C’era una volta, tanto e tanto tempo fa, una graziosa ragazzina col cappuccio rosso, una cesta di ciambelle in una mano, e un coltellaccio da cucina affilato e pronto ad uccidere nell’altra. Cosa? La storiella non ve la ricordavate proprio così?

Beh! Avete ragione: questo Fairytale Fights sconvolge il sereno e tranquillo mondo delle fiabe, avendo operato una piccola variazione al tema. Fairytale Fights è un hack ‘n slash in piena regola, e lo stile cartoon non deve certo ingannare l’utente.

Il 16+ in copertina avrà del resto il suo significato, no? I ragazzi di playlogic sconvolgono così le tranquille e serene passeggiate per i boschi incantanti, o meglio, decidono di operare violente variazioni ai tranquilli e quieti panorami fiabeschi inserendo sangue in grosse quantità.

Tanto e tanto tempo fa…

Il mondo delle fiabe e dei suoi protagonisti sembra vivere una vera e propria debacle. Dimenticati da tutti, il nostro compito sarà quello di far acquisire nuovamente popolarità ai personaggi delle fiabe.

Ovviamente, per ripristinare tutto ciò, dovremo iniziare a massacrare tutto e tutti sporcandoci le mani di sangue, anzi nuotando nei fiumi di sangue che la nostra pazzia omicida andrà a formare. Il gioco si basa, dunque, su un paradosso: un mondo tranquillo, cartonato e all’apparenza angelico fa da sfondo alla violenza degli scontri generati dal personaggio da noi controllato. I

l titolo comprende un mix di favole realmente esistenti e non mancheranno alcune citazioni famose. Si passa da Cappuccetto Rosso alla Bella Addormentata nel bosco fino anche ad arrivare alla dolce e candida Biancaneve.

Il mondo fiabesco viene ripreso sin dal menù iniziale di gioco, rappresentato da un tranquillo villaggio verdeggiante dove sarà possibile scegliere il personaggio da utilizzare, controllare statistiche, acquisire oggetti utili alla missione e scegliere il livello da giocare. Le strutture e le dinamiche di azione sono davvero semplici, così come semplice risulta il sistema di controllo e la gestione di ogni combattimento. Basteranno gli stick analogici per far muovere il personaggio sullo schermo e per dar vita al più brutale e sanguinoso dei combattimenti.

Oltre all’immancabile tasto per il salto, dovremo anche utilizzare i dorsali per la parata o per raccogliere eventuali oggetti ed esibirci in particolari mosse speciali. Questa semplicità si riflette anche sugli obiettivi richiesti dal gioco. Ogni stage ci chiederà principalmente di uccidere nemici, raccogliere determinati oggetti o, tutt’al più, cimentarci in qualche piccolo enigma di facile risoluzione. Questa semplicità di azione non sfocia, però, nella banalità. Basti, allora, pensare alle armi che sarà possibile utilizzare. Si potranno brandire gli oggetti più disparati quali wurstel, coniglietti rosa, spade, mitra, lupare e quanto di più strambo si possa immaginare. A fare da contorno a questo sistema di gioco ci pensa un humor nero e una massiccia dose di ilarità. Questa si ravvisa soprattutto nei futili motivi per cui i nostri personaggi danno vita a tutta la loro rabbia. La piccola cappuccetto rosso è, ad esempio, adirata perché un boscaiolo gli ha sottratto alcuni oggetti a lei cari. Ogni combattimento e KO effettuato andrà a riempire un’apposita barra energia, così che saremo in grado di dar vita a particolari colpi speciali di devastante entità. Le armi da fuoco, ad esempio, andranno a produrre raffiche di proiettili gigantesche alle quali sarà impossibile sfuggire. L’arsenale presente nel titolo sfiora le 140 tipologie di armi, anche se di fatto queste si riducono soltanto ad armi da taglio, da tiro e da fuoco. In un mondo così violento e materiale c’è, ovviamente, spazio per il vil denaro e per l’aspetto economico. Sparsi per i vari livelli si troveranno forzieri e monete che potremo ben spendere per acquistare nuovi e potenti armi o più semplicemente per risanare la nostra energia.

C’è poi anche la possibilità, una volta caduti “in battaglia”, di spendere il denaro per acquistare una seconda vita, senza la quale saremo costretti a iniziare da capo l’avventura.

Quello che mina fortemente l’esperienza di gioco è la ripetitività di azione, dovendo in ogni area compiere sostanzialmente sempre le stesse operazioni. La longevità del titolo si attesta sulle 10 ore circa per completare l’intero story mode, al quale si affianca anche una modalità arena, all’interno della quale sarà possibile sfidarsi 1 contro 1, sfruttando un intero armamentario. FF offre anche la possibilità del gioco multiplayer: fino a quattro concorrenti, sia in modalità online che offline, potranno cooperare all’interno dei sanguinosi stage proposti dal gioco. Questa modalità è quella più riuscita e divertente.

Fairytale Fights

Sangue a fiumi

A livello tecnico, Fairytale Fights è una vera perla, soprattutto per quanti amano i colori accesi e le tonalità semplici ma vive e solari. Da questo punto di vista potremmo addirittura parlare di un titolo “nintendiano”. Il gioco si basa sul consolidato e pluri premiato Unreal Engine 3, offrendo un character design di tutto rispetto e di apprezzabile impatto visivo anche se avremmo fatto a meno dell’aliasing presente. Come già detto e ribadito più su, uno degli elementi fondamentali e caratteristici di gioco è l’inaudita violenza che si staglia all’interno di un background all’apparenza fiabesco e amorevole. Il titolo vanta dell’implementazione del Real-Time Dynamic Slicing, grazie al quale sarà possibile fare a fette gli avversari, restando comunque in un clima scanzonato e cartonesco che evita volutamente di sfociare nella brutalità di altre produzioni più realistiche. Il Volumetric Liquid System, invece, provvederà a far schizzare sangue ovunque e a creare pozze rosse sparse per il livello dopo aver assassinato interi battaglioni di nemici. Insomma, l’aspetto grafico viene anche impreziosito dalla gestione sempre umoristica e scherzosa degli scontri che si staglia per contro su un backgound limpido e pacifico. É soprattutto questa contraddizione che conferisce originalità e freschezza al titolo.

Il sonoro non impressiona sicuramente, ma si compone di musiche dinamiche che spaziano dalle tonalità classiche al jazz, e che tendono a sottolineare il forte contrasto violenza/humor di cui il gioco si compone. Resta comunque un reparto senza infamia né lode.

Fairytale Fights

Conclusioni

Fairytale Fights è un titolo sicuramente originale, dalle meccaniche tipiche di un hack’n slash inserite, però, in un contesto fiabesco di pura e folle violenza. Il sistema di combattimento è, forse, troppo semplicistico e la scarsezza di obiettivi induce l’azione verso una prematura ripetitività. Il prezzo pieno del titolo, ossia di 59 euro (versione 360 e ps3), mi induce a consigliare a tutti di andar cauti con l’acquisto. Un gioco, insomma, di difficile interpretazione che alterna a spunti interessanti alcune pecche sul versante del gameplay. Una prova diretta sarebbe senz’altro l’ideale prima di procedere all’acquisto. Quanti avessero, invece, la possibilità di giocare il titolo su un Personal Computer potranno sicuramente trovare un ottimo divertimento ad un prezzo molto contenuto. La versione PC costa soltanto 19 euro o poco più.

Emiliano “Orsoraro” Contarino

CI PIACE
  • Idea di fondo originale
  • Colorato
NON CI PIACE
  • Controlli non sempre precisi
  • Ripetitivo
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