoli a 16-bit più importanti della storia, mischiandolo con elementi non suoi e con una struttura che, forse, sua sarà: Super Mario World, togliamo il ?3D’, era ed è una delle gemme di gameplay più luminescente di tutti i tempi. Vent’anni fa non c’era bisogno di campanellini che trasformavano in gatti, di quattro personaggi (che pur arrivarono prima ancora) e di tre dimensioni. Bastavano un idraulico, un piccolo dinosauro e qualche fungo, fiore o piuma, all’occorrenza? Basta? Basta. Era possibile ed è possibile, specie ora che la Virtual Console dell’eShop lo permette anche su Wii U.

La storia si ripete per la terza o la quarta volta

Per la terza volta in occidente e per la quarta nel paese del Sol Levante a causa della discordanza storica tra i nostri, diversissimi Super Mario Bros. 2, Bowser ne combina una delle sue? Non solo costruisce una serie di castelli per i suoi figlioletti Koopalings ma rinchiude nelle uova tutti gli Yoshi, perfino quelli che vivono sulla loro isoletta, e rapisce, già che c’è, la principessa Toadstool (non era ancora tempo di più scherzosi soprannomi): può Mario starsene con le mani in mano, specialmente quando trova davanti a sé uno dei mondi più interessanti sui quali abbia mai spiccato alti e lunghi salti? Viene quasi da pensare che lui, con tutto quel ben di Dio, si diverta quasi più di noi?

Una unica via gremita di segreti

Se si guarda agli episodi di Super Mario Bros. precedenti si può notare, specie dopo qualche minuto di gioco, una differenza sostanziale nella struttura delle mappe che delineano il percorso dei livelli: se in Super Mario Bros. 3, struttura poi ripresa in tutta la serie New Super Mario Bros., si potevano percorrere diverse strade collegate fra loro ma tutte facenti parte di mondi divisi, in Super Mario World è presente una mappa che riesce ad unire tutti gli ambienti senza cambiamenti radicali, offrendo una sensazione di integrità dello scenario: il Vanilla Dome non è staccata dalle Donut Plains ma è, semplicemente, una caverna delle pianure, e lo stesso vale per le foreste e per tutte le altre zone. Ogni livello è segnalato con un piccolo esagono giallo o rosso a seconda della presenza di uscite segrete e percorsi alternativi all’interno del livello stesso: di tanto in tanto, oltre ai livelli convenzionali, fanno capolino castelli di miniboss e boss, i famigerati Koopaling, malefiche case dei fantasmi e palazzi colorati con dei punti esclamativi, che, una volta schiacciati per bene, faranno apparire in tutto il mondo (?World’, mica per niente) di gioco delle piattaforme extra, rendendo raggiungibili percorsi prima assolutamente inaccessibili. Le fondamenta del gameplay restano sempre le stesse e sono quasi superflue da spiegare: Mario può correre, saltare e schiacciare alcuni nemici, raccogliendo un fungo può raddoppiare in altezza e distruggere i blocchi saltando dal basso e raccogliendo un fiore può sparare delle palle di fuoco? E fino a qui penso che chiunque possa sentirsi preparato! Tuttavia, in questo nuovo Mondo, le basi non sono sufficienti: entrano in gioco la foglia, che dona a Mario una mantellina gialla ottima per lunghi voli e sublimi planate, la possibilità di un salto roteante per eliminare i nemici più ostici e distruggere i blocchi con i piedi e, in aggiunta, un insieme di aiuti ?ambientali’ dove reti, palloncini e macchinari di ogni genere la fanno da padroni, modificando ogni tratto dei livelli, rendendoli complessi e, a volte, labirintici e distruggendo sul nascere ogni barlume di ripetitività. Quando si è in groppa a Yoshi, poi, la musica cambia di nuovo, sia letteralmente, con l’aggiunta di un nuovo canale di percussioni che arricchisce la colonna sonora, sia strutturalmente, in quanto il piccolo dinosauro non solo può mangiare tutto quello che gli capita a tiro con la sua lunga lingua ma può anche saltare più in alto, camminare sulle superfici spinose e tanto, tanto altro? Tutto questo meraviglioso insieme è condito in ogni dove di segreti, bonus di fine livello e molteplici, gioiose amenità, tante che ormai il vocabolario di questo articolo sta giungendo al termine.

Colori e robot

La nuova generazione non è mai stata una grande amante dei colori e potrebbe quasi sembrare strano che, oggi, un gioco con delle tinte diverse dal marrone e dal grigio possa affascinare come al giorno della sua uscita: è il caso di Super Mario World il quale, pur nel suo essere un titolo di lancio, offre ancora una felice visione di sprites vitali e pieni di una schiacciante personalità. Mario, Yoshi e tutti i nemici, per non parlare degli scenari e di tutte le situazioni improbabili e inattese, sono definiti in maniera semplice ma estremamente efficace, con uno stile che non sembra invecchiano nemmeno di un millisecondo! Da ultimo, è necessaria una piccola curiosità sulla colonna sonora, un piccolo trivia: ovviamente si tratta di tracce eccellenti dalla prima all’ultima, tutte perfettamente fischiettabili, ma forse non tutti sanno che la traccia del primo livello di gioco è finita tra le domande di una delle cassette di 2XL, il robottino semi-senziente a musicassette che ha intrattenuto i ragazzini con le sue domande di cultura generale all’inizio degli anni ’90: ?la musichetta di un videogioco’ non meglio specificato era la risposta alla domanda, segno che Super Mario World era già entrato a far parte di una storia fuori contesto, sfondando le pareti del videogioco ed penetrando nel mondo dell’intrattenimento molto prima che diventasse una reliquia del passato.

Conclusione

Le porte virtuali del mondo sono aperte, e se non c’è la cartuccia oggi può bastare un semplice e quasi obbligatorio download: chi non ha vissuto a suo tempo la quarta avventura del nostro Mario deve, per forza, aggiungere il completamento di quest’opera al suo curriculum per donargli un gradino di dignità in più; chiunque lo ha già giocato, invece, può ritrovare in questa versione su Wii U, per quanto un po’ scomoda da controllare con il Gamepad, una eccellente motivazione per ritornare sugli antichi passi e visitare di nuovo l’isola degli Yoshi e tutto quello che la circonda, magari condividendo su MiiVerse qualche passo particolarmente divertente o delirante. Ci sarà una ragione per la quale questo titolo è da molti considerato ancora come il miglior Super Mario bidimensionale? E questa ragione non può essere spiegata a parole? E’ una ragione che va vissuta, da cima a fondo, una sfida storica che non può e non vuole morire. Prima dell’it’s-a-me c’era un Mondo con la W maiuscola: ora è tornato, e non rivisitarlo è semplicemente irragionevole.

CI PIACE
  • Perchè rivivere un classico, di tanto in tanto, è una necessità
  • Ha riscritto le regole dei platform a due dimensioni dopo che i suoi predecessori lo avevano fatto in passato
  • Varietà, colore e carisma a non finire
NON CI PIACE
  • Avete dei gusti orribili in termini di videogiochi
Conclusioni

Super Mario World ridefinisce la parola ‘classico’ meravigliosamente dopo i primi tre episodi di questa fortunata serie che, per tutte le migliori ragioni, proprio non ne vuol sapere di mettersi a tacere. L’idraulico nato dalla mente di Shigeru Miyamoto trova, in questo Mondo, una delle sue ‘case’ più belle: riaccompagnarlo nelle sue colorate scorribande era, è e resterà sempre un immenso piacere.

9.5Cyberludus.com

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