Lord of Arcana (2)

La casa nipponica Square – Enix ci ha abituati al meglio del meglio in tema di RPG. Alla software house infatti sono da accreditare le maggiori creazioni del genere, alcune delle quali sono assurte allo status di veri e propri capolavori. Da un po’ di tempo a questa parte però i creatori di “Final Fantasy” hanno deciso di darsi alle variazioni sul tema, mischiando nomi consolidati con generi diversi (è il caso ad esempio di “Dissidia”, picchiaduro con protagonisti i personaggi della serie principale della casa). I risultati purtroppo non sono sempre stati all’altezza della fama che la software house si porta dietro. L’ultimo esperimento risponde al nome di “Lord of Arcana”, action-JRPG uscito in esclusiva per la console portatile targata Sony , la PSP . Vediamo insieme se questa volta Square – Enix ha fatto centro.

Piacere, mi chiamo… ehm… Siamo nel mondo di Horodyn, popolato da guerrieri e creature fantastiche. Come tutti i mondi fantastici che si rispettino, anche questo luogo ameno è teatro di un brutale scontro tra le forze del bene e quelle del Male. La pace sembra essere estremamente lontana, e l’unica speranza di porre fine al conflitto giace in una profezia che vede un guerriero capace di controllare il potere dei sette cristalli magici di nome Arcana e portare così il Bene a trionfare. L’ultimo uomo ad avere questa facoltà è stato il fondatore del regno, appunto tale Horodyn , defunto però da tempo. E così il mondo attende con ansia il nuovo Signore degli Arcana. Ed eccoci pronti, noi, giovani avventurieri, a intraprendere il nostro viaggio alla ricerca dei sette artefatti. Scegliamo le nostre fattezze tramite l’apposito editor (un po’ limitato, ad essere sinceri, ma d’altronde il JRPG non prevede una massiccia customizzazione del personaggio), il nostro equipaggiamento iniziale (che però non limiterà le nostre possibilità di scelta successive) e procediamo quindi alla prima missione, che altro non è che il più classico dei tutorial. Al termine però della nostra prima impresa, ci ritroveremo deprivati della nostra memoria e dei nostri poteri, e quindi catapultati nella ridente cittadina dallo spagnoleggiante nome di Porto Carrillo. Incerti sul da farsi, entreremo a far parte della Gilda degli Slayers, che ci darà la possibilità di affrontare diverse missioni per loro conto. Sullo sfondo però rimane sempre la nostra missione primaria: acquisire una forza sufficiente per poter poi affrontare le prove per entrare in controllo dei poteri degli Arcana, riunire questi poteri e portare il Bene al trionfo. Sì, la trama è molto classica, ma questo non è necessariamente un male. Il punto è che nel corso dell’avventura non assistiamo a cambi di ritmo o colpi di scena che fanno sobbalzare sulla sedia (o dovunque ci si trovi); insomma, la trama è tutto sommato godibile nella sua classicità, ma lo stile narrativo non è quello a cui ci ha abituato Square e risulta a tratti eccessivamente lineare. E se pensiamo che in un RPG la trama svolge un ruolo essenziale, la pecca diventa piuttosto pesante. La trama si dipana lungo le varie missioni, che serviranno inoltre a farci acquisire esperienza e con essa forza e nuove abilità.

Dungeons & Arcana La Gilda degli Slayer è il nostro HUB dove poter acquisire le varie missioni. Chiaramente, per poter sbloccare quelle di livello e difficoltà superiore sarà necessario prima compiere quelle a nostra disposizione, nel più classico dei sistemi a livelli. Le tipologie di missione sono differenti: si va dalla raccolta di una determinata quantità di un certo oggetto (ottenibile solitamente tramite l’uccisione di nemici), ad un numero di uccisioni da ottenere, all’esecuzione di un particolare nemico. Tutte le missioni si svolgono in dungeon appositi, raggiungibili tramite la mappa e dotati di teletrasportatori attivabili di modo da evitare un noioso backtracking necessario in alcuni frangenti. Durante l’esplorazione i nemici saranno visibili ed evitabili, e il combattimento con loro inizierà solamente qualora le nostre strade dovessero fatalmente incrociarsi (con buona pace dei tanto controversi incontri casuali). Al momento dell’ingaggio, entreremo nella modalità combattimento: il paesaggio diventerà un’arena circolare, in cui noi saremo liberi di muoverci e condurre la pugna. Lo stile di gioco è spiccatamente action, infatti tutte le azioni si svolgono in tempo reale senza turni, barre del tempo o menu da esplorare. Lo schema di controllo è piuttosto semplice: i tasti dorsali sono adibiti all’aggancio del nemico e alla corsa, i frontali sono rispettivamente per l’attacco standard, la parata, una mossa speciale e un attacco magico. Soffermiamoci sugli ultimi due: entrambi vanno scelti prima della battaglia, attraverso l’equipaggiamento. Se infatti l’arma impugnata e il livello di maestria nel suo uso decidono l’attacco speciale a nostra disposizione, la magia è decisa dalla “carta” apposita che porteremo con noi nell’arena. Alla carta è associata la barra del mana: attraverso gli attacchi fisici potremo ricaricare la barra, mentre ogni magia utilizzata eroderà parte del mana a disposizione. Infine con la barra piena tramite la pressione di entrambi potremo sfruttare il potere della carta “Ultimate Spell” in nostro possesso (se opportunamente equipaggiata) e quindi lanciare una potentissima evocazione. Come da moda vigente, infine, una volta indebolito a sufficienza il nemico, ci troveremo di fronte ad un Quick Time Event per potergli assestare il colpo finale: si va dalla pressione col tempo giusto del singolo tasto se si tratta di un normale nemico a vere sequenze quando l’avversario è di portata maggiore. Il sistema di combattimento appare vario e coinvolgente, anche se anch’esso non è esente da qualche difetto: in particolare manca la possibilità di concatenare gli attacchi, assenza che porta a chiedersi se non fosse stato molto più semplice (e forse più appagante) rendere lo schema di gioco a turni.

Meglio soli che poco accompagnati “Lord of Arcana” non è solo combattimenti. E’ infatti possibile ad esempio costruire il proprio equipaggiamento partendo dagli oggetti che lasciano cadere i nemici, aspetto che rende l’esperienza di gioco leggermente più varia. Però è fuor di dubbio che le lotte costituiscano il fulcro del gioco, la parte più cospicua. E i nemici che ci si parano davanti di volta in volta sono di potenza differente: i mostri “standard” a tratti sono quasi eccessivamente facili da sconfiggere, per contro alcuni boss sono particolarmente ostici. Nulla però che un po’ di “allenamento” e livellamento extra non possa permetterci di superare. Ma se anche così non ce la facesse? Bè, l’unione fa la forza… E così potremo sfidare il nemico di turno in compagnia dei nostri amici, sfruttando la funzione multiplayer del gioco. Questo aspetto rappresenta una bella iniezione di varietà, in quanto combattere in gruppo fornisce uno spessore tattico maggiore alla sfida: ad esempio sarà possibile dividersi, mandando un gruppo di combattenti in mischia, adeguatamente coperto dai “caster”. Purtroppo però anche il multiplayer è minato da una pecca non indifferente: dimenticate il Playstation Network, a “Lord of Arcana” si può giocare solo in multiplayer locale. Vi lasciamo solamente immaginare quanto sarebbe stato molto più alto il livello del gioco se solo si fosse permesso il gioco online.

L’arcano rimane Un ultimo sguardo al comparto tecnico. Graficamente non si tratta del meglio visto su PSP, ma il livello è tutto sommato buono, salvo alcuni pop-up che trattandosi di un gioco Square – Enix non ci saremmo aspettati. Per quanto riguarda l’audio, le colonne sonore e gli effetti sono piuttosto ispirati, ma anche qui non siamo agli standard ai quali la casa giapponese ci ha abituati.

In definitiva “Lord of Arcana” ha il sapore inconfondibile dell’incompiuto. Sembra quasi che Square – Enix ultimamente abbia voluto mettere un po’ troppa carne al fuoco, sfornando numerosi titoli, alcuni ispirati (“Tactics Ogre” su tutti) altri più lasciati al loro destino. “Lord of Arcana” appartiene ahinoi al secondo gruppo: un gioco sufficiente, ma che con un po’ di attenzione in più sarebbe potuto essere decisamente migliore. E da una software house come Square – Enix, che rappresenta l’èlite per quanto riguarda gli RPG, è lecito aspettarsi una qualità nettamente superiore.

CI PIACE

20 ore di gioco
Controlli semplici ma appaganti
Modalità single player piuttosto varia

NON CI PIACE

Trama classica raccontata senza picchi
Mancanza di combo
Pop up frequenti.

6.5Cyberludus.com
Articolo precedentenail?d: demo disponibile
Prossimo articoloTactics Ogre: Let Us Cling Together
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.