I puzzle game sono un genere che negli anni ha visto alterne fortune. In principio fu il divin Tetris a mostrare la via, seguito poi da tanti altri titoli, alcuni dei quali legati più o meno esplicitamente al primo leggendario capostipite. Negli ultimi due anni Infinite Interactive ha provato a dare nuova linfa al genere, attraverso la serie “Puzzle Quest” (serie formata dai due capitoli “Puzzle Quest” e “Puzzle Quest: Galactrix”), che oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: Puzzle Chronicles . L’obbiettivo è ambizioso: coniugare puzzle game ed elementi tipici dei GdR , ai livelli degli ottimi giochi precedenti della serie. E i risultati non deludono…

C’era una volta e non solo una…

Come ogni GdR che si rispetti, anche Puzzle Chronicles , che si sente un po’ GdR nell’anima, parte da una trama : il giocatore impersona un guerriero cimmere dalle fattezze (nel senso che assomiglia in aspetto al caro vecchio barbaro di nome Conan) il cui villaggio è stato attaccato da un’orda di demoni, che non contenti hanno deciso di rapire tutti gli abitanti. Unico scampato all’attacco, il prode inizia così il suo viaggio con la missione di salvare il suo popolo e, già che c’è, di vendicarsi. Le prime missioni fungono da tutorial del sistema di gioco, per poi cedere il passo alla pletora di missioni e compiti disponibili. Lo schema di accesso alle missioni tramite la classica “world map” ricalca quello dei predecessori di Puzzle Chronicles, mantenendo così uno degli elementi caratterizzanti della serie: ci troviamo di fronte ad una mappa del mondo globale, da cui si può accedere alle varie aree esplorabili. Da qui si passa al poter spostare l’eroe attraverso i luoghi della mappa dell’area, dove può acquisire le missioni, completarle o dedicarsi ad avventure secondarie. Il nostro eroe è inoltre dotato di una esauriente scheda che comprende i suoi parametri (che sanno tanto di Dungeons & Dragons e che influiscono sulle tecniche speciali e sulle energie cromatiche a disposizione,), il suo livello, i suoi punti esperienza e il denaro in suo possesso. Ogni volta che si passa di livello, sarà possibile distribuire dei punti nei vari parametri, di modo da poter acquisire dei relativi bonus in termini di energia cromatica da utilizzare nelle battaglie. Infine premendo il tasto R si accede ad un menu che comprende, oltre al quest log e alla mappa, anche l’inventario e l’albero delle abilità del proprio animale da guerra (ebbene sì, non siamo soli nella nostra avventura, ma ci torneremo dopo). Tutto ciò costituisce il punto di congiunzione tra i due generi e il contorno per il cuore vero è proprio del gioco, cioè il puzzle game.

Non è un paese per daltonici

Quando ci si trova di fronte ad un nemico, inizia il gioco vero e proprio, e cambia l’inquadratura: passiamo alla visualizzazione dei due lottatori sullo schermo superiore del DS, mentre quello inferiore è adibito alla griglia di gioco, divisa in due in senso verticale. Già da qui si nota come Infinite Interactive non abbia voluto adagiarsi sugli allori, e invece di riproporre una formula precedentemente usata nella serie, abbia voluto nuovamente escogitare qualcosa di nuovo. In pratica la plancia è divisa in due lati, ognuno appartenente ad uno dei giocatori. L’obbiettivo è combinare i mattoni dello stesso colore (che appaiono dai lati a linee di 3, ruotabili), per poi farli esplodere con degli appositi mattoni speciali. Facendo esplodere i mattoni a forma di teschio, si accumula la cosiddetta “rage” , che accumulata in determinata quantità sposta la barra di divisione verso il lato dell’avversario, riducendo così lo spazio disponibile per lui. Ovviamente perde chi per primo supera lo spazio a disposizione coi mattoni. A seconda del colore dei mattoni eliminati, si vanno a caricare le mosse speciali a disposizione, che possono influire o sulle nostre “prestazioni” o dare difficoltà aggiuntive all’avversario, come l’impossibilità di ruotare i blocchi per un breve periodo di tempo.A tutto ciò va aggiunta la possibilità di unire quattro mattoni dello stesso colore se disposti in quadrato, per formare una gemma più grossa che fatta esplodere attiva il potere dell’oggetto equipaggiato associato a quel colore. Il gioco può essere affrontato sia tramite l’uso del touch screen sia utilizzando i tasti. classici Al termine di ogni battaglia, sia vinta che persa, al nostro eroe vengono attribuiti punti esperienza e denaro. Ma quella appena descritta non è l’unica modalità disponibile. A seconda infatti dell’avventura che il nostro eroe si trova ad affrontare, il sistema di gioco base viene declinato in differenti modi.

Un sistema camaleontico

Il primo esempio pratico di come il puzzle game presenti differenti varianti si presenta nelle prime fasi di gioco, una volta completata la missione che vede il prode eroe liberare il proprio animale da guerra . Qualora il giocatore voglia addestrarlo, si troverà di fronte ad una nuova modalità: dall’alto scendono file intere di mattoni colorati che vanno fatte scorrere di modo da affiancare quanti più mattoni dello stesso colore, più se ne eliminano, maggiori sono i punti a disposizione da spendere nell’albero delle abilità del nostro compagno animale per poter acquisire nuovi poteri da utilizzare nella modalità di gioco principale. Le altre declinazioni sono quella per il training delle abilità, la caccia al tesoro, l’accesso ai dungeon e la fabbricazione di oggetti. Un buon carnet di opzioni disponibili, tutte rigiocabili separatamente al di fuori della modalità storia. Ogni modalità ha inoltre quattro livelli di difficoltà, che rendono ancora più varia e ripetibile l’esperienza di gioco. A questo va aggiunta anche la possibilità di giocare il tutto in multiplayer attraverso la Nintendo Wi – Fi connection, utilizzando l’eroe da noi forgiato nel corso della modalità storia.

Per quanto riguarda il comparto tecnico , non c’è molto da notare, se non il look da fumetto delle scene di intermezzo e delle fasi esplorative, che lascia spazio ad un modello poligonale dei due lottatori quando si passa alla battaglia (non troppo ben fatto a dire il vero). Le musiche sono evocative e azzeccate, un punto in più per un titolo già molto interessante.

Dove osano le cronache

Dunque come poter definire Puzzle Chronicles ? Forti dell’esperienza maturata coi precedenti titoli, i ragazzi di Infinite Interactive hanno dato vita ad un altro titolo che sfrutta nuovamente alcuni degli elementi già proposti con successo nei capitoli precedenti, declinandoli però in un sistema completamente rivisto, che pur rifacendosi ai classici del genere non lascia in bocca quel gusto amaro di già visto. Il gioco non presenta pecche evidenti, forse le uniche possono essere ricercate nella relativa complessità nel comprendere il gioco completamente dall’inizio (ci sono talmente tanti tipi di blocchi diversi nel gioco che è un po’ difficile saperli sfruttare tutti a dovere fin dall’inizio) e nella povertà dei modelli poligonali dei personaggi sullo schermo superiore (almeno per quanto riguarda la versione DS, quella da noi presa in considerazione). Sono però dei piccoli difetti, di fronte alle innumerevoli note positive che caratterizzano Puzzle Chronicles : la varietà, la longevità, l’ottima integrazione tra i due generi. Se già precedentemente Infinite Interactive aveva dimostrato di poter fondere GdR e puzzle game insieme, con la sua ultima fatica ha dimostrato anche di essere in grado di non sedersi sugli allori del successo e di saper dare una ventata di freschezza anche ad una formula già collaudata. Sicuramente un gioco consigliato , che può soddisfare sia chi è in cerca di un modo per trascorrere pochi minuti giocando, sia chi è alla ricerca di un titolo più vasto e profondo.

CI PIACE

Componente ruolistica profonda e ben integrata
Diverse declinazioni del sistema di gioco
Possibilità di replay quasi infinite

NON CI PIACE

Il sistema della componente ?puzzle? non è facilissimo da digerire
La parte grafica non fa gridare al miracolo

7.5Cyberludus.com

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