Crackdown fu senza ombra di dubbio un prodotto di successo. La casa di Redmond, da sempre abile nel lanciare i suoi nuovi brand, decise di inserire all’interno della confezione del gioco un codice per la beta di Halo 3. Chiaramente, questa strategia ebbe gli effetti desiderati, tanto che Crackdown entrò subito nella top ten dei titoli più venduti. Al di là dell’artefizio utilizzato da Microsoft, le qualità del titolo sviluppato dai debuttanti Real Time Worlds erano evidenti e infatti venne accolto molto bene anche dalla critica. Definire Crackdown è cosa alquanto semplice perché è categorizzabile come open world game o free roaming che dir si voglia, ambientato in un’epoca post-moderna. Il primo episodio era ambientato in una metropoli denominata Pacific City, flagellata da un elevato tasso di criminalità, e ci vedeva nei panni di un agente impegnato a sgominare queste sacche di malviventi in continua espansione. Con il trascorrere degli anni la metropoli si è via via assestata, ma ora una ben più grave minaccia incombe su di essa. Pacific City, viene infatti invasa da un virus che trasforma le persone in una sorta di creature mostruose assetate di sangue il cui nome in codice corrisponde a Freak . Spalleggiati dall’Agenzia, che ci fornirà il dovuto supporto logistico – strategico, sarà nostro compito quello di rimettere in ordine la città cercando di liberarla dalla morsa dell’epidemia.

Freak that’s chic!

Il plot utilizzato dai Ruffian Games (team nato proprio da una costola dei “vecchi” Real Time Worlds) non può certo definirsi originale. I tipici cliché dei film di fantascienza attuali ci sono tutti; la metafora esistenziale della popolazione dilaniata dal capitalismo e dall’egoismo che per una sorta di punizione divina si trasforma in zombie; la metropoli moderna, dapprima pullulante di sfavillanti luci, poi un vero e proprio campo di battaglia con le strade irrorate da sangue. In un contesto così difficile però la minaccia del virus non è l’unica esistente. L’ Agenzia , per motivazioni di tipo strategico, ha voluto tenere nascosta alla popolazione l’esistenza dell’epidemia; tuttavia, la notizia, incontrollatamente, è riuscita lo stesso a giungere agli abitanti scatenando in loro sentimenti di rabbia e di rivalsa contro l’Agenzia, che viene completamente annientata. Noi impersoneremo uno dei poliziotti superstiti, armato di tutto punto, con il duplice compito di annientare i rivoltosi e i Freak . Nonostante queste premesse di non-originalità lo story-line è tuttavia classificabile nella media, tenendo conto della tipologia di produzione. Delineato il contesto nel quale dovremo muoverci, passiamo a descrivere il gameplay vero e proprio. Le prime ore di gioco a Crackdown 2 hanno un forte sapore di già visto. Ruffian Games ha voluto infatti giocare di rimessa proponendo un titolo molto simile al suo predecessore. La città è spaccata in due frammenti temporali ben delineati; il giorno e la notte. Di giorno a farla da padrone ci saranno i The Cell (i ribelli), scarsi dal punto di vista fisico, ma armati fino all’osso. Al crepuscolo invece appariranno i Freak assetati di carne umana, fortissimi fisicamente, la cui caratura aumenterà sensibilmente con l’avanzare dell’avventura.

Ma non ci avevamo già giocato?

Diciamo subito che Crackdown 2 è troppo simile al suo predecessore. La strategia utilizzata dagli sviluppatori, convinti di bissare il successo ottenuto con il primo capitolo utilizzando gli stessi elementi, non paga. Il sapore di già visto è troppo forte, ed appare molto evidente dalle primissime battute. i nuovi elementi introdotti non cambiano le meccaniche di gioco e non hanno alcuna influenza sull’economia del gameplay. Nella realtà dei fatti, pur essendo stati introdotti i Freak questi non portano nessun giovamento ad un impianto di gioco che comunque risulta un po’ datato anche perché sono trascorsi circa tre anni dall’uscita del predecessore e in questo lasso di tempo la concorrenza non è stata di certo a guardare. Il nostro compito di super-agente sarà quello di debellare la metropoli dalla minaccia Freak , e questo lo faremo attraverso l’attivazione di quello che è chiamato con il nome in codice di “Progetto Sunburst”, che prevede l’implementazione di particolari dispositivi – unità di assorbimento- collocati in vari punti della città e che, una volta attivi, sfruttando l’energia solare, contribuiranno all’eliminazione della minaccia virale. Questi dispositivi sono segnati sulla mappa-radar con determinati simboli lampeggianti, e si trovano posizionati sui tetti dei palazzi più alti della città, ostaggio delle unità ribelli. Una volta ripristinate tre Unità in sequenza, dovremo scendere sottoterra ed attivare il relativo Faro; a farci compagnia in queste zone profonde ci saranno anche i simpatici Freak , sempre in agguato e pronti a farci la pelle. In questo preciso frangente Crackdown 2 svela la sua vena tattica. Di giorno i ribelli si spargeranno in città per occupare postazioni strategiche e ribadire la loro egemonia alla popolazione, i mutanti invece si rintaneranno nei loro covi sotterranei. Lo scenario notturno invece vede i Freak padroni della scena. Potremo quindi sfruttare questo avvicendarsi di forze nemiche a nostro favore scegliendo il momento favorevole per conquistate le postazioni. Tranne questa sottile vena strategica le missioni che ci verranno assegnate sono più o meno tutte riconducibili a questo tipo di azioni, ossia, liberare le postazioni dai nemici, attivare i dispositivi energetici preda degli stessi, attendere rinforzi. A rendere la faccenda leggermente più divertente ci viene in ausilio il free-roaming che permette di decidere in piena libertà. Il gameplay di Crackdown 2 , ha una parvenza di libertà, ma a conti fatti si muove su binari ben delineati.

Potere assoluto!

Citando la frase di un famoso cartone animato anni 80′ (Centurions per la precisione) che recitava: “Potere assoluto”, il nostro agente è dotato di un armamento da far invidia a Commando. Proprio come in ogni RPG che si rispetti, accumulando esperienza il nostro personaggio progredirà sia fisicamente che per quanto concerne le abilità, categorizzate in: Forza, Abilità di guida, Agilità, Armi da fuoco ed Esplosivi. Sommo gaudio proveremo quando con i nostri occhi osserveremo l’agente arrivare a saltare diversi metri in altezza e sollevare autocarri con estrema facilità La crescita dell’Agente ci permetterà anche di poter disporre di un equipaggiamento sempre più sofisticato con grossi fucili, potenti esplosivi, e veicoli sempre più devastanti. Un’altra caratteristica divertente derivata dal primo capitolo sono le gare, sia a piedi che su veicoli, affiancate da competizioni stunt che comporteranno il completamento di percorsi specifici all’interno del perimetro cittadino. Per quanto concerne i comandi sono classici e vedono utilizzati i grilletti dorsali per sparare ed agganciare gli obiettivi e per colpi di precisione. I tasti centrali sono deputati al salto, allo scontro corpo a corpo e ad azioni come rubare un veicolo o cambiare l’arma. Il sistema di mira e di puntamento risulta essere troppo impreciso e il più delle volte avremo la sensazione di sparare alla rinfusa.

Tecnicamente parlando

Tecnicamente Crackdown 2 non è nulla di eccezionale. La metropoli, pur essendo ricca di elementi, risulta poco credibile ed eccessivamente pastellosa. Le texture, appaino slavate e piatte, al punto da rendere il tutto poco definito e senza un benché minimo tocco di classe. Tecnicamente il titolo risulta eccessivamente piatto e privo di una propria personalità e tutto ha un fortissimo sapore di già visto. I modelli poligonali del protagonista e dei Freak sono ben realizzati e discretamente animati. Questi ultimi, in particolare, hanno un aspetto poco convincente, pur essendo possenti fisicamente, non incutono il dovuto terrore e sembrano muoversi in branco senza una benché minima parvenza strategica. Anche gli attacchi rivolti verso di noi sono sconclusionati e molto limitati per tipologia dei colpi che ci verranno inferti. Il multiplayer vede la presenza di una buona modalità cooperativa a quattro giocatori che però manca di dettagli al gameplay che l’avrebbero elevata sicuramente a livelli più alti.Per quanto riguarda la competizione da annoverare la possibilità data a 16 giocatori di scontrarsi in modalità Deathmatch.

Concludendo…

Crackdown 2 è un buco nell’acqua. Il successo ottenuto dal primo capito doveva rappresentare una spinta per introdurre qualche novità di rilievo e invece il titolo dei Ruffian Games si rivela un prodotto privo di mordente in quasi tutti i settori. Il plot utilizzato è stra-abusato e non conferisce verve alla storia. Ma è proprio sul gameplay che Crackdown 2 non riesce a convincere. Le meccaniche di gioco, pur essendo stati cambiati gli elementi, risultano troppo uguali al predecessore. I Freak e i ribelli non riescono a conferire novità a un game che a conti fatti risulta vecchio nella concezione presentando un free roaming ormai superato con missioni che si riducono quasi sempre a: “raggiungi la location – elimina i presenti – resisti agli assalti – attendi i rinforzi”. In conclusione, consigliamo Crackdown 2 a tutti coloro che non hanno giocato il precedente capitolo, che sicuramente potranno trovare in questo titolo buoni elementi per divertirsi, come il sistema di crescita del personaggio che risulta ben bilanciato. A tutti gli altri consigliamo di guardare decisamente altrove; la concorrenza attualmente riesce ad offrire molto di più e con una veste grafica più gradevole.

CI PIACE
  • Sistema di crescita del personaggio azzeccato
  • Gare automobilistiche divertenti
NON CI PIACE
  • Troppo simile al suo predecessore
  • Tecnicamente non eccelso
  • Gameplay vecchio e ripetitivo
  • Free roaming superato
Conclusioni

Consigliamo Crackdown 2 a tutti coloro che non hanno giocato il precedente capitolo, che sicuramente potranno trovare in questo titolo buoni elementi per divertirsi, come il sistema di crescita del personaggio che risulta ben bilanciato. A tutti gli altri consigliamo di guardare decisamente altrove; la concorrenza attualmente riesce ad offrire molto di più e con una veste grafica più gradevole.

6.5Cyberludus.com

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