Bakugan Battle Brawlers

Di tutto un po’ ma con un proprio stile

Chiunque abbia seguito, con un minimo di attenzione, le mode e le tendenze dei giovanissimi negli ultimi dieci anni, sa che subito dopo l’avvento del Tamagochi siamo stati invasi da centinaia di Pokemon. Dopo questi fu la volta dei Digimon, ma è stato con Yu-ghi Oh che si è fatto l’ennesimo balzo in avanti, attingendo a piene mani dal sistema di combattimento a turni propugnato da Magic: hthe Gathering. Il successo nipponico e commerciale dei talentuosi ragazzi alle prese con mazzi di carte e creature mitologiche ha fatto breccia nel cuore di milioni di appassionati.

Bakugan: Battle Brawlers giunge là dove si sono fermati i suoi predecessori e cerca di unire in un sol colpo tutto quello a cui abbiamo assistito fino ad oggi. Troveremo quindi una quantità esorbitante di creature da collezionare (i Bakugan appunto), dei mazzi di carte da costruire intorno alle creature – come accadeva in Yu-Ghi Oh – ed infine vi sarà una vera e propria evoluzione delle creature, man mano che vincono e migliorano le proprie caratteristiche, proprio come facevano i Pokemon. Per riassumere: vi saranno creature da conquistare e collezionare, bisognerà organizzare un mazzo equilibrato e competitivo, ci sarà una diretta evoluzione delle creature al nostro seguito. Non mancherà un po’ di azione, durante gli scontri con altri Bakugan, ma di fondo bisogna essere abili strateghi. Stiamo parlando di un gioco di carte, dopo tutto.

Cosa è “Bakugan”??

Il videogioco di Bakugan si ispira liberamente all’anime, ne segue a grandi linee l’evoluzione ma non ci mette dei diretti panni di Dan, il protagonista della serie animata. Avremo a disposizione un discreto editor con il quale personalizzare il nostro alter-ego, e potremo chiamarlo come preferiamo.  Dovremo scegliere inoltre l’elemento primordiale di preferenza sulla quale fondare il nostro mazzo, che può essere – come ovvio – diverso da quello preferito dal sopracitato Dan.

Come in tutti i giochi di carte rispettabili, troviamo la presenta di un numero finito di elementi primordiali. In Bakugan gli elementi dominanti sono: fuoco, acqua, luce, tenebra, terra e vento. Ogni carta dispone di sei valori numerici, ciascuno per ogni elemento. Anche i Bakugan hanno un valore numerico: la forza G , che ne determina la potenza e la vittoria in battaglia. La vittoria si verifica confrontando le forze dei due Bakugan che si scontrano, ovviamente il vincitore è quello con il valore di forza più alto. Le carte portale, quindi, fungono da potenziamenti per i nostri “mostruosi” compagni d’avventura. Lo scopo del gioco è quello di conquistare la vetta della classifica mondiale di giocatori di Bakugan, nonché aiutare una di queste creature, Leonidas, a compiere la propria missione, che si rivelerà quella di porre fine ai dispotici piani del cattivone di turno.

Bellissimo da vedere ma…

Visivamente parlando Bakugan è una vera gioia per gli occhi di tutti gli appassionati. Avvalendosi della tecnica del cell shading, i modelli poligonali dei protagonisti, delle creature e degli antagonisti, sembrano prendere vita direttamente dal cartone animato. Tutti sono dotati di movenze fluide ed espressioni facciali di prim’ordine. Dove mostra il fianco il titolo di Now Interactive è negli sfondi, che in più di un’occasione si sono rivelati trascurati. Da rivedere, a nostro avviso, l’accompagnamento musicale: sebbene sia di discreta qualità e ci accompagni per tutto il tempo, a volte non si intona con l’ambiente di gioco, creando un contrasto che potrebbe essere non apprezzato da tutti. Il cosiddetto “albero delle opzioni” è semplice e intuitivo: possiamo accedere alla nostra stanza, all’arena, al parco e al negozio. Nella stanza privata avremo a nostra disposizione ogni controllo sull’aspetto del nostro personaggio e sulle preferenze. Il parco funge da luogo d’allenamento per provare nuovi mazzi, nuove creature, o per ripassare qualche passaggio del regolamento di gioco, quando non ci è chiaro. Il negozio è il luogo in cui vendere le carte meno utili e investire i punti vinti durante le vittorie in creature più forti o carte di supporto più utili. L’arena del torneo, invece, è lo scontro ufficiale con l’avversario di turno e occorre superarla per andare avanti con la trama del gioco.

…un po’ meno da giocare.

Sotto il profilo meramente ludico, Bakugan si può riassumere velocemente in tre fasi: la fase di posizione, lo scontro, il minigioco. Nella prima fase bisogna lanciare la sfera che contiene il Bakugan dentro l’arena di gioco. In questa giacciono due carte, una per ciascun giocatore e la vittoria è ottenuta da colui che conquista tre carte. Per conquistare le carte occorre occuparne una con due creature, oppure, contenderla con un Bakugan avversario con il confronto della forza G. Nella seconda fase avviene lo scontro vero e proprio; è il momento in cui vengono messi a confronto i due Bakugan e uno di questi potrebbe partire svantaggiato. Non tutto è perduto, perché come anticipato prima, ogni carta favorisce in maniera diversa le creature. Queste ultime possono essere favorite anche dall’arena stessa, che potrebbe essere basata su uno dei sei elementi primordiali oppure neutra. Infine, vi è il minigioco da completare con successo che garantisce un ulteriore incremento della forza G per il nostro Bakugan. I minigiochi sono di tre tipi: agitare velocemente il Dualshock/Wiimote, completare con successo una sequenza di tasti da premere al momento giusto, indicare con la levetta analogica il simbolo elementare a cui appartiene il nostro Bakugan. Per Xbox 360 i limiti tecnici del joypad non permettono di scuoterlo come nelle altre piattaforme di gioco ma nulla cambia ai fini del gioco e la levetta analogica compie egregiamente il suo dovere.

Joypad a parte, tutti i limiti del sistema di gioco del titolo targato Now Interactive risiedono nella mai troppo sospirata ripetitività. Come in ogni gioco di carte che si rispetti, le azioni da fare e le regole da rispettare impongono una sequenza di azioni tutte troppo simili tra loro, che alla lunga potrebbero annoiare chi non è appassionato. La prospettiva di essere impegnati per circa dieci ore di gioco, potrebbe tenere lontani i più smaliziati e incoraggiare i fan della serie animata. Bisogna anche segnalare la presenza di fenomeni inspiegabili per i quali l’intelligenza artificiale, d’un tratto, diventa imbattibile. A nulla varranno carte supporto, arene a nostro favore e minigiochi completati alla perfezione o quasi: la “cpu” sfodererà una prontezza e una potenza senza pari che schiacceranno i nostri Bakugan senza nessun merito oggettivo, ma per il solo fatto di doverci umiliare gratuitamente. Infine, l’assenza di una modalità multiplayer online per incoraggiare l’incontro e lo scontro tra appassionati di questo gioco pare abbastanza grave, si può infatti giocare in compagnia solo in “locale”, cioè sulla stessa console.

Conclusioni:

Bakugan: Battle Brawlers è un buon prodotto su licenza, graficamente molto curato, ma soffre di tutti i limiti insiti alle sue regole e alla tipologia alla quale appartiene. E’ un prodotto che farà l’assoluta felicità dei più piccini e dei fan più appassionati, ma non riesce a conquistare l’attenzione dei giocatori più smaliziati e più esigenti. Poche variabili di gioco, ridondanza ciclica delle cose da fare, longevità molto limitata e una campagna ultimabile in una settimana, non aiutano a sollevare le sorti dell’ultima fatica di Now Production. L’assenza del multiplayer online e l’ingiustificata furia con cui l’IA del gioco ci umilia, suonano più come conferme di una sufficienza risicata, piuttosto  che come motivo di vanto.

Voto: 6

CI PIACE

tutta l’essenza dell’anime in videogioco\ngraficamente ben fatto\ndivertente e appassionante…

NON CI PIACE

…per il primo paio d’ore: poi ci si annoia\nDieci ore scarse per completare il gioco\nassenza di multiplayer online\nl’IA vince senza merito

6.5Cyberludus.com
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