Un survival horror per Move

Quale migliore occasione se non il giorno di Halloween per trattare uno dei titoli Playstation 3 più intriganti e decisamente più spaventosi del prossimo anno!? Di questi tempi, dove il genere survival horror è quasi scomparso o inquinato da massicce dosi d’azione per vendere di più, ci fa piacere sapere che qualche team di sviluppatori ha ancora il coraggio di puntare tutto sull’atmosfera tenebrosa, sui salti dalla nostra comoda poltrona e sugli inevitabili bagni di sangue. Gli eroi di turno sono i ragazzi di Supermassive Games, che stanno realizzando il promettente Until Dawn, survival horror esclusivo Playstation 3 appositamente pensato per sfruttare le meccaniche di Playstation Move. Dopo gli ottimi Medieval Moves e Sorcery, possiamo quindi tornare a rispolverare la troppo poco sfruttata periferica di movimento Sony, all’insegna di un biglietto di sola andata verso la paura, o almeno, questo è quello che noi speriamo! Mettete per un attimo da parte zucche da intagliare, maschere da indossare e dolcetti o scherzetti, e scopriamo insieme se questo nuovo titolo ha del potenziale sufficiente per spaventare anche i veterani che sono cresciuti a pane, Silent Hill e Resident Evil.

Non addentratevi in quel bosco

Ammettiamolo: almeno una volta nella vita ognuno di noi ha visto un classico teen horror movie. I clichè in questa sede si sprecano: il solito gruppetto di ragazzi borghesi che comprende il palestrato giocatore di football poco acculturato, l’odiosa ma appetitosa cheerleader, lo sfigato nerd maniaco del computer e della tecnologia e la verginella impacciata che guarda caso alla fine del film diventa figa, eroica e si salva dal massacro nella solita casa inquietante pattugliata dall’assassino (o dal mostro) di turno per un pelo, giusto per girare il seguito! Until Dawn non fa eccezione e segue alla lettera il classico copione ispirato ai gloriosi film horror di serie B degli anni ’80. Protagonisti della nostra storia del terrore, sono ben otto teen ager desiderosi di divertimento, che per passare un tranquillo week-end di terrore, hanno noleggiato un cottage sulle cime del monte Washington, nella Columbia Britannica. Sfortunatamente, l’allegra combriccola ignora il fatto che il cottage sia totalmente isolato e che un pazzo serial killer (non sappiamo ancora se si tratti di un uomo o di qualcosa di più demoniaco!) sia determinato a rovinare la festa all’insegna del massacro.
Sappiamo sin da ora che, chiaramente, questo titolo non vanterà una sceneggiatura da Hollywood, eppure a tenere le redini della narrazione non ci sono certo degli sprovveduti. Al timone per la trama troviamo infatti Graham Reznick (tra i suoi film: I Can See You e The Viewer) e l’icona indie Larry Fessenden (Habit, Wendigo, No Telling e The Last Winter), che si dichiarano eccitati per questa produzione e determinati a terrorizzare i giocatori. E per farlo onestamente e soprattutto di questi tempi, basta davvero poco. Vogliamo atmosfera, sangue e le urla disperate dei malcapitati di turno. Pretendiamo personaggi comuni che non vantano un’istruzione militare, super poteri e un arsenale da far impallidire Rambo. Una ricetta semplice, ma che ha funzionato per diverse generazioni di console. Desideriamo solo fugaci attimi di puro terrore.

Fuori è buio

Senza atmosfera, un survival horror muore in partenza, ma per fortuna questo non è il caso di Until Dawn. Il monte Washington vanta infatti dei boschi fitti e sinistri, immersi nella neve e attanagliati dal vento e dai suoni inquietanti di una natura ostile, dove si nasconde qualcosa di più pericoloso del freddo e del gelo oltre la nebbia. A primo impatto l’atmosfera di gioco ci ha ricordato Obscure e per certi aspetti anche Alan Wake, nonostante questo prodotto sia lontano anni luce dal capolavoro Remedy. Tecnicamente, Until Dawn non sfoggia chissà quale veste grafica al momento attuale: texture di bassa qualità, animazioni legnose, modelli poligonali poco curati. Va detto però che il poco materiale che è stato mostrato risale allo scorso E3 2012 e il team ha ancora tutto il tempo per sistemare ogni cosa al meglio, anche se non confidiamo in un miracolo tecnologico, dato che quasi tutti i titoli dedicati a Move puntano più sulla giocabilità che sulla potenza tecnica. Dal canto nostro ci accontentiamo semplicemente di scenari da brivido e di un’atmosfera opprimente al punto giusto: baracche abbandonate che nascondono cadaveri e segreti, biforcazioni nei boschi che confondono il giocatore, visibilità scarsa e qualche allucinazione improvvisa che non gusta mai. E poi c’è il nostro assassino incappucciato, che ci ricorda vagamente un mix tra il macellaio di Silent Hill: Origins, l’uomo con la motosega di Resident Evil 4 e Leatherface. Il biglietto da visita sembra piuttosto promettente! Buono sin da ora invece il comparto sonoro, che alterna momenti di silenzio, motivi inquietanti e pezzi ansiogeni che ci suggeriscono di darcela a gambe. Probabilmente il titolo offrirà il doppiaggio in italiano e confidiamo in una recitazione adeguata e che non rovini l’immersione nella storia e il coinvolgimento emotivo.

Faccia a faccia con la morte

Per sfruttare al meglio le capacità di movimento di Playstation Move, Until Dawn vanterà una visuale in prima persona, da un lato per immedesimare maggiormente il giocatore nell’atmosfera, dall’altro per regalare un approccio più diretto con la giocabilità. Sullo schermo infatti, il protagonista che impersoneremo sarà solo ed esclusivamente rappresentato dalle mani, che utilizzeremo spesso e volentieri per le azioni più disparate, compresa quella di abbassare la zip del piumino della nostra ragazza! Anzitutto dovremo impugnare la nostra fida torcia per farci luce nella quasi totale oscurità degli ambienti. Troveremo anche attrezzi di fortuna per difenderci e ovviamente armi da fuoco (che ci auguriamo si limitino alla classica scacciacani e al fucile da caccia) durante le nostre fasi di esplorazione, anche se non mancano sessioni di vere e proprie fughe dal pericolo che dovrebbero scatenare non poca tensione. E per finire ci imbatteremo nei classici enigmi semplici da risolvere per andare avanti con la nostra sinistra avventura, come chiavi/oggetti da recuperare, leve da tirare giù, interruttori da riattivare, composizione di puzzle e via discorrendo.
Girovagando per gli ambienti di gioco ritroveremo anche documenti che ci illumineranno sulla storia e magari sul nostro assassino e sulle motivazioni che lo hanno spinto a darci la caccia. Le nostre notizie si fermano qui: non sappiamo ad esempio in che modo interagiremo con il serial killer. Sarà lui a cercarci e a inseguirci in momenti prestabiliti come in Clock Tower e in Haunting Ground? Sarà semplicemente lui l’unico nemico e boss del gioco, o avremo a che fare con altri cattivoni (umani e non) pronti a farci la pelle? Speriamo di scoprirlo quanto prima per aggiornarvi.

Conclusioni

Until Dawn rappresenta al momento attuale un lontano anche se evidente faro di speranza per tutti gli appassionati di survival horror. I ragazzi di Supermassive Games sono intenzionati a catapultarci in un vero e proprio film del terrore, ricco di tensione, atmosfera sinistra e spaventi a palate, con tanto di pazzo furioso in maschera pronto a farci a brandelli. Abbiamo visto troppo poco per dare un giudizio sul gameplay e sulle potenzialità dei controlli Move, che ci auguriamo siano immediati e poco macchinosi data l’esperienza in prima persona. Non abbiamo gradito inoltre il Pegi 16 di questo titolo, che potrebbe limitare non poco le scene più cruente e i litri di sangue. E’ troppo presto per capire se questo titolo diventerà un interessante survival horror con i fiocchi, ma è chiaro che i possessori della periferica di movimento Sony hanno già sufficienti motivi per mettere Move sotto carica nei prossimi mesi del 2013.

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