Chiedere a un critico videoludico di recensire Pac-Man è un po’ come chiedere a un appassionato di libri di mettere su carta una critica fresca sulla Bibbia: tutti conoscono entrambi e di entrambi si è parlato e si continua a parlare dal primo momento della loro apparizione su questo pianeta. 1980, Toru Iwatani, una fetta di pizza e via, non ci sarebbe davvero più nulla da dire. E invece eccoci qui, a parlare di nuovo di Pac-Man, nella sua forma NES recentemente apparsa sulla Virtual Console del Nintendo 3DS? E, per fortuna, si tratta proprio di una versione che ha, dietro di sé, una storia complessa di distribuzioni sul suolo americano e non mancano nemmeno alcune differenze e curiosità!

Tre versioni, lo stesso cuore

Dopo il suo avvento nelle sale giochi nel 1980, Pac-Man è apparso su quasi tutte le piattaforme esistenti, ludiche o meno; siamo molto sorpresi, per esempio, che non ne esista una versione per gli elettrodomestici, ma magari è solo sfuggita al radar e probabilmente, nel mondo, qualcuno sta lavando la sua biancheria mentre mangia pillole e cattura fantasmi. Non tutti questi port hanno avuto lo stesso successo: uno di questi, ovvero il “rinomato” esperimento uscito nel 1983 su Atari 2600, ha contribuito a portare alla rovina il mercato del videogioco, resuscitato qualche anno dopo dall’ascesa di Nintendo. Dopo essere sbarcato su Famicon, in Giappone, nel 1984, Pac-Man raggiunge l’occidente anche su NES e, una volta sbarcato in America, si ritrova protagonista di una rivalità accanita che ha come protagonisti Nintendo e Tengen, società di pubblicazione e distribuzione videoludica nata da una costola di Atari: i primi venti di guerra iniziarono a soffiare nel periodo della pubblicazione del port di Tetris per NES? Il port di Nintendo, la quale aveva acquisito i diritti di distribuzione del gioco durante la progettazione del GameBoy, si trovò ad essere qualitativamente inferiore al prodotto Tengen ma la grande N ne rifiutò comunque la distribuzione. Tengen, quindi, decise di distribuire per i fatti suoi diversi giochi che non riuscirono ad ottenere il tanto agognato Nintendo Seal Of Quality e molti titoli, tra cui diversi port 8-bit di titoli SEGA, furono accolti dal suo abbraccio: Pac-Man fu uno di questi. Esistono tre versioni di Pac-Man, tutte perfettamente identiche fra loro e basate sulla versione uscita su Famicom: con una copertina identica, Pac-Man fu distribuito sia da Nintendo che da Tengen nei primi anni di vita del NES e, moltissimi anni dopo, più precisamente nel 1993, Namco pubblicò una versione assolutamente identica con una copertina dal gusto più moderno e con il benestare di Nintendo… Visto il copyright 1980-1993 viene da pensare che la versione emulata sulla Virtual Console del Nintendo 3DS sia proprio questa versione specifica (comunque assolutamente identica alle precedenti)!

Alcune differenze tecniche e strategiche

Il gameplay di Pac-Man rimane classico e intramontabile anche in questo port: mangiate tutti i pallini, evitate i fantasmi, divorate la frutta e liberatevi dei vostri nemici quando gli effetti dei power pellet sono al loro culmine? Difficile trovare qualcosa di più semplice! Trattandosi di un port su schermi quadrati a 4:3, dove la risoluzione originale sfruttava il cabinato dallo schermo verticale, qui troviamo un labirinto di gioco che imita la forma del suo genitore ma con una struttura più schiacciata che accorcia diverse distanze e rende più complesse alcune manovre evasive: alcune strategie vanno riscritte, quindi, osservando queste modifiche e rendono il gioco leggermente più complesso. Sul piano grafico e sonoro si resta su una semplicità di grande fascino ma con un uso dei colori leggermente sottotono (Pac-Man è quasi giallo ocra e Pinky è grigio, non rosa) e alcuni effetti sonori più fastidiosi del dovuto: forse si tratta di limitazioni dovute alla console sulla quale è ospitato ma, se si pensa a titoli più arzigogolati e complessi, una simile ipotesi perde parte del suo fondamento. Il 3DS, in tutto questo, aiuta nel salvataggio de punteggi e con una eccellente funzione di save state che permette di fare qualche pausa durante le partite più concitate e interminabili!

Conclusione

Una recensione di Pac-Man è stata possibile. Perché Pac-Man è ancora possibile. E’ ancora possibile non solo a livello storico-simbolico ma perché il suo gameplay nato da pizza è cresciuto senza intoppi, fluido nel suo districarsi tra le generazioni videoludiche che lo hanno succeduto, e ogni sua riproposizione (per quanto non a un prezzo proprio competitivo) dovrebbe essere sinonimo di una grande festa. Migliorato nel tempo, superato solo dalla sua stessa famiglia, Pac-Man è più vivo che mai, almeno nella sua forma originale, anche sulle console di oggi. Una cosa è certa: giocare su Nintendo 3DS a questo titolo è senz’altro una esperienza più appagante di giocare, sulla stessa console, al malefico clone di Mario-Party che ha il mangia-pallini come protagonista. Stay classy. Anzi, stay classic.

CI PIACE

– E’ Pac-Man, nella sua forma più semplice\n- Ha una interessante storia alle spalle, per i giocatori più curiosi\n- Richiede la revisione di alcune strategie…

NON CI PIACE

– …che rendono l’insieme un po’ più difficile del dovuto\n- Prezzo che segue la norma della Virtual Console, ma comunque elevato

Conclusioni

Pac-Man è Pac-Man. E anche se questo port è più interessante per la storia che lo ha visto protagonista piuttosto che per la sua effettiva qualità, Pac-Man va sempre accolto con un abbraccio. Se adorate il classico, per quanto il prezzo non sia proprio basso, l’acquisto è quasi un obbligo morale.

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