Tre ragazzi ed un videogame indipendente. Nessun publisher a creare una fitta rete di rapporti con gli editori ed i siti del settore, nessun indirizzo fisico ed ufficio, nessuna richiesta di finanziamento avanzata tramite i mezzi al momento più utilizzati. Guarda caso, poi, tra questo piccolo gruppo si "nasconde" uno dei designer di World of Goo, autentica perla che ancor oggi appassiona migliaia e migliaia di videogiocatori. Cosa poteva nascerne, secondo voi? Un "Piccolo Inferno", naturalmente, segno che l’ardore di rimettersi in mostra ed in gioco era forte e ha sicuramente guidato le fasi di elaborazione di questo progetto ambizioso, complicato e "strano" da metabolizzare, inizialmente, finché un crescendo di strani pensieri e di strane sensazioni, legate al "perché tutto questo", trasforma un apparente videogame per piromani in qualcosa di sensazionale, di mai visto prima d’ora e di una bellezza più unica che rara. Semplicemente, Little Inferno, e siamo soltanto all’inizio…

L’importanza di un camino

Tomorrow Corporation, il nome scelto dai tre sviluppatori di cui parlavamo qualche riga fa; un camino, la location che riempirà i nostri schermi e TV per almeno il 95% di questa avventura. Uno dei primi metodi di riscaldamento, abbandonato per anni e da qualche tempo tornato di moda, e la "Compagnia del Domani" rappresentano, insieme, qualcosa che francamente non ci saremmo aspettati prima di arrivare ai titoli di coda di questo prodotto. È strano, anzi è particolare parlarne, perché spesso ci si informa, si osservano immagini e video gameplay, si valuta il curriculum del team di sviluppo, quindi si decide di dare una possibilità d’acquisto ad un gioco piuttosto che ad un altro. Little Inferno è uno di quei titoli che per quanto possa attirare attenzione, pareri positivi tra critica e pubblico, nasconde il suo fuoco fino alla fine, o presunta tale; quell’epilogo che, dopo appena un po’ e quando meno te l’aspetti, diventa la chiave di volta, l’anima linda e pura che il gioco ha custodito gelosamente dentro di sé, per poi rivelarla e sbatterla in faccia a chiunque sia riuscito a portare a termine "il prima". È proprio questo "prima" che trae in inganno, lascia per molti tratti perplessi finché, pian piano, scatta un piccolo allarme (non quello antincendio, tranquilli) che mette in moto un sesto senso di quelli che alla fine ti fanno esclamare "lo sapevo, me lo sentivo". Tecnicamente, parliamo di un videogioco che ci catapulta davanti ad un camino, visto il pesante inverno a farne da sfondo ci sta tutto, e che ci chiede di bruciare giocattoli per alimentarne la fiamma. Qualcosa che non ha senso, apparentemente, e che ci rivelerà dell’altro non prima di aver scoperto le 99 combo composte da due o tre oggetti da incendiare contemporaneamente.

Non dare importanza all’apparenza, gusta la sostanza

Contrariamente a quanto accade nel mondo reale, in Little Inferno il mondo è in preda ad un terribile periodo invernale, che non dà scampo alcuno alla popolazione. Tutti dentro le loro casucole, tutti davanti al camino della Tomorrow Corporation (esatto, nome identico a quello degli sviluppatori), tutti che danno fuoco ai giocattoli. Sette cataloghi, sbloccabili man mano e soltanto dopo aver comprato e bruciato ogni articolo presente nel manuale precedente, e spedizioni celerissime, ma con tempi di attesa variabili a seconda del prezzo e dell’importanza del giocattolo/gadget. Ognuno di essi, posto all’interno del focolare, può essere carbonizzato tramite semplice click di mouse ed in cambio otterremo monete per fare altri acquisti e coupon, utili per accelerare le consegne del corriere.Lo scopo iniziale è quello di realizzare combo di massimo tre oggetti e vi è una lista ad aiutarci: ogni combinazione ha un nome particolare, nella maggior parte dei casi riconducibile agli oggetti utili per realizzarla. Niente di difficoltoso, comunque, anche se andando avanti i tentativi necessari saranno maggiori che inizialmente. Son concesse poche altre azioni al videogiocatore, tra queste la possibilità di incrementare la capienza dello scaffale in cui vengono depositati i giochi acquistati (sempre tramite pagamento) e quella di ricevere lettere e richieste di regalo. Queste ultime due fanno un tutt’uno con la rivelazione finale che, ovviamente, custodiremo per bene dentro di noi, evitando problemi di spoiler per una avventura che merita di essere assaporata senza nessun intralcio o parere troppo approfondito su particolari che di certo rovinerebbero tutto. Sappiate soltanto che ad ogni momento passato ad incenerire giocattoli ne seguiranno altri ben più significativi e speciali; delicati e poetici momenti, se vogliamo, che ci porteranno a fare nuove conoscenze negli istanti finali, gli stessi che giustificheranno ogni azione prima compiuta davanti al camino e che daranno un significato più ampio ad ogni giocattolo utilizzato, svelando analogie con la "precedente vita" dentro casa, quella tra le quattro mura, davanti ad un sorridente caminetto.

Come un’opera d’arte: va capita

Little Inferno è come un’opera d’arte da comprendere. Inizia col mostrarti quel che ti aspetteresti da un titolo del genere, per poi aprirsi e rivelarti la sua vera identità. Il comparto grafico suggestivo, seppure semplicissimo e che tanto richiama il conosciuto World of Goo, unito ad un motore fisico eccezionale, aiutano le fasi iniziali: quelle da "piromane". Lo stesso fanno i brani audio che, seppur nella loro pochezza in termini contenutistici, immedesimano il videogiocatore, richiamato ed attizzato anche dal crepitio del fuoco che arde i nostri giocattolini, anch’essi dotati di anima (si fa per dire), suoni ed effetti propri. È difficile quantificarne una longevità, perché non è un prodotto per tutti e potrebbe stancare in men che non si dica chi non ha mai apprezzato certe produzioni videoludiche. Ci riferiamo alla categoria di titoli particolari, eccellenti per immersione, che sanno suscitare nell’animo di chi lo gioca qualcosa che spesso le produzioni di questo settore non riescono più a fare e a dare. L’esperimento è quindi riuscito e, a distanza di qualche decina di ore dall’averlo ultimato, la voglia di rimetterci mano è tanta, anche se ora conosciamo il finale. E questo è un pregio, non solo per l’essere Videogioco di Little Inferno, ma per il suo essere arte. Semplicemente.

CI PIACE

-È l’originalità fatta Videogioco\n-Sa stupire e creare un vortice di emozioni\n-Solo per palati fini…

NON CI PIACE

-?e di palati fini ce ne son sempre meno in circolazione!

Conclusioni

Tomorrow Corporation con Little Inferno ha mostrato di avere stoffa e talento necessari per affrontare qualsiasi tipo di sfida in ambito videoludico e questo significa già tantissimo, visti i tempi che corrono. Arrivati ai titoli di coda avremmo voluto chiederne di più, vorremmo aver potuto ottenere il classico bis, ma esperienze del genere sono uniche e vanno gustate con parsimonia, intelligenza, e bisogna avere le giuste capacità per godersele fino in fondo. Se c’è qualcosa che si può ?rimproverare? a Little Inferno, è quella di essere dannatamente speciale. Un titolo per pochi, o alcuni: un gioco per palati fini.

8.5Cyberludus.com
Articolo precedenteRabbids Rumble – Recensione
Prossimo articoloAssassin’s Creed III: Liberation – Recensione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.