Che Square Enix decidesse di pubblicare un RTS, onestamente non ce lo aspettavamo. Che il caro RTS in questione fosse un’esclusiva per i nostri amati PC, ancora di meno. Ma che i creatori del pluripremiato Final Fantasy decidessero di occuparsi della produzione di un classicissimo strategico basato sugli eventi del secondo conflitto mondiale, non riuscivamo neanche lontanamente ad immaginarcelo.

Eppure, il gioco è stato fatto, è lì sugli scaffali: ma vi informiamo fin da subito che, purtroppo, il risultato è ben lontano dagli standard qualitativi che ci si aspettava dalla nota casa nipponica…

ORDER OF WAR

DEJA VU’ STRATEGICO

Chiariamo fin dall’inizio che Order of Wa r non è sviluppato direttamente da Square Enix, ma da Wargaming.net, una software house emergente già autrice di alcuni strategici in tempo reale non troppo conosciuti (quelli di Massive Assault. .. ve lo ricordate? No? Beh, neanche noi. Ndr).

Il titolo in questione, molto simile ai suoi predecessori spirituali, è un classico strategico in tempo reale, incentrato più sulla gestione di grandi eserciti con centinaia di unità, che sul recupero e l’uso di risorse. Difatti, l’unico modo che avrete, in soldoni, per personalizzare il vostro esercito, sarà quello di spendere particolari punti esperienza (di cui parleremo in seguito), chiamati nel gioco “punti promozione”: saranno utili per aumentare il livello di maestria in battaglia delle vostre truppe, o la qualità delle relative armi utilizzate in combattimento.

A parte ciò, le truppe a vostra disposizione saranno assegnate a seconda della missione che starete affrontando, e spetterà a voi sapere come utilizzarle e come razionarle durante il corso della partita (anche perché gli interventi da parte dei rinforzi saranno davvero sporadici, e sarà importante riservarsi una buona quantità di truppe fino alla fine della missione, onde evitare spiacevoli sorprese).

E, a proposito di milizie, è importante notare come Order Of War decida di discostarsi dai mostri sacri del genere (che facevano del controllo di piccoli plotoni di soldati il proprio punto di forza), come Company Of Heroes o Men Of War, consentendo al giocatore di controllare una grande quantità di truppe su mappe molto vaste, a dispetto della profondità tattica: questo rende il gioco piuttosto intuitivo, ma gli appassionati del genere, abituati alle ultime uscite, potrebbero storcere il naso facilmente.

L’unità base infatti, sarà costituita da plotoni formati da gruppi di veicoli o di soldati, suddivisi in vari tipi (neanche troppi, a dire il vero: la varietà delle unità ci ha delusi), che potremo raggruppare in gran numero e guidare alla vittoria (o al massacro… punti di vista ndr). Un plauso va alla fedeltà con cui è stata riprodotta l’efficacia delle armi dei vari schieramenti: non è detto che due unità dello stesso tipo, ma di due nazionalità differenti abbiano il medesimo valore in battaglia.

Ci sono tre campagne differenti giocabili: quella russa, quella tedesca e (come da tradizione) quella americana; ma purtroppo la longevità si attesta su livelli medio bassi, e i giocatori più navigati completeranno una campagna in non più di 5 ore. Neanche gli obiettivi sono poi tanto esaltanti: al massimo vi sarà chiesto di attaccare o difendere qualche avamposto (con il solito sistema ‘rimani qui senza truppe avversarie nei paraggi per più di 1 minuto’), con al massimo qualche piccola variazione sul tema causata dagli obiettivi secondari, che vi permetteranno di aumentare la vostra valutazione complessiva a fine missione.

Tale valutazione vi sarà utile per potenziare le vostre truppe: più questa sarà alta, maggiore sarà il numero dei punti promozione a voi assegnati, grazie ai quali potrete fruire di vantaggi particolari, tutti dal costo variabile. Fortunatamente, la situazione si fa decisamente più rosea per quanto concerne la varietà delle missioni, che appaiono ben strutturate e piuttosto diversificate tra di loro, soprattutto nella modalità di risoluzione, dato che spesso e volentieri ci costringeranno a trovare il modo più intelligente e sicuro per completare un obiettivo apparentemente (e ingannevolmente) a portata di mano.

ORDER OF WAR

UN’OTTIMA RICOSTRUZIONE STORICA… PER GLI AMANTI DEL RETROGAMING

L’orologio di Order Of War è indietro di qualche anno, non solo a causa della (quasi) sempreverde ambientazione, ma anche (purtroppo) per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale, poco reattiva e spesso responsabile di errori tattici piuttosto grossolani. Ci è sembrato, in effetti, di giocare a un RTS di qualche anno fa, complice anche un comparto tecnico non proprio eccellente, con una resa grafica poco più che sufficiente, piuttosto scarna e persino pesante da far girare! Ma, il cruccio peggiore di tutti è la presenza in quantità industriale di bug e crash: durante la nostra prova, è capitato non poche volte che il gioco si bloccasse persino mentre smanettavamo i comandi di gioco dal menù principale! Se però anche volessimo tralasciare questi piccoli e fastidiosi difetti, saremmo costretti comunque a constatare che, in sostanza, di carne al fuoco ce n’è davvero poca. Fondamentalmente, Order Of War è un RTS come tanti altri, e non si discosta dai canoni del genere neanche un po’.

E questo potrebbe anche rivelarsi un fattore positivo, se almeno il gioco avesse un minimo di profondità in più, sul piano strategico: il rischio è che gli appassionati lo troveranno piuttosto semplice, e a causa dell’intelligenza artificiale, persino ‘arcade’.

Se infatti in alcuni frangenti, come già scritto, è necessario pianificare il percorso compiuto dalle nostre truppe in modo certosino in modo da ridurre al minimo le perdite in attesa dello scontro finale, in altri si può tranquillamente andare avanti a suon di click senza troppi complimenti, tant’è che spesso i nemici si lasceranno massacrare senza alcun briciolo di dignità, manco fossero i mostriciattoli di Diablo. Order Of War aveva ottime potenzialità, e avrebbe potuto riportare in auge il controllo di vasti eserciti nei videogiochi ispirati alla Seconda Guerra Mondiale, ma è cascato ingenuamente nella trappola della grossolana semplicità: il problema di fondo, in effetti, è che Order Of War non eccelle in nulla… né nel numero, né tanto meno nella profondità dell’esperienza offerta.

Non ci ha convinti molto: divertirà senza troppe pretese i veterani che hanno già finito Company Of Heroes, Men of War e Panzers e che bramano ardentemente di tornare al fronte; ma per chi è nuovo del genere, o si è perso qualche puntata, è consigliabile lasciarlo sullo scaffale, optando per uno degli strategici sopracitati. Tant’è che vantano di una community consolidata, un prezzo budget competitivo e motori grafici più snelli, scalabili e belli a vedersi.

Conclusioni

Chi ama gli strategici in tempo reale o la seconda guerra mondiale (o tutt’e due, magari) divorerà Order Of War in poche (sì, poche) ore senza far poi tanto caso a tutti i difetti che abbiamo elencato nella recensione, anche perché, infondo, il gioco è tranquillamente in grado di regalare sani attimi di divertimento, pur non raggiungendo nessuna particolare eccellenza sul piano ludico. La grafica non è delle migliori, ed oltretutto il motore non è neanche tanto leggero. La traduzione vive e lascia vivere, per quanto si conceda qualche sbavatura qua e là, assieme a un sonoro non particolarmente esaltante. Il vero problema è l’intelligenza artificiale, che mina particolarmente l’esperienza, assieme ai numerosi crash, fastidiosissimi. Insomma, Order Of War non è un cattivo strategico, ma dubitiamo che qualcuno se lo sarebbe ricordato se non fosse stato firmato Square Enix. Consigliato a chi vuole tornare in battaglia a tutti i costi, sconsigliato a chi si è appena arruolato.

Marco “Nerevar” Maresca

CI PIACE
  • Design delle mappe
  • Tutto sommato divertente
NON CI PIACE
  • Frequenti Crash
  • Intelligenza Artificiale da dimenticare
  • Scarsa profondità
6.5Cyberludus.com
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