Sang-Froid: Tales of Werewolves – Recensione

Sang-Froid

Non capita spesso di trovarsi di fronte ad un gioco che non rientra nelle canoniche classificazioni di genere e Sang-Froid: Tales of Werewolves è proprio uno di questi (non che il fatto rappresenti una connotazione negativa). Il titolo è disponibile sulla piattaforma PC attraverso Steam ed è sviluppato da un piccolo studio di sviluppo, Artifice Studio. Il gioco si pone a metà strada tra una grande produzione e un titolo indie e come vedremo più avanti, vi sono alcuni elementi che riflettono i valori di produzioni inferiori, come il doppiaggio piatto, mentre altri come i dialoghi, la trama, il gameplay e soprattutto la colonna sonora, che mostrano il vero valore del titolo.

Una storia di lupi mannari

Sang-Froid è ambientato nella metà dell’ottocento e racconta una storia ai confini tra realtà e finzione. I protagonisti della storia sono due fratelli intrappolati in una fattoria dimenticata tra le fredde foreste canadesi, che si preoccupano per la salute cagionevole della sorella. La loro unica speranza è rappresentata da un collegamento con il villaggio vicino che purtroppo viene distrutto dal maltempo. A complicare la già difficile situazione, i tre devono fare i conti con le insidie che minacciano i confini della loro proprietà. Una breve sequenza iniziale introduce i due personaggi principali che è possibile impersonare; un uomo che richiama lo stereotipo dell’esploratore del West e un muscoloso taglialegna. Uno di essi si occuperà di difendere la fattoria dai lupi che si spingono oltre la foresta e minacciano la fattoria.

Il sistema di gioco, che si rivela simile a Orcs Must Die, è introdotto da un agile tutorial che mostra le diverse interazioni che è possibile ottenere con l’ambiente circostante. Una visuale in terza persona permette di spostarsi lungo il perimetro della proprietà così da scovare ed eliminare i lupi che minacciano la sopravvivenza dei tre personaggi. Una volta terminata la prima parte del tutorial, entra in gioco un elemento preso in prestito dal genere Tower Defence: la strategia. Così come ogni strategico a turni, con il passare dei giorni (20 in tutto) bisognerà occuparsi di difendere al meglio il podere, costruendo le difese, piazzando le trappole e affrontando le ondate di lupi e lupi mannari che infestano il piccolo paradiso montano. Nel momento in cui viene rimesso in sesto il ponte di collegamento con il villaggio vicino, saremo in grado di trascorrere lì qualche tempo per effettuare l’approvvigionamento delle forniture, acquistare armi, potenziare il personaggio e raccogliere risorse. Una saggia gestione delle risorse è la chiave per mettere in campo una strategia vincente; potrebbe essere necessario dedicarsi a tagliare la legna per ottenere un ammontare di denaro maggiore, utile per migliorare le difese oppure per conservare le forze per affrontare con maggiore energia le sessioni di gioco successive. In questa fase di gioco, sono presenti una serie di menù che permettono di spostarsi e interagire con le zone circostanti, recandosi ad esempio nell’armeria del villaggio per acquistare armi migliori. La giornata trascorre tra la ricerca di questi potenziamenti e l’organizzazione delle difese, per cui riuscire a bilanciare queste due attività risulta cruciale per difendere la fattoria la notte successiva. Una mappa bidimensionale, ricca di dettagli, ha il compito di mostrare al giocatore sia il percorso e la zona dal quale arriveranno gli attacchi che le tipologie di nemici che bisognerà affrontare. Questa fase, la più coinvolgente del gioco, permette di impostare, ad esempio, alcune esche nelle zone maggiormente difese per distrarre un branco oppure accendere un falò per attirare e combattere corpo a corpo un altro branco.

Parola d’ordine: sopravvivere

Dopo aver pianificato le difese e piazzato le trappole, Sang-Froid si trasforma in un gioco in terza persona che implementa alcuni elementi caratteristici degli rpg e l’azione tipica di un hack-and-slash, con differenze considerevoli per entrambi i generi. Se da un lato, infatti, è presente uno schema di crescita del personaggio che racchiude una vasta gamma di oggetti e armi, dall’altro Sang-Froid incentra il proprio gameplay sull’azione. I controlli sono semplici e intuitivi (tipica combinazione mouse e tastiera) e non distolgono l’attenzione dal combattimento, che invece richiede sangue freddo e strategia. Ogni colpo sferrato, che si tratti di un’ascia o di un fucile fa poca differenza, fa decrescere il livello di stamina del personaggio, il quale una volta esaurito non ci permette di sferrare altri attacchi, costringendoci a eludere quelli degli avversari. Quest’ultimi agiranno sia in branco, attaccando simultaneamente, che singolarmente; questa manovra dipenderà dal grado di paura che il personaggio riesce ad incutere. Per cercare di non farsi travolgere da un branco di lupi è necessario agire d’astuzia abbattendo, ad esempio, il loro capobranco o mettendoli in fuga accendendo un fuoco. L’esperienza generata da questo sistema di combattimento notturno nelle lande innevate del Canada, racchiude in maniera brillante elementi strategici e sensazioni che spingono ad immedesimarsi con il protagonista, tramutando ogni istante in frangenti emozionanti e ricchi di pathos. Essere accerchiati da un branco di lupi affamati nel bel mezzo della foresta senza forze e non scorgendo alcuna possibilità di fuga è un’esperienza che richiede sangue freddo e tanta immaginazione. Un pò come potrebbe accadere giocando un survival horror come Resident Evil.

Attenzione ai rumori della foresta

L’atmosfera, dunque, ricopre un ruolo essenziale al fine di creare il giusto climax. Per questa ragione la colonna sonora di Sang-Froid: Tales of Werewolves non poteva che essere di prim’ordine. I suoni ambientali e le musiche, che strizzano l’occhio a melodie tipicamente celtiche, si integrano ottimamente nel gioco, riuscendo a creare un’atmosfera immersiva e coinvolgente. L’unica pecca risiede nella realizzazione delle sequenze d’intermezzo, poco ispirate, e soprattutto nel doppiaggio, piatto e monocorde, che non rende giustizia all’ottima realizzazione dei dialoghi. Dopo essere stati "incantati" dalle atmosfere di gioco grazie alle musiche e al gameplay dinamico, vi è un certo rammarico nel constatare che gli sviluppatori non siano riusciti ad esprimersi allo stesso modo sugli altri aspetti del gioco.

La fine di un incubo

Sang-Froid: Tales of Werewolves, a differenza di quanto potrebbe apparire ad uno sguardo poco attento, è più che un semplice gioco in cui bisogna combattere contro orde di lupi e lupi mannari affamati. Impreziosito da un gameplay coinvolgente e piuttosto variegato, il titolo di Artifice Studio, riesce nella sua semplicità di fondo ad appassionare il giocatore sin dalle prime battute, complice un’atmosfera di gioco creata ad-hoc ed una colonna sonora ottimamente realizzata. Sang-Froid è spaventoso, coinvolgente, semplice e alquanto originale da non poter fare a meno di provarlo almeno una volta. Il titolo è disponibile su Steam al prezzo di 13,99 ?.

CI PIACE

– Ottimo sistema di combattimento che si integra perfettamente ad\n- elementi RPG e dinamiche da hack-and-slash.\n- Grandissima colonna sonora.\n- Originale sotto molti punti di vista.

NON CI PIACE

– Il doppiaggio (in lingua inglese) lascia desiderare\n- Poco longevo

Conclusioni

Sang-Froid: Tales of Werewolves, a differenza di quanto potrebbe apparire ad uno sguardo poco attento, è più che un semplice gioco in cui bisogna combattere contro orde di lupi e lupi mannari affamati. Impreziosito da un gameplay coinvolgente e piuttosto variegato, il titolo di Artifice Studio, riesce nella sua semplicità di fondo ad appassionare il giocatore sin dalle prime battute, complice un?atmosfera di gioco creata ad-hoc ed una colonna sonora ottimamente realizzata. Sang-Froid è spaventoso, coinvolgente, semplice e alquanto originale da non poter fare a meno di provarlo almeno una volta.

8.3Cyberludus.com
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