Killzone 3

Nata per contrastare la “concorrenza” Microsoft in ambito FPS, la serie “Killzone” seppe ritagliarsi fin da subito una vasta schiera di fan, vuoi per una mancanza di alternative nell’ampia softeca PS2 vuoi per una qualità decisamente sopra la media, in grado di far gridare al miracolo nonostante i limiti hardware del vecchio monolite. Quel che è certo è che Guerrilla Games ci sa davvero fare e lo ha dimostrato anche in questa generazione, esordendo su PS3 con un secondo capitolo tecnicamente fuori dal comune e dal gameplay solido e bilanciato. Un Killzone 2 che ci aveva lasciati col fiato sospeso, tale da farci pregustare l’arrivo imminente di un terzo episodio: così è stato. Vediamo allora quali sono le novità introdotte in questo attesissimo Killzone 3 : che la sporca guerra abbia inizio!

L’eredità di Visari

Attenzione! Potenziale spoiler (in questo caso saltate al paragrafo successivo) – In effetti non è che il grande leader degli Helgast abbia lasciato ai suoi “vice” una postazione di comando così sicura: con Radec prima e Stahl ora, che più del primo ricordano inferociti gerarchi della Seconda Guerra Mondiale, il popolo Helgan si ritrova in una situazione davvero precaria, soprattutto dopo l’esplosione nucleare che aveva visto la gloriosa Pyrrhus “perire” sotto le sue stesse macerie. Una situazione difficile da gestire, soprattutto perché l’avanzata degli ISA non si è per nulla arrestata, ma continua a procedere su più fronti: la speranza di contrastarla, per gli Helgast, risiede in una nuova micidiale arma scoperta dal diabolico Stahl, in grado di sprigionare una potenza distruttiva a dir poco devastante. . .

Le prime battute di Killzone 3 fungono da mero pretesto per ripercorrere, sotto forma di flashback, quanto successo al termine del secondo capitolo: l’azione si snoda lungo un arco temporale di sei mesi, durante i quali assistiamo agli inevitabili mutamenti climatici del “campo di battaglia” e a quelli “fisiologici” dei nostri ISA, “Sev” e “Velasquez” in primis. A restare immutata, però, vi è la psiche dei protagonisti e degli antagonisti: sia “buoni” che “cattivi” mantengono fede ai propri principi, rafforzando ancor di più i rispettivi ideali di conquista e liberazione. Tuttavia, sebbene il gioco parta con la giusta “verve”, con un prologo sì dai risvolti prevedibili ma comunque “sorprendenti” per la serie (strizzando in parte l’occhio al versatile “Halo 2”), con l’incedere dell’azione quest’ultima prende presto il sopravvento sulla narrazione. Il risultato finale è quello di un Killzone 3 in parte poco carismatico, forse complice un doppiaggio in italiano non all’altezza (per fortuna è possibile selezionare dal menu di gioco la più convincente “lingua originale”), dal forte impatto cinematografico ma, al tempo stesso, particolarmente lineare. Da questo punto di vista Guerrilla Games ha ancora qualcosa da imparare.

“War. . .War never changes!”

Così diceva il “vecchio” Snake, e non aveva tutti i torti. D’altronde Killzone 3 si limita ad alzare nuovamente il sipario su uno scenario di guerra sporco, crudele, tanto lontano temporalmente quanto vicino concettualmente; vicino a noi naturalmente. Killzone 3 , al tempo stesso, può essere suddiviso in due fasi: la prima, caratterizzata da un’ambientazione “ancora” calda, opprimente, afosa, più in linea con i precedenti capitoli; la seconda, invece, caratterizzata da una candida e quasi rassicurante neve, in realtà gelida e vera responsabile di scenari desolanti e impervi. Anche i nostri “Sev” e “Velasquez” appaiono più “vissuti” e barbuti, certamente frettolosi di chiudere i conti con Stahl e compagnia bella. La neve è forse uno degli elementi che riesce a spezzare e rinvigorire la generale apatia che aveva fin qui penalizzato la battaglia contro gli Helgast, concedendo al giocatore più di qualche distrazione in termini di gameplay.

Parliamo proprio di quest’ultimo: cosa c’è di nuovo in Killzone 3 ? Sostanzialmente le meccaniche di base sono rimaste invariate, con qualche miglioria apportata alle armi, un po’ meno “pesanti” del solito, e alle animazioni in genere; il gioco risulta decisamente più solido e immediato. Certo, non cambia l’approccio vista la natura da FPS, ma gli sviluppatori hanno cercato di rendere questo terzo capitolo il più vario possibile, di contrasto alla “tradizionale” linearità che contraddistingue solitamente il genere. Ecco allora che alle classiche “trincee” virtuali ed ai binari bellici da seguire per proseguire nel contorno narrativo, si affiancano scontri a bordo di carri blindati (sopra una torretta), mech “saltellanti” e, fiore all’occhiello, appariscenti “jet pack” con tanto di “braccio” mitragliatore. Fasi, queste, tanto semplici quanto divertenti e dall’alto tasso distruttivo, reso appagante da una discreta interazione con gli ambienti che, seppur non in toto, reagiscono piuttosto realisticamente sotto i colpi da fuoco. Parliamo di pilastri, pareti leggere e postazioni da difesa, quali torrette circondate da sacchi di sabbia, e così via.

Tra le più “ordinarie” sessioni a piedi, invece, gli sviluppatori hanno inserito per la prima volta alcune fasi “stealth” (coincidenti però con una sola missione), stilisticamente non perfette ma comunque “appaganti” dal punto di vista pratico. In questo caso, quindi, da annotare la presenza di nuove armi, come appunto la pistola-mitraglietta silenziata ed una sorta di fucile al plasma di produzione Helgast, acquisibile però verso le battute finali. Da sottolineare, inoltre, la possibilità di staccare le torrette fisse, aumentando così a tre il numero di armi fisicamente trasportabili: primaria, secondaria ed “extra”. Ad un arsenale bellico sicuramente più “completo”, poi, si aggiungono nuove combo “corpo a corpo” attivabili, lasciando inalterati i comandi predefiniti, mediante il tasto L1.

Il “modus operandi”, insomma, cerca di differenziarsi da quello precedente e, in parte, ci riesce grazie all’introduzione di queste piccole ma efficaci migliorie.

ISA VS Helgast. . . fa poca differenza!

Almeno per quanto riguarda l’aspetto multiplayer: come per Killzone 2, anche qui vi è la possibilità di creare un clan o, se siete tipi solitari, partecipare casualmente alle diverse modalità proposte. Si va dalla “guerriglia”, con due squadre che si affrontano a suon di uccisioni, alla più variegata “zona di guerra”, consistente in una rapida successioni di obiettivi, che si alternano in fasi di “attacco” e “difesa”. Il net code è risultato efficiente, così come la struttura delle mappe testate, piuttosto ampie e ben articolate. Inoltre, anche qui c’è la possibilità di potenziare la propria classe a seguito dei cosiddetti “punti sblocco” acquisiti al termine di una partita. Entrando in un’apposita interfaccia, infatti, ci viene mostrato lo status giocatore e le rispettive classi personalizzabili (geniere, cecchino, tattico o medico), con tanto di armi primarie, secondarie, ed abilità extra, da comprare e/o potenziare a proprio piacimento. Una funzione, questa, che arricchisce notevolmente l’esperienza online, ora più allineata con gli standard odierni.

Nota dolente per quanto riguarda, infine, la modalità “Cooperativa”: purtroppo, quest’ultima si limita a proporre un’esperienza esclusivamente “offline” mediante un ormai obsoleto “split-screen”. Una modalità cooperativa “online” avrebbe certamente giovato, in particolare dal momento in cui la campagna single player è risultata, in rapporto alla difficoltà testata (“Difficile”), poco impegnativa.

Armati di Move!

Un titolo del calibro di Killzone 3 non poteva non essere confezionato al meglio: oltre al supporto del 3D, un’altra attesa novità era la piena compatibilità con Playstation Move, grossa incognita per un titolo del genere, in cui di solito si preferisce il caro vecchio dualshock 3, su console almeno. Vi possiamo invece confermare con gioia che, dopo qualche minuto necessario per abituarsi ai controlli, l’esperienza diventa in tutto e per tutto superiore. Anzitutto ricordiamo che la compatibilità con la periferica di movimento Sony non è stata un’aggiunta ma una scelta ben studiata e programmata dagli sviluppatori affinché il pubblico potesse scegliere una o l’altra opzione senza rinunciare a nulla. E il risultato che è che Killzone 3 è il primo gioco a sfruttare completamente ed egregiamente il controller di movimento da quando è arrivato sugli scaffali, che è tutto dire. Sarà naturalmente necessario un controller di navigazione per gestire i movimenti e lo zoom. Al Move spetteranno compiti come sparare, entrare e uscire dalle coperture, cambio arma e via discorrendo . Il bello è che potete scegliere diverse mappature dei tasti, personalizzando il tutto a vostro piacimento e  trovando cosi la giusta sicurezza nei controlli una volta scesi in campo. Il risultato? Controllo totale in tutte le situazioni più disparate in maniera semplice, immediata e parecchio coinvolgente. Non avete ancora acquistato Move? Adesso avete un motivo abbastanza rilevante per farlo!

Bianco, rosso, “Killzone”

In quanto a tecnica, però, c’è poco da fare, anzi da dire. Killzone 3 è una gioia per gli occhi: solido, sporco al punto giusto e dannatamente realistico. Il motore grafico è stato potenziato, e il contributo di quei pazzoidi della “Naughty Dog” si è tradotto in un ulteriore passo in avanti (tempo fa, se ricordate, si parlava proprio di una piccola collaborazione tra Naughty Dog e Guerrilla per quanto riguarda l’aspetto tecnico del gioco). D’altronde, lo si nota durante le sessioni con protagonista la neve, punta di diamante di quel capolavoro che porta il nome di “Uncharted 2”. Sebbene si percepiscano alcune texture fuori contesto, decisamente sottotono con la maestosità generale, Killzone 3 ad oggi rappresenta probabilmente il top in ambito console. E qui si prospetta un’interessante prova di forza con l’imminente “Crysis 2”. Anche dal punto di vista sonoro il gioco trasuda ritmo e violenza da tutti i pixel, con musiche cadenzate ed orchestrate al punto giusto a seconda delle situazioni, più o meno concitate esse siano. Il doppiaggio, come detto, nonostante risulti migliore rispetto a quello di Killzone 2, è potenzialmente migliorabile; la possibilità di scegliere quello originale compensa comunque questa parziale lacuna.

Una dura battaglia

A conti fatti, questo Killzone 3 ha convinto quasi pienamente: se non fosse stato per alcune imperfezioni/mancanze che gravano più sulla narrazione che sul gameplay, questo terzo capitolo avrebbe sicuramente apportato un sigillo definitivo sulla consacrazione della serie. Peccato soprattutto per la mancanza della cooperativa online, spesso vero punto di forza di un qualsivoglia esponente del genere. Tecnicamente impeccabile, questa terza incarnazione targata Guerrilla risulta la più solida, variegata e divertente dell’intera produzione. Killer Application!

CI PIACE

Gameplay solido ed appagante
Discreta varietà delle missioni
Tecnicamente superbo
Multiplayer ben strutturato. . .

NON CI PIACE

. . .ma manca purtroppo la “Cooperativa” online
Narrazione poco avvincente
Qualche sbavatura “sonora”

8.7Cyberludus.com
Articolo precedenteSOCOM 4: la beta parte il 23 marzo
Prossimo articoloMatteo Acitelli porta CyberLudus a Social King su RAI 2
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.