The Walking Dead: Survival Instinct – Recensione

Negli ultimi anni il mondo dei videogame ha conosciuto diversi tie-in più o meno riusciti, ovvero titoli – prettamente destinati al casual gamer – basati su un film pronto a debuttare nelle sale cinematografiche o già di successo. L’esempio di maggior impatto è la serie Batman, portata in auge da Rocksteady, ma, non possiamo dimenticare la recentissima saga The Walking Dead del team Telltale Games, che è riuscita a strappare l’ambito premio GOTY a titoli ben più blasonati, almeno sulla carta. La serie tv in onda su AMC continua a fare incetta di fan e la corrente videoludica non accenna a fermarsi, travolgendo ancora l’apocalisse di *Robert Kirkman** grazie a un nuovo videogame: stavolta parliamo di The Walking Dead: Survival Instinct, sparatutto in prima persona sviluppato da Terminal Reality e prodotto da Activision. Il gioco è uscito lo scorso 22 Marzo su PC, Xbox 360, Playstation 3 e Wii U.

La location iniziale è Cabot Ridge, un tranquillo villaggio di montagna perfetto per cacciatori e pastori. Il protagonista dell’avventura è Daryl Dixon, uno degli uomini di maggior valore della serie tv: la storyline dello sparatutto è incentrata sulle vicende di Daryl e Merle prima degli eventi trattati nel telefilm, focalizzando tutta l’avventura sul legame dei due fratelli che emerge nella terza stagione. L’atmosfera è esattamente quella che si respira nella serie tv anche se appare tutto più ravvicinato, come vuole la magia dei videogame. Daryl ha il compito di scappare dalla Contea ma, prima di tutto, deve cercare suo fratello Merle in una delle città limitrofe, dove ha trovato il suo angolo di sopravvivenza grazie a sessioni di cecchinaggio estremo. The Walking Dead Survival Instinct non ha una vera e propria trama e vive di espedienti più o meno riusciti – per fare una battuta, un po’ come un paio di episodi dello stesso telefilm. Il gioco trae indubbiamente beneficio dall’ottima caratterizzazione del protagonista, che si lascia ammirare per tenacia e coraggio mentre cerca di aiutare gli altri sopravvissuti fronteggiando in prima persona gruppi più o meno numerosi di Erranti in cerca di cibo.

Sopravvivenza a tappe

Come è già chiaro dal sottotitolo del gioco, The Walking Dead: Survival Instinct ha come scopo principale la sopravvivenza dei protagonisti, riprendendo lo stesso concept della serie tv. La formula degli sviluppatori prevede la soddisfazione di questo compito attraverso un viaggio a tappe per tutte le località della zona. Principalmente, la sopravvivenza di Daryl e compagnia è legata a tre fattori: rifornimenti, cibo e benzina. Per ciò che concerne i rifornimenti dovremo assicurarci di fare scorta di armi e munizioni, sia per uso personale che per affidare uno strumento di difesa ai nostri compagni; il cibo è essenziale per recuperare salute; la benzina, infine, è necessaria per i vari spostamenti nella zona. Queste componenti di sopravvivenza basilare hanno una propria spiegazione che prescinde dall’ovvietà della pericolosa situazione in cui si trovano i protagonisti. L’arma principale di The Walking Dead SI è la cooperazione, che avviene in maniera piuttosto indiretta: in ogni città visitata è possibile trovare uno o più sopravvissuti, in grado di interagire con Daryl secondo un copione predefinito. Troveremo lo sceriffo rimasto solo, che deciderà di unirsi al viaggio, piuttosto che l’ufficiale disposto a condividere una borsa di munizioni in cambio di un favore. I personaggi secondari sono piuttosto vari ma le possibili strade che si apriranno dopo un incontro sono queste appena descritte, senza alcun colpo di scena. Quando un nuovo sopravvissuto si unirà al gruppo bisognerà fare i conti col resto. Il primo passo è assicurare al nuovo arrivato un posto in auto per i vari spostamenti, il che potrebbe comportare l’amara decisione di abbandonare un altro compagno. In aiuto a questa dolorosa scelta arriva la scheda del personaggio, che mette in risalto tutte le peculiarità di ciascun sopravvissuto: ognuno di essi ha il suo stile di combattimento – armi bianche per sfruttare movimenti furtivi, armi da fuoco per fare piazza pulita col rischio di attirare gli Erranti – e la propria percentuale di salute. Come dicevamo pocanzi, la sopravvivenza avviene in maniera piuttosto indiretta: se pensate di dover girovagare tra gli Erranti con un gruppo di amici, vi sbagliate. Tutto si basa sull’assegnazione dei compiti prima di cominciare la missione. Giunti in una nuova località, il videogiocatore può organizzarsi l’inventario, mettendo nello zaino il minimo indispensabile lasciando spazio a nuovi rifornimenti. Ma, prima di perlustrare la zona, può decidere cosa dovranno fare i sopravvissuti: ai più deboli si può chiedere di rimanere in auto, mentre quelli più esperti possono andare in giro a racimolare provviste, a patto di armarli adeguatamente in base al loro stile di combattimento. La barra del pericolo mostra l’indice di rischio che avrà il sopravvissuto nel cercare rifornimenti: anche se il rischio è basso, a fine missione il videogiocatore potrebbe veders trasformare il suo alleato in uno zombie da uccidere senza pietà. Al contrariio, se il sopravvissuto riuscirà a rimanere in piedi, tornerà alla macchina piuttosto malconcio, necessitando di cure.

Il gioco della sopravvivenza in Survival Instinct è tutto qui: l’utente deve anzitutto sopravvivere in prima persona, risparmiando munizioni e cibo, racimolando provviste e carburante, cercando di ottenere i favori di nuovi personaggi. Questi, infine, si renderanno utili perlustrando la zona autonomamente in cerca di rifornimenti ma bisognerà supportarli condividendo equipaggiamento e cure mediche. Per cercare di ottenere più rifornimenti, il videogiocatore può decidere di spostarsi verso la località indicata attraverso tre soluzioni: percorsi alternativi, classici o autostrada. I percorsi alternativi sono più lunghi e, pertanto, dispendiosi in termini di carburante. Tuttavia, durante il tragitto potrebbe capitare di imbattersi in una zona ricca di rifornimenti, bilanciando i pro e i contro di tale scelta. Nonostante questa intelligente funzione, dopo un paio di missioni la formula così semplice dell’avventura comincerà a tediare per il ripetersi delle meccaniche di gioco che non riservano sorprese. Quando il videogiocatore ha pieno controllo di Daryl, tutto diventa molto semplice: la tattica migliore è non usare armi da fuoco, quindi scivolare alle spalle degli Erranti e colpirli senza pietà con un tubo o un coltello. Ogni arma ha le sue caratteristiche ma gli zombie andranno a terra dopo circa 3-4 colpi al massimo, solo ed esclusivamente colpendoli alla testa. La modalità furtiva appena descritta è piuttosto inutile, in quanto non è strettamente necessario piegarsi e camminare lentamente per sorprendere alle spalle gli Erranti che, anzi, dimostrano un’intelligenza artificiale piuttosto abbozzata in più di un’occasione, abbassando il livello di sfida. La storyline di ogni missione prevede, quasi sempre, un momento di caos all’interno dell’area, spesso ingiustificato: in queste fasi l’utente viene aggredito da gruppi di 10-15 Erranti che bramano la carne di Daryl ed il biondo protagonista non dovrà fare altro che scappare velocemente alla macchina dove, per chissà quale motivo, recupererà l’intera vita.

Fascino The Walking Dead, nessuna scusa per gli altri

Il comparto tecnico di The Walking Dead Survival Instinct è destinato a far discutere gli utenti, divisi tra l’amore per la serie tv e la qualità spicciola delle texture. Il survival non dispone di una grafica convincente: modelli poligonali spigolosi, animazioni poco credibili, controlli del personaggio piuttosto superati e quasi totale assenza di cinematics, se non per sequenze brevissime dai 5 ai 10 secondi. Il gioco ha davvero poco da offrire sotto questo punto di vista, anche se le location non sono per niente male: nonostante l’ampiezza del terreno esplorabile sia piuttosto limitata, ogni missione prevede la possibilità di entrare in almeno 2 edifici, che spesso permettono di lasciarsi perlustrare in verticale tra i vari piani. La presenza di dettagli negli spazi chiusi è maggiore rispetto alle sessioni all’aperto e la paura di un attacco zombie si presenta spesso e volentieri quando il campo visivo è limitato da mura, porte e corridoi. L’atmosfera induce il videogiocatore a procedere con cautela, contrariamente a quanto succede all’esterno, mettendo in secondo piano l’abbozzata realizzazione tecnica, priva di qualsivoglia spunto artistico. Anche gli Erranti, il fattore più importante del gioco, non si sottraggono alla pochezza tecnica generale: si possono contare circa 4-5 modelli poligonali, ripetuti all’infinito. I fan della serie perdoneranno il comparto tecnico al di sotto delle aspettative – in linea con la qualità generale del prodotto – mentre per tutti gli altri potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. A salvare la situazione, almeno in parte, ci pensano i due fratelli Dixon: Norman Reedus e Michael Rooker hanno prestato voce e volto ai rispettivi personaggi, Daryl e Merle, che risultano realizzati decisamente meglio rispetto a tutti gli altri.

Rimandato alla prossima stagione

Facciamo un parallelo con la serie tv e consideriamo The Walking Dead: Survival Instinct come la prima stagione di un nuovo telefilm, che ottiene ascolti sufficienti senza sorprendere la critica. Il gioco manca di alcune componenti fondamentali del mercato attuale, partendo dai controlli e finendo con la formula di gameplay, che non ha nulla di sorprendente. Il comparto tecnico è rimasto indietro parecchi anni ma, con una buona trama e alcune trovate ingame, non sarebbe stato difficile da digerire. I fan di fumetto e telefilm lo giocheranno più che volentieri come passatempo, anche se non aggiunge nulla di concreto alla trama. Indubbiamente, i due fratelli Dixon e l’atmosfera tipica dell’opera di Kirkman, rappresentano un buon incentivo a provare il titolo. Mantenendo basso il livello di aspettative, il difetto più grande resta la ripetitività dell’azione. Se cercate una scusa per abbattere qualche Errante, Terminal Reality ve ne ha fornita una.

CI PIACE

– Guidare Daryl tra gli Erranti è davvero suggestivo\n- Alcune buone idee di gameplay\n- E’ un lontano parente di The Walking Dead, ma è pur sempre pane per i fan\n- Location discretamente ampie

NON CI PIACE

– Vagare tra gli Erranti non sarà come si vede nel telefilm\n- I sopravvissuti non cooperano attivamente\n- Tecnicamente arretrato\n- Idee di gameplay non approfondite\n- Compiti secondari semplici e ripetitivi\n- Nessun elemento sorpresa

Conclusioni

Il survival di Terminal Reality delude sotto molti punti di vista ma le buone idee permettono al progetto di guadagnarsi la sufficienza e la prova dai fan. Visto il successo in ambito videoludico di The Walking Dead, le attese si sono centuplicate ed il risultato finale è ben lontano da quello sperato. Ma perchè bocciarlo totalmente?

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Redazione
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