Dopo aver proposto con Tekken Dark Resurrection, una delle migliori conversioni Psp, Namco Bandai propone sul portatile Sony, l’altra faccia del fighting su Playstation: Soul Calibur.

Saranno stati in grado i Project Soul di vincere i limiti dell’hardware portatile?

Fendenti tascabili

Per chi fosse rimasto all’oscuro dell’esistenza di questa saga, arrivata oramai al quarto esponente della serie, Soul Calibur è un fighting game diverso dagli altri, perché anziché basare l’azione sulle mazzate corpo a corpo, nude e crude, dota ogni personaggio di un’arma bianca, una compagna tagliente con cui affrontare gli innumerevoli contendenti alla vittoria.

Broken Destiny, è la prima reincarnazione della serie su una console portatile, e più che un capitolo a se stante, com’è avvenuto nel caso di Tekken Dark Resurrection, è molto più corretto parlare di un porting del quarto capitolo.

Questa nuova forma pocket, porta con sé, infatti, molte delle location, degli accessori e dei personaggi, già incontrati in Soul Calibur IV, senza intaccare il fascino degli scontri, e la magia che avvolge questo fantastico universo. Nonostante Broken Destiny abbia dovuto adattarsi alla veste grafica più minuta del portatile Sony, Project Soul è riuscita con successo a trasporre nella maniera migliore la qualità e l’amore per il dettaglio cui noi tutti siamo abituati. Le ambientazioni sono stupende e curate, e lo stesso vale per i personaggi che compongono l’enorme roster. Infatti, nonostante l’incredibile mole di contendenti alla vittoria, e le numerose personalizzazioni, Broken Destiny ci offre sempre splendide animazioni, e un framerate stabile a 60 fps.

Nessuna novità di rilievo per quanto concerne il sonoro, Broken Destiny eredita le liriche, già ascoltate e amate dagli estimatori della saga nel quarto episodio, le quali sono sempre calzanti e adrenaliniche.

Soul Calibur Broken Destiny

Arrivano gli spartani.

Sebbene la serie si sia dovuta adattare ai piccoli abiti portatili, molte delle peculiarità che hanno contribuito a renderla famosa non sono state trascurate; tra di esse non possiamo non annoverare la grandiosità. A porre l’accento sulla maestosità e la fierezza di questo esponente del torneo della spada, l’introduzione di un amatissimo personaggio nel cast già ben fornito di lottatori.

A sostituire i due amatissimi personaggi provenienti dall’universo di Star Wars (Darth Vader e il maestro Yoda), fa la sua comparsa il protagonista di God Of War, lo spartano Kratos, pronto a fendere le carni avversarie con le sue lame. Il famosissimo personaggio, ormai icona dell’universo Playstation, ingaggerà battaglia con la furia a cui ci ha abituato, alternando brutali attacchi ravvicinati, a spettacolari manovre dalla distanza. Kratos, tuttavia, non è l’unico esordiente in quest’epica battaglia, a rimpinguare la lista dei partecipanti si aggiunge anche Dampierre, un baffuto lottatore, dotato di grande flessibilità e abilità con le lame corte. Purtroppo, non c’è dato sapere come queste due apprezzabili aggiunte, abbiano fatto ingresso nell’universo di Soul Calibur, infatti, la dimensione narrativa, che connotava i precedenti esponenti della saga, e si sforzava di dare una certa profondità alla vicenda, e caratterizzazione ai personaggi, in questa nuova edizione tascabile, è pressoché assente. Sebbene la modalità storia in Soul Calibur sia sempre stata ben poca cosa, la presenza di tale modalità senza dubbio giovava alla longevità del titolo, e la sua assenza in quest’ottica è sicuramente sentita.

Altra grande assenza è la modalità torre delle anime, che nel quarto capitolo costituiva il maggior numero di sfide. Nonostante le suddette mancanze, non si può dire che Broken Destiny non abbia le sue carte da giocare; Project Soul in questo nuovo capitolo portatile, infatti, ha introdotto una nuova modalità: “Guanto di sfida”, che oltre a svolgere la funzione di tutorial e insegnarci le meccaniche di gioco, ci propone anche una pseudo-storyline da seguire.

Oltre il guanto di sfida, abbiamo lo scontro rapido, tipico di molti picchiaduro, che ci permette di affrontare gli avversari proposti dalla Cpu, e guadagnarci i loro titoli da guerriero; oppure abbiamo una serie di sfide, che ci propongono diverse condizioni, quali concatenare il maggior numero di combo, o contrattaccare al momento giusto.

Purtroppo, il numero di sfide, rispetto agli standard cui ci ha abituato la serie (specie la sua quarta apparizione), risulta alquanto esiguo, e non è difficile che già dopo breve tempo, il titolo non offra grandi stimoli al giocatore. Fortunatamente, Broken Destiny mantiene una delle features più apprezzate della serie, forse l’unica con la forza di allungare la vita di questo titolo: l’editor personaggi.

Questa celebre opzione, per chi non ne fosse a conoscenza, offre la possibilità di personalizzare i propri combattenti preferiti, ma soprattutto, di comporre l’equipaggiamento e gli accessori, e dare così vita al proprio lottatore. Il guerriero ideato è utilizzabile in tutte le modalità di gioco, come ad esempio la modalità multiplayer, che permette di sfidare i propri amici tramite connessione ad-hoc, e affrontare le creature dei nostri sfidanti.

Soul Calibur Broken Destiny

Conclusioni

Il lavoro fatto dai Project Soul per portare la saga di Soul Calibur sul portatile Sony, è sicuramente apprezzabile. La celebre magia del picchiaduro è stata trasposta con successo, grazie alla riproposizione di features come l’editor dei personaggi, ma soprattutto a un eccellente livello tecnico. La mancanza della modalità storia, e “torre delle anime”, sebbene non intacchino l’anima della serie, riducono decisamente la longevità di un titolo, che purtroppo offre un numero alquanto esiguo di stimoli alla battaglia. L’acquisto di Broken Destiny è sicuramente consigliato, non solo per avere l’occasione di rimettere mano al glorioso guerriero spartano prima del rilascio di God of War III, ma anche per portarsi a casa (e ovunque siate) l’epicità delle battaglie di Soul Calibur a un prezzo consigliato davvero speciale (29.99 ‘)

CI PIACE
  • Prezzo ridotto
  • Tecnicamente ottimo
  • Kratos
NON CI PIACE
  • Non longevo
  • Mancanza di una storyline
8Cyberludus.com
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