Era il 1995 e in Giappone si giocava col Super Famicom, piattaforma di gioco sconosciuta ai più. In quell’anno, nella terra del Sol Levante, su quella console che per noi equivale ad un Carneade qualsiasi, vide la luce “Tactics Ogre”, cervellotico RPG strategico a turni targato Atlus, rivisitato poi negli anni successivi prima per Sega Saturn e poi per la prima leggendaria Playstation. Oggi grazie a Square – Enix vede la luce il settimo capitolo del franchise: “Tactics Ogre – Let us cling together”, in esclusiva per la console portatile di casa Sony. È passato del tempo, il mondo è cambiato, vediamo se “Tactics Ogre” ha mantenuto intatto il fascino che in passato decretò il suo successo.

“La luuuuuna nera…” (cit.) Il primo passaggio all’interno del mondo di “Tactics Ogre” è dalla cartomante. No, Wanna Marchi non c’entra niente, si tratta di una singolare trovata: una sorta di test attitudinale, in cui verremo messi di fronte a delle situazioni e saremo chiamati a scegliere tra le alternative disponibili quella che più si addice al nostro comportamento. Le situazioni sono le più disparate, dall’aiuto ad un compagno in difficoltà, all’attacco ad un castello, al rapporto con gli amici. Ad ogni risposta corrisponderà una carta, un tarocco degli Arcani Maggiori, e le quattro carte risultanti al termine del test decreteranno il nostro allineamento. Già, l’allineamento: ne esistono tre in “Tactics Ogre”, cioè Legale, Neutrale e Caotico. Non si tratta di semplici elementi di colore, ma di un carattere mutevole per il giocatore, influenzato dai suoi comportamenti nel gioco. Occhio però, non confondetelo con una semplice dicotomia “buono – cattivo”: non sempre ad esempio seguire pedissequamente gli ordini del proprio superiore è un’azione buona se comprende l’uccisione di innocenti, ma rientra nel rispetto dell’ordine, quindi nella Legalità. Ma chi è il nostro personaggio? A parte il nome e la data di nascita scelta da noi, il resto lo scopriamo nel corso dell’avventura. Sappiamo solo in origine che è un ragazzo della città di Griate, presa d’assalto dai Cavalieri Oscuri e teatro del rapimento di suo padre. La prima missione infatti vede il nostro avatar (che di default si chiama Denim) insieme alla sorella Kechua e all’amico Vyce ordire un piano per assaltare il capo dei Cavalieri Oscuri, Lanselot… O meglio, il presunto tale, perché si scopre che il Lanselot oggetto della missione non è chi si credeva, ma il capo dei Cavalieri della Luce, e ben presto si unisce a noi. Da qui inizia un’avventura fatta di complotti, di cavalleria e di guerra, in un mondo fantastico ma dai toni estremamente realistici quando si parla di lotte di potere, quasi fosse “Medieval: Total War” invece che “Tactics Ogre”. La trama, per quello che abbiamo potuto toccare con mano, è coinvolgente fin dalle prime battute e sembra si ingigantisca col passare delle missioni. Gli sviluppatori hanno anche annunciato che la vicenda non è lineare, ma che ogni decisione porta la storia su binari diversi. Differenti finali per 20 ore di gioco previste. Come direbbero gli americani, “a big plus”.

Scacco al re Le missioni che ci vedranno protagonisti in “Tactics Ogre” si svolgeranno sotto forma di battaglie su una scacchiera, come da tradizione degli RPG tattici. Memori di un certo “Final Fantasy Tactics”, la prima fase sarà il posizionamento delle truppe a nostra disposizione, che poi agiranno a turno: la successione dei turni sarà decisa dal punteggio di “Recovery time”, tanto esso è minore, tanto prima agirà il personaggio. Quando sarà il proprio momento, ogni personaggio potrà muoversi, attaccare, usare un’abilità speciale o un oggetto. Una piccola particolarità riguardo a quest’ultimo aspetto: non sarà possibile utilizzare tutti gli oggetti da subito per i personaggi, ma per poter sfruttare quelli di livello (e quindi efficacia) superiore il personaggio dovrà prima apprendere l’abilità “field alchemy”. Questo di fatto porta ad una maggiore necessità di pianificare le mosse e usare il cervello, aspetto sempre ben accetto in questo genere di titoli. Ogni personaggio appartiene ad una classe, ovvero ad una specializzazione diversa: si va dal classico guerriero, al paladino, al mago bianco, al mago nero e chi più ne ha più ne metta. Ogni classe ovviamente ha le sue abilità peculiari e il suo stile distintivo, e sicuramente sperimentare le diverse possibilità è una parte molto appagante di questo gioco. Occhio però, non sarà possibile cambiare liberamente la classe di un personaggio, ma sarà necessario un oggetto apposito, rendendo quindi anche il cambio di classe una mossa da pianificare con cura. Al termine dei combattimenti si otterranno soldi, oggetti e punti esperienza, che verranno distribuiti in base alle classi: personaggi che condividono la stessa specializzazione otterranno insieme i punti esperienza, anche coloro che sono “in panchina”. Questo permette di poter livellare tutti i combattenti a nostra disposizione, senza che alcuno di essi rimanga indietro, come succedeva puntualmente in altri giochi del genere. Insieme ai punti esperienza verranno distribuiti anche gli “skills point”, che potranno essere spesi per poter acquistare nuove abilità e potenziare quelle già a disposizione. “Tactics Ogre” ha un gameplay profondo, che potrebbe risultare un po’ ostico nelle prime battute, ma che se padroneggiato a dovere permette di godere di una libertà non indifferente.

Dai, stringiamoci insieme! “Tactics Ogre” sfoggia un comparto tecnico semplice ma non per questo poco curato. Gli sprite dei personaggi sono molto curati e distinti tra loro, mentre la colonna sonora è particolarmente varia e ispirata (peraltro in Giappone sono anche stati rilasciati i CD con le musiche del gioco). “Tactics Ogre” appare profondo, dinamico, appagante, coinvolgente. Non è un gioco facile all’inizio, ma la soddisfazione nel giocarlo è direttamente proporzionale al tempo speso su di esso. Bisognerà stringere insieme i neuroni e le forze a disposizione per poter avere successo. Ancora abbiamo visto poco su questo gioco, ma sembra davvero estremamente promettente. Il futuro ancora è fosco, ma la carta del presente è positiva. Se queste sono le premesse, non ci vuole certo una cartomante per affermare che “Tactics Ogre” sarà tra i migliori titoli del suo genere sulla PSP, se non addirittura in assoluto.

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