Il brand Need For Speed è tra i più longevi della moderna storia videoludica. Correva l’anno 1994 quando Electronic Arts rilasciò per 3DO e PC DOS il primo episodio. Slightly Mad Studios si occupò circa 2 anni fa di cambiare totalmente la natura del titolo corsaiolo coniato da Electronic Arts conferendogli una personalità ben delineata a metà strada tra la simulazione e un arcade non troppo spregiudicato. Orbene, 2 anni dopo sono ritornati alla carica proponendo a tutti gli appassionati del settore il secondo episodio dell’apprezzatissimo titolo, nome in codice Shift 2: Unleashed. I programmatori, potendo contare sugli ottimi riscontri di Shift, hanno provveduto a limare l’esperienza di gioco cercando di puntare maggiormente sul piacere di guida e sulle sensazioni provate dal giocatore. Una presentazione al cardiopalma incentrata sul sensazionalismo, con inquadrature che traslano dalle macchine agli occhi dei piloti, ci da il benvenuto nel gioco vero e proprio. Il cardine del titolo è la modalità carriera che ci propone una serie di eventi, vari e ben diversificati tra loro. Ma chiaramente prima di cominciare bisogna farsi le ossa. A darci il benvenuto nel mondo di Schift 2 sarà il campione di Formula D Vaughn Gittin Jr . che ci invita a partecipare a una gara di iniziazione a bordo di una GTR Nissan. Il buon Gittin Jr. non disdegnerà di dispensarci consigli sulla guida e sul comportamento in gara, consigli il più delle volte utili e quasi mai superflui. Prima di cominciare la carriera avremo la facoltà di customizzare come più ci aggrada i vari parametri del gioco. Tra le varie opzioni di guida, oltre al grado di difficoltà (medio, difficile, facile), c’è la difficoltà di manovrabilità (principiante, normale, difficile, pro, elite). La prima prova alla guida della GTR servirà per tastare la nostra dimestichezza con i bolidi da corsa. In base alla prestazione su giro ottenuta ci verrà proposto un livello di difficoltà che comunque potremo modificare a nostro piacimento. Più alto sarà il livello di difficoltà minori saranno gli aiuti elettronici a disposizione. Dopo aver terminato la prova a tempo parteciperemo alla gara vera e propria dove sfideremo 9 avversari. Il piazzamento si tramuterà in denaro da spendere per l’acquisto della prima vettura. Arrivando ultimi, cioè noni, il premio sarà circa 18000 dollari spendibili per comprare un auto come la Seat Leon Cupra ad esempio.

Tutta una questione di PE…..

I programmatori in questo secondo episodio hanno cambiato radicalmente le carte in tavola, eliminando l’evoluzione del pilota del precedente Shift. In Unleashed tutto è legato ai punti esperienza guadagnati, o PE . Per guadagnare i punti esperienza si dovrà chiaramente partecipare agli eventi che ci vengono proposti; una partenza bruciante, un sorpasso all’ultima curva, mantenere la prima posizione dall’inizio alla fine della gara, sono tutte cose che incrementeranno i nostri punti. Una gara nella gara quindi. Guadagnando punti si potrà personalizzare la vettura acquistata in precedenza. Le modifiche spaziano dall’aereodinamica a quelle puramente estetiche, per passare dall’incremento delle prestazioni con il montaggio di marmitte e motori più efficienti. In Unleashed è stato molto curato questo aspetto e le possibilità che ci vengono date sono potenzialmente infinite. La vettura in nostro possesso assume un ruolo che va ben oltre al di là quello a cui siamo solitamente abituati. In Shift 2 diventa una sorta di creatura da plasmare a nostro piacimento. E’ una vera goduria per tutti gli appassionati di tuning vedere una semplice utilitaria trasformarsi in un mezzo da corsa a gareggiare ad armi pare con le vetture da Gran Turismo. Con l’implementazione e l’upgrade della componentistica di serie la vettura subirà un aumento di livello spendibile per la partecipazione ad eventi più avanzati. Il sistema dei punti è senza ombra di dubbio molto ben calibrato e rende possibile una progressione dell’esperienza di gioco molto graduale. Partecipando e vincendo gli eventi si ottengono PE che permettono di accedere a competizioni sempre più avanzate. La tipologia di gare che andremo ad affrontare è molto varia, spaziando da eventi tradizionali nei quali gareggeremo a bordo della vettura acquistata, a quelli riservarti solo alle muscle car o ad auto datate, alle prove su tempo a bordo di specifiche vetture, fino ad arrivare agli immancabili endurance. I programmatori hanno ben pensato di aggiungere anche una serie di gare ad invio che divengono disponibili raggiungendo una determinata soglia di PE, in questa tipologia di eventi si gareggerà a bordo dei mezzi messi a disposizione dagli sponsor. I numeri parlano di circa 120 vetture disponibili, davvero niente male, seppur la cifra sia ben al di sotto di un titolo come Gran Turismo tanto per citarne uno a caso.. L’elemento comunque apprezzabile è l’ottima riproduzione dei modelli poligonali delle auto e della relativa strumentazione interna. Le sensazioni di guida, con le differenze tra TA e TP, sono molto convincenti e sufficientemente realistiche. Guidare una trazione posteriore come una Porche ad esempio, richiederà cure particolari nello spalancare la farfalla del gas ad uscita curva. A livello di longevità il pacchetto offertoci è notevole, occorrono infatti circa 30 ore per terminare tutti gli eventi – principali e secondari- a cui si va ad aggiungere l’ autolog con cui è possibile confrontarsi in qualsiasi momento con la community online di Shift 2 e scambiarsi informazioni, tempi, condividere risultati e componenti auto. Chiaramente per usufruire di questo servizio occorre avere una serie di amici con collegamento online e che dispongono di una copia del gioco.

Un’esperienza sensazionale

Giocare a Shift 2 è un’esperienza sensazionale nel vero significato della parola. I programmatori hanno concentrato il massimo impegno sulla riproduzione della sensazioni provate dal pilota quando si trova alla guida di un mezzo da oltre 300 cavalli. Ecco quindi che il realismo è stato leggermente messo in secondo piano per dare la precedenza ad un’esperienza sensazionale. La cosa piacevole e sorprendente è che giocare a Shift 2 è dannatamente divertente e difficilmente si riesce a staccare il pad dalle mani, con la progressione degli eventi che incolla letteralmente davanti allo schermo. Il modello di guida è equilibrato e pur non concedendo troppo alla simulazione riesce ad essere veritiero. I comandi sono totalmente personalizzabili, così come gli aiuti a disposizione. Azzerando gli ausili alla guida come l’ABS o il controllo della stabilità, tenere in pista l’auto non è certo un’impresa facile ed implica l’accurato dosaggio di acceleratore e freno per non ritrovarsi in testacoda. Sono presenti le visuali che normalmente troviamo nei giochi di questo genere, con le classiche dall’esterno per finire a quelle dall’interno dell’abitacolo. Proprio su quest’ultimo aspetto vogliamo soffermarci, noi di Cyberludus consigliamo caldamente di utilizzare questo tipo di visuale per ottenere il meglio da Shift 2. Gli Slightly Mad Studios hanno curato all’inverosimile la riproduzione dei cruscotti interni, soffermandosi in particolare su tutto quello che il pilota sente all’interno dell’abitacolo. Ecco quindi che in caso di incidenti la visuale diventerà per qualche istante in bianco e nero e sarà accompagnata dal sordo rumore dell’impatto. Tradurre su schermo la forza centrifuga e lo stress fisico e psicologico provato dai piloti non è certo cosa facile, eppure i programmatori ci sono riusciti con un risultato ottimale. Come detto il livello di simulazione non è rigoroso ma è il giusto compromesso tra divertimento e realismo. Chi ha giocato a titoli come Forza Motorsport 3 o Gran Turismo 5 nota subito delle differenze sostanziali. Mentre i due titoli Sony e Microsoft sono più accademici e per certi aspetti oltremodo statici, Shift 2 riesce a percorrere una via quasi totalmente differente, restituendo un prodotto per certi versi anche più divertente a patto di chiudere un occhi su un realismo e una fisica dei mezzi non troppo rigorosa. Utilizzando la visuale dall’interno è stata inoltre implementata la prospettiva dinamica, con la visuale del pilota che focalizza lo sguardo sulla curva successiva, in questo modo l’utilizzo della mini mappa del circuito diventa quasi superfluo. Pad alla mano il gioco comunque richiede una certa esperienza e come ampiamente ribadito, tenere in pista l’auto azzerando gli aiuti è un’impresa tutt’altro che agevole.

Il comportamento e il peso specifico dei mezzi su pista sono stati riprodotti molto bene. Ecco che quindi uscire a tutto gas da una curva da prima a bordo di una trazione posteriore si traduce in un testacoda certo. La parola d’ordine è “morbidezza”, adottare uno stile di guida rotondo dosando gas e freno e staccando nei punti giusti è una giusta strategia per tagliare per primi il traguardo. Tra le note leggermente stonate si evidenzia un comportamento eccessivamente nervoso della macchina all’uscita dalle curve. Spesso e volentieri sono infatti necessari parecchi aggiustamenti per raddrizzare la traiettoria ed evitare all’auto di imbarcarsi e prendere per la tangente. Ma oltre ad aver curato l’esperienza di guida, gli sviluppatori hanno dato molta importanza ad un elemento troppo spesso trascurato nei giochi di guida automobilistici: l’IA. Siamo stati solitamente abituati infatti a dover gareggiare con dei birilli capaci soltanto di seguirci a mò di trenino, privi del benché minimo spirito di iniziativa. Ebbene, in Shift 2 tutto ciò è un pallido ricordo, i programmatori hanno implementato degli algoritmi di Intelligenza Artificiale molto avanzati ed il risultato è quello che avremo a che fare con avversari coriacei che ci seguiranno con il fiato sul collo pronti sfruttare ogni nostro minimo errore. Ma la cosa più sorprendente è il loro stile di guida ai limite della censura, spesso infatti non lesineranno a speronarci e spingerci fuori pista. All’IA molto ben studiata fa eco il livello di difficoltà generale tutt’altro che morbido.

Tagliare per primi il traguardo al massimo livello di difficoltà togliendo tutti gli ausili, equivale a sudare le tanto agoniate sette camice. Molto poco è concesso all’errore quindi, per vincere una gara in Shift 2 bisogna studiare bene il tracciato ed evitare di incappare in una staccata sbagliata, anche perché in caso di taglio curva incorreremo in una penalizzazione. Il comparto online, come da tradizione, è stato curato molto bene e migliorato rispetto al predecessore, con la presenza, oltre delle classiche sfide tra due piloti, di battaglie online fino ad un massimo di 12 giocatori. Da segnalare la presenza della modalità Raggiungi il Gruppo , nella quale un giocare alla guida di una macchina di medie prestazioni insegue gli avversari, disponendo però di qualche secondo di vantaggio. Gli avversari, con mezzi molto meno performanti, devono cercare di restare nelle posizioni più avanzate fino al raggiungimento del traguardo. La presenza dell’ottimo netcode, la possibilità di ottenere punti esperienza e denaro spendibili per la carriera in singolo, fanno del comparto online un’ottima alternativa al single player.

Tecnicamente parlando

Dal punto di vista tecnico il Shift 2 è davvero notevole. I 120 tracciati localizzati in 35 diverse ambientazioni sono un numero importante per garantire il giusto livello di varietà. Alcune delle piste presenti sono totalmente di fantasia, altre invece sono state ricavate dalle controparti originali derivate dai campionati di Formula 1 e Moto GP, opportunamente modificate per l’occasione e arricchite di alcuni elementi di pura fantasia. Il risultato finale è comunque molto gradevole sia per varietà che per qualità complessiva. Il livello di dettaglio grafico è molto buono con la presenza di ottime texture ed elementi di contorno che contribuiscono ad elevare il quadro complessivo. Il comparto degli effetti speciali è chiaramente quello più curato con motion blur e lens flare che svolgono il loro compito in maniera disciplinata senza appesantire eccessivamente la grafica. L’illuminazione dinamica poi è un vero fiore all’occhiello con albe e tramonti che lasciano senza fiato. Tutto questo ben di Dio riesce a muoversi con discreta disinvoltura a 30 fotogrammi per secondo stabili . Completa infine l’opera il reparto audio, con delle campionature azzeccate e realistiche.

Commento finale

Shift 2: Unleashed è un ottimo prodotto sotto ogni punto di vista. Slightly Mad Studios con questo episodio ribadiscono che realizzare un gioco di guida innovativo che percorre sentieri alternativi ancora non battuti, è ancora possibile. Shift 2 è spettacolo puro, uno spettacolo basato sulla riproduzione delle sensazioni provate dai piloti professionisti. Un titolo molto meno accademico e scolastico rispetto ai concorrenti ma che è in grado di incollare allo schermo con una modalità carriera perfettamente calibrata e una crescita del pilota progressiva e soddisfacente. Il comparto online e l’autolog poi contribuiscono a rendere il pacchetto complessivo ottimo sotto ogni punto di vista. Certo non è un gioco per i patiti del rigore simulativo ad ogni costo, ma l’accattivante AI e un livello di difficoltà tutt’altro che accessibile rendono appetibile questo titolo a tutti gli amanti del genere, senza dimenticarci che il modello di guida creato dai programmatori è il perfetto connubio tra simulazione e divertimento.

CI PIACE

_Giocabilità ai massimi livelli
\n_Ottimo modello di guida
\n_Carriera molto ben costruita
\n_AI notevole

NON CI PIACE

_Realismo e fisica non troppo rigorosi
\n_Alcuni comportamenti della macchina non troppo realistici

9Cyberludus.com
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