Film horror, costumi, dolcetti e qualche spavento: la festa di Halloween, ormai da tempo festeggiata anche qui in Italia, è finalmente arrivata. Tra addobbi colorati e zucche da intagliare, saranno i film e i videogiochi a fare la parte del leone per sorprendere gli ospiti. Abbiamo perciò colto l’occasione per consigliarvi i migliori giochi horror disponibili sulla piccola ma potente Playstation Portable. Spegnete le luci, indossate le cuffie ed alzate il volume dunque: è tempo di brividi.

Silent Hill: Origins

Il primo vero survival horror nato e concepito per Psp. Il prequel che ha dato inizio alle oscure vicende della collina silenziosa, vanta una storia affascinante, ricca di intrighi, colpi di scena e personaggi indimenticabili. Accompagnare Travis lungo le strade nebbiose e misteriose di Silent Hill, non sarà certo una passeggiata per deboli di cuore. Le vicende del protagonista vi catapulteranno infatti in un mondo infernale, che brulica di creature abominevoli e dimensioni parallele, dove il buio e il sangue dominano incontrastati. Il comparto tecnico, caratterizzato da una grafica eccezionale e una colonna sonora intrigante, dimostra come Psp possa davvero fare miracoli su piccolo schermo. Strade cittadine immerse nella fitta nebbia, creature raccapriccianti e suoni inquietanti improvvisi sono solo un assaggio di ciò che attende il giocatore. Il gameplay, semplice e intuitivo, mescola esplorazione, risoluzione di enigmi e combattimenti nella medesima formula. Silent Hill: Origins è un titolo impedibile e un degno capitolo della saga Konami.

Silent Hill: Origins

 

Silent Hill: Shattered Memories

Sviluppato dal team Climax (autori di Silent Hill: Origins), questo capitolo della serie, erroneamente considerato un remake del primo capitolo uscito nel lontano 1999, è in realtà un riavvio della saga Konami. Storia nuova, atmosfera diversa e gameplay totalmente stravolto. Harry Mason è uno scrittore alla ricerca della figlia scomparsa dopo un incidente stradale. Solo e disperato, il protagonista si fa strada lungo le strade buie, deserte e innevate della città di Silent Hill. Questo è solo l’inizio di un turbine di eventi soprannaturali, dove presente, passato e futuro si mescoleranno, mentre la realtà cederà lentamente il posto alla follia. Il comparto grafico riproduce una Silent Hill fatiscente, caratterizzata da particolari pregevoli, come l’effetto delle neve o il passaggio di dimensione dalla realtà all’otherworld, di sicuro impatto. La colonna sonora è come al solito firmata dal grande Akira Yamaoka, che regala tensione ed atmosfera dall’inizio fino ai titoli di coda. Il gameplay elimina completamente i combattimenti per lasciare spazio alle fughe disperate contro i mostri, che possono essere solo rallentati momentaneamente scaraventando oggetti leggeri o con i bengala che troverete lungo la strada. Se questa scelta all’inizio coinvolgerà il giocatore, passata qualche ora inizierà ad annoiarlo, a causa della sensazione di ripetitività di fondo nelle azioni da fare; esplorare, correre, esplorare. Un vero peccato, perché alcune trovate interessanti, come le sedute dallo psicologo che condizionano l’avventura, la praticità nel risolvere enigmi ambientali e un sistema di controllo immediato, avevano portato qualcosa di nuovo alla serie. Silent Hill: Shattered Memories si allontana dai punti cardine della serie Konami, ma regala ugualmente una profonda atmosfera e momenti di puro panico, a patto di sorvolare sul gameplay a tratti ripetitivo.

Silent Hill Shattered Memories

Obscure: The Aftermath

Seguito dell’interessante ma sottovalutato Obscure uscito nel 2003, The Aftermath racconta le inquietanti vicende che ruotano attorno al campus di Fallcreek, dove un gruppo di studenti universitari, tra i quali anche alcuni sopravvissuti della precedente avventura, se la dovranno vedere con gli effetti di un misterioso fiore dalle tossine velenose, che trasforma gli esseri umani in mostruosi esseri bramosi di carne umana. La sceneggiatura, seppur poco originale, strizza l’occhio ai tipici B-movie horror americani; tra salti dalla sedia e qualche risata, il coinvolgimento è assicurato. Buono il comparto tecnico, che riproduce ambienti, modelli poligonali ed effetti speciali che hanno davvero poco da invidiare alla versione Ps2. Il comparto sonoro offre un campionario suoni da brivido ed una colonna sonora accattivante; peccato solo per il pessimo doppiaggio, che rende i dialoghi dei protagonisti fastidiosi e privi di interesse. Il gameplay è incentrato sulla collaborazione dei personaggi (due per scenario), ognuno caratterizzato da un’abilità particolare, come la forza, la predilezione per risolvere enigmi o per l ‘hackeraggio . Si può passare dall’uno all’altro personaggio in qualsiasi momento premendo un tasto. Gli enigmi sono piuttosto divertenti e l’esplorazione degli ambienti sarà accompagnata dai combattimenti contro i mostri che sbucheranno all’improvviso. Questi sono abbastanza forti e il più delle volte sarà più saggio scappare che farsi avanti. Obscure: The Aftermath regala un’atmosfera da brividi ed un gameplay semplice e spassoso per un’avventura horror che si può condividere con un amico in Wii-Fi.

Obscure: The Aftermath

Manhunt 2

Seguito del discusso prequel sviluppato da Rockstar (gli autori della serie GTA), questo seguito è probabilmente il gioco più disturbante su Psp. La violenza visiva e le atmosfere forti non sono certo adatte a tutti. Il misterioso protagonista deve scappare e soprattutto sfuggire alla follia omicida che imperversa sia nell’ospedale psichiatrico, dove inizia la sua avventura, sia nelle strade di una città senza controllo e speranza di salvezza. A violenza si risponde a violenza nell’universo Manhunt: Daniel Lamb, lungi dall’essere una vittima in balia degni eventi, è capace di compiere esecuzioni brutali, amplificate da un comparto grafico che predilige il sangue, l’effetto sporco e naturalmente il buio. La colonna sonora non offre molta varietà, ma il comparto audio sfrutta rumori, suoni e urla che faranno accapponare la pelle anche al più coraggioso dei videogiocatori. Il gameplay è incentrato fondamentalmente su meccaniche stealth : di conseguenza il combattimento diretto è assolutamente sconsigliato, a causa della buona IA dei nemici che non staranno certo fermi a farsi massacrare. Il buio e il passo felpato saranno i veri alleati del giocatore, che dovrà pazientare e aspettare il momento giusto prima di sferrare l’attacco attraverso l’utilizzo di armi di fortuna, come pezzi di vetro o siringhe. Manhunt 2 è un survival horror basato sulla sopravvivenza e sulla violenza. Non è un titolo adatto a tutti ma adempie sicuramente al suo intendo: disturbare.

Manhunt 2

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