Doppia lama celata per Sony

Tra i titoli più importanti e attesi di fine anno, Assassin’s Creed 3 è senza dubbio uno dei gioielli della corona, tra milioni di copie vendute, consensi (forse un po’ troppo) oltre ogni misura ma anche spietate critiche. Come di consueto il nuovo capitolo della serie Ubisoft farà parlare di sé per lungo tempo, almeno fino all’arrivo (si spera il più tardi possibile) del prossimo capitolo. Ma oggi non vi parleremo di Desmond, Connor e delle loro gesta disperate per scongiurare complotti politici o apocalissi imminenti. Per coloro che non lo sapessero, il 31 ottobre 2012 in tutti i negozi, assieme ad AC3, è arrivato anche Assassin’s Creed III: Liberation, nuovo episodio della serie esclusivo Playstation Vita sviluppato da Ubisoft Sofia. L’arrivo della copia di gioco mandataci da Ubisoft ha allietato non poco le nostre giornate, soprattutto a causa della nostra insaziabile fame di capolavori portatili, appena placata dopo Uncharted: L’abisso D’oro, Gravity Rush e Little Big Planet. La nuova avventura degli Assassini porta con sé diverse novità: una protagonista femminile per la prima volta nella serie, collegamenti con la storia di Connor e di AC3, un sistema di controllo appositamente pensato per i controlli touch e alcune features interessanti per il gameplay. Dopo il deludente Bloodlines per PSP, abbiamo temuto il peggio per questo nuovo episodio pensato per l’esperienza portatile. Sarà riuscita Ubisoft Sofia a confezionare un prodotto all’altezza del nome che porta, trasferendo le meccaniche della serie su Vita senza tuttavia rovinare o limitare l’atmosfera tipica della saga nel passaggio al piccolo schermo!?

Grosso guaio a New Orleans

Dimenticate per un attimo Desmond e compari: il prologo di Liberation spiazza completamente il giocatore che ha sviscerato ogni singolo capitolo della serie, ma soprattutto, gli mette in testa diverse domande. Sadici come siamo non indugeremo ulteriormente, catapultandoci direttamente nel passato. Ambientato nella splendida New Orleans del 1771, il gioco vede la cittadina americana, che pullula di famiglie francesi, passare sotto il controllo della Spagna, gettando cosi le basi per tumulti e rivoluzioni che ne segneranno il destino per sempre. In questo scenario interessante, ritroviamo la bella Aveline, mulatta di origini francesi e appartenente ad una famiglia ricca e agiata. Ma la sua infanzia non si può certo considerare tra le più tranquille e serene: era molto piccola quando una mattina la mamma la abbandonò senza alcun preavviso o spiegazione tra le strade della città. Una città tra l’altro in cui la schiavitù e l’oppressione fanno parte della quotidianità. La piccola viene adottata da una famiglia benestante, ma il senso di abbandono e l’odio nei confronti della schiavitù faranno ben presto di Aveline un’assassina, una paladina pronta a farsi giustizia da sola se la causa lo richiede. Nonostante le premesse interessanti, la trama ci è apparsa a lungo andare sottotono: anzitutto non viene spiegato chi sta dentro l’Animus (il dispositivo che permette di rivivere le vite passate di un soggetto) e a chi appartengono dunque i ricordi di Aveline. Sin dal primo capitolo della serie, abbiamo appreso che l’Animus è utilizzato sia dagli Assassini che dai Templari, ma Liberation affronta questa tematica come se il dispositivo fosse un prodotto in vendita dalla Abstergo Industries, alla portata di chiunque volesse rivivere il passato, e la storia di Aveline rappresenta l’offerta del momento! Tralasciando il "presente" senza risposte chiare, nemmeno la storia di Aveline ci ha coinvolto più di tanto. Raccontata in fretta, senza profondità e veri colpi di scena, la storia risulta abbastanza prevedibile e nuovamente lascia più domande che risposte (il fiore all’occhiello di questa serie). Si è parlato diverse volte di collegamenti con AC3, e in effetti giocare Liberation senza conoscere alcuni punti chiave della storia dei capitoli "casalinghi" è una cosa che vi sconsigliamo assolutamente. Inoltre sarà presente una brevissima missione in cui Connor ed Aveline incroceranno le lame. Onestamente ci saremmo aspettati di più, e non solo per quanto riguarda le vicende del presente e del passato, ma soprattutto dalla protagonista. Una deliziosa dama simpatica e gentile come la ragazza della porta accanto, non rispecchia minimamente il carisma tipico degli Assassini, che lo si intravede solo verso la fine dell’avventura. Stesso discorso per i personaggi secondari, assolutamente dimenticabili.

Assassin’s Vita

Il comparto tecnico di Liberation non spreme al massimo i cavalli ruggenti di Playstation Vita come L’abisso D’oro, ma di certo vanta una veste grafica decisamente pregevole e in grado di sorprendere. Merito questo di AvilNext, il motore grafico utilizzato anche per la versione console di Assassin’s Creed III. Il risultato è ottimo, per certi (ma pochi) aspetti anche impressionante. Strade della città dettagliate e ricche di particolari e rifiniture, tantissimi modelli poligonali in movimento, colori brillanti e vividi. Peccato solo per l’eccessivo utilizzo dell’aliasing e del pop-up che fanno un po’ storcere l’occhio, soprattutto nelle cinematiche realizzate con il motore di gioco. Presenti anche diversi cali di frame-rate. Le mappe, pur non essendo logicamente estese come quelle dei capitoli su console casalinghe, vi costringeranno a peregrinare un bel po’ per visitare ogni anfratto di gioco. Abbiamo notato un level design vario ed intrigante, che offre campagne, borghi, paludi e tantissimi altri scenari impreziositi da diversi agenti atmosferici. Oltre New Orleans, faremo diverse capatine in mezzo alle paludi, infestate da coccodrilli e avvolte da una fitta e selvaggia vegetazione, e tra le antiche rovine di Chichèn Itzà nello Yucatan, ambientazioni mai viste prima nella serie e decisamente d’atmosfera. Il tutto infarcito da una dinamicità e uno stile unici. Promosse anche le animazioni di Aveline, fluide e dettagliate; peccato solo per alcuni rallentamenti nelle fasi più concitate. Ci siamo imbattuti (di rado) in un bug che che bloccava il gioco durante il salvataggio, ma Ubisoft ha confermato l’arrivo di una patch (probabilmente già rilasciata) per risolvere il problema. La colonna sonora offre pochissimi pezzi, uno più bello dell’altro. Peccato che inizieranno a ripetersi dall’inizio del gioco fino ai titoli di coda. Tre o quattro melodie in più avrebbero fatto la differenza per le nostre orecchie. Buono il doppiaggio in italiano, ma per Aveline avremmo preferito una voce più decisa, dura e profonda, e non dolce e leziosa in ogni situazione, che sia essa una conversazione ad un ballo di corte o una missione segreta.

Il manuale dell’Assassina

E passiamo al gameplay: come tradizione esige, anche Liberation è un action/adventure in terza persona free-roaming, dove l’esplorazione, la risoluzione di enigmi, l’azione e le fasi stealth saranno il nostro panne quotidiano. Potremo scegliere se prendercela comoda e passeggiare come fossimo turisti oppure sfruttare le abilità parkour di Aveline e arrampicarci praticamente dovunque, scattando e saltando tetto dopo tetto e raggiungere i palazzi più alti per sfruttare l’Occhio dell’Aquila ed ottenere cosi una mappa completa dell’ambiente che ci circonda. A tal proposito abbiamo notato che l’architettura della città è decisamente orizzontale rispetto agli altri capitoli della serie: pochissimi palazzi alti, poche probabilità di morire se dovessimo cadere da una sporgenza. Nonostante la fluidità nella corsa e nella scalata, la troppa vicinanza tra il tasto X e l’analogico destro potrebbe causarvi diversi disagi durante le prime ore di gioco. Dopo aver fatto pratica con il tutorial, saremo nuovamente chiamati a pedinare, derubare, spiare e ovviamente uccidere determinati bersagli. La novità di Liberation sta "nei modi" sempre diversi per raggiungere il nostro fine. Possiamo affidarci alla tradizione e utilizzare le nostre lame celate o le armi da fuoco come in passato, certo. Ma Aveline è in grado di utilizzare anche una pratica ed efficace cerbottana, in grado di uccidere o addormentare in un istante le sue vittime, il tutto senza essere vista se ad esempio si posiziona su un tetto leggermente distante dal bersaglio. Altra novità è rappresentata dalla frusta, che non solo ci permetterà di oltrepassare voragini, ma anche di atterrare e/o strozzare nemici troppo fastidiosi. Saremo ovviamente chiamati anche a combattere e saremo circondati da non pochi nemici (a volte anche animali feroci). Aveline non solo si dimostra un’abile spadaccina, ma è in grado anche di effettuare delle istant kills una volta riempita un’apposita barra. Attivata l’azione, scatterà un’adrenalinica sequenza carica di violenza e spettacolarità, dove la ragazza terminerà tutti i nemici nelle vicinanze. Il combat system risulterà subito familiare ai veterani della serie: i nemici attaccano sempre uno per volta e sarà necessario avere padronanza con il contrattacco, grazie al giusto tempismo, per avere la meglio negli scontri. La protagonista può sottrarre le armi ai nemici e sfruttare naturalmente gli appositi nascondigli (come i carri pieni di fieno) per uccidere silenziosamente. L’inventario sarà gestibile attraverso i comandi touch: con un semplice tocco sullo schermo potremo selezionare la nostra cerbottana, come la lama celata o la spada, senza contare gli altri gingilli che acquisiremo più avanti nel gioco. A proposito di armi: se possedete una copia di AC3, collegando le console seguendo le istruzioni nel manuale, riceverete in omaggio extra interessanti: Connor come personaggio giocabile in una missione, il suo Tomahawk, una cintura per i proiettili e un personaggio per il multiplayer. Naturalmente, oltre alle missioni principali il gioco abbonda di sub-quest, che vanno dalla ricerca della pagine del diario di nostra madre, alla cura dei nativi della palude malati, al pestaggio, all’omicidio su commissione, alla ricerca di artefatti. Ma attenzione: ogni minima azione ad alto profilo, come ad esempio correre davanti alle guardie o saltare sui tetti in bella vista, aumenterà il livello di sospetto, che potrete abbassare strappando i manifesti affissi, uccidendo i testimoni e corrompendo i magistrati. Potrete anche gestire gli affari di famiglia mandando navi (che dovrete acquistare) a vendere carico di diversa natura, come lana, cibo e materiali di vario tipo. Con le vostre entrate potrete acquistare presso i sarti e gli armaioli nuove tenute, vestiti alla moda, ma soprattutto borse più capienti per le munizioni (che potrete anche rubare depredando i cadaveri dei nemici). Niente boccette della salute: come in AC3 anche qui la barra della vita si auto-rigenera. I controlli touch frontali e posteriori vi permetteranno inoltre di colpire o derubare i nemici, ma anche di guidare i cavalli del carro durante alcune sezioni speciali, come vi consentirà anche di guadare i fiumi in preda alle rapide. I sensori touch sono inoltre necessari per risolvere alcuni enigmi o compiere azioni semplici come aprire le lettere o leggerne il contenuto nascosto attraverso fonti di luce. Alle piccole features inedite aggiunte in questo capitolo si aggiunge la vera novità del gameplay di Liberation: l’utilizzo dei costumi. Aveline è in grado di cambiare completamente l’esito di una missione a seconda del vestito che sfoggia. Avremo naturalmente la nostra tenuta da Assassino tanto per cominciare: comoda e accessoriata al meglio per la missione, ma è chiaro che il nostro abbigliamento spavaldo darà nell’occhio e insospettirà spesso e volentieri le guardie, soprattutto dopo qualche ora di gioco, quando avremo dato sfoggio delle nostre abilità. Come seconda scelta abbiamo l’abito da nobildonna, che ci consentirà di entrare facilmente nei palazzi, alle feste dei nobili, dove daremo sfoggio della nostra bellezza e con un pizzico di persuasione e seduzione riusciremo ad uccidere e/o corrompere i nostri bersagli con la punta avvelenata del nostro ombrello da passeggio senza destare attenzione. L’abito è particolarmente indicato per le missioni silenziose, dato che non potrete correre. La componente stealth raggiunge qui livelli piuttosto marcati: un solo errore e siamo morti. Il terzo ed ultimo costume è quello da schiava, l’ideale per confondersi nei quartieri poveri e per spacciarsi da serva che lavora su commissione per qualche ricca famiglia. A differenza del vestito da cortigiana, nelle fasi di fuga la nostra assassina è in grado di arrampicarsi su qualsiasi struttura, ma con un inventario ovviamente più ridotto rispetto alla tenuta da assassino. In questo caso, la fuga immediata risulterà la migliore scelta. Un gameplay vario e dinamico dunque che ci consentirà di affrontare le stesse missioni in modi totalmente diversi. Tale stratagemma funziona e diverte per diverse ore, ma prima o poi vi stancherete di visitare i camerini di fortuna e utilizzerete la tenuta da assassina, la più completa e accessoriata. I nemici non sono particolarmente difficili da abbattere e l’essere avventati avrà spesso e volentieri la meglio sull’essere discreti. Un breve cenno alle fasi sott’acqua, brevi ma piacevoli; ci auguriamo che questa strada venga intrapresa in maniera più complessa e approfondita nei prossimi capitoli. Non ci ha convinto più di tanto il comparto multiplayer, decisamente diverso da quanto visti nei capitoli precedenti. Niente "afferra la bandiera" o "uccidi prima di essere ucciso" a questo giro: in Liberation sarete catapultati nel bel mezzo di una guerra tattico/gestionale su scala globale: sarà anzitutto necessario scegliere una fazione e organizzarla al meglio con le nostre risorse, per poi mandare le squadre che la compongono alla conquista dei territori nemici, in scontri che si risolvono senza un nostro intervento diretto, un po’ come accadeva nelle gilde degli assassini in Brotherhood. In sintesi: una modalità trascurabile, per non dire inutile. Per fortuna, la storia principale e i tantissimi obiettivi secondari, vi terranno incollati allo schermo per almeno 20 ore se volete completare il gioco al 100%!

Conclusioni

Assassin’s Creed III: Liberation rappresenta un vero e proprio capitolo della serie Ubisoft: una nuova protagonista, storia e personaggi inediti (e alcuni familiari) e tre ambientazioni da esplorare e con cui interagire. Tra azione immediata, enigmi, combattimenti e missioni secondarie da portare a termine, questo titolo vi terrà impegnati per parecchio tempo e vi divertirà grazie alle interessanti futures pensate appositamente per Playstation Vita e alle trovate inedite per la serie. Tuttavia, una trama sottotono, una protagonista non all’altezza di rivaleggiare con Altair, Ezio e Connor e piccole (ma diverse) magagne tecniche, non elevano questo capitolo a miglior gioco per Playstation Vita. Nonostante questo, Liberation è indubbiamente un ottimo titolo che conserva tutta l’atmosfera tipica dell’universo Assassin’s Creed e un giro di prova va fatto senza riserve. Gli appassionati della serie che non possiedono la console potrebbero anche trascurare l’acquisto, ma se a casa la vostra portatile Sony fa la polvere da un pezzo e amate le vicende degli Assassini l’acquisto è obbligatorio. A voi la scelta!

CI PIACE

L”atmosfera “assassina”, le meccaniche di gioco, il gameplay..sono “made in Assassin’s Creed”!
Ottimo comparto tecnico
Futures inedite per la serie
I controlli touch rendono l’esperienza ancora più interessante
Ottima longevità
Il gameplay diverte parecchio..

NON CI PIACE

..ma non mancano problemi nei movimenti e nelle fasi più affollate
Trama piatta, troppe domande, poco senso, protagonista non all’altezza
Qualche bug non indifferente
Comparto multiplayer deludente

Conclusioni

La serie degli Assassini approda su Playstation Vita con un nuovo capitolo carico della stessa atmosfera e delle meccaniche tanto amate negli episodi “casalinghi”, ma che vanta una trama e una protagonista non all’altezza di quest’ultimi.

7.8Cyberludus.com
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