Ci sono generi e atmosfere che difficilmente passano di moda. Il picchiaduro a scorrimento, che gli esperti chiamano hack and slash, è uno di questi, vuoi per i comandi solitamente di semplice apprendimento che consentono a lungo andare una certa profondità di gameplay. Aggiungiamoci che l’antica Roma, tutt’oggi, è tra le location più gettonate e avremo un potenziale successo. Già, potenziale, visto che già all’epoca della prima uscita su PS2 questo titolo non riscosse un buon successo, nonostante il gioco fosse di discreta qualità. Ora, cavalcando l’onda degli adattamenti a basso prezzo (e costo), ecco arrivare “Rygar: Battle of Argus” adattato ai comandi del Wii. Ennesimo adattamento dozzinale o un lavoro minuzioso svolto con cura? Scopriamo assieme.

Un viaggio nell’antichità mitologica

Indosseremo i panni di Rygar, un gladiatore residente nell’isola Argus facente parte del glorioso e (all’epoca) florido Impero Romano.

Un giorno, però, l’equilibrio si rompe, i maligni Titani cominciano a seminare la morte e la bella Harmonia viene rapita. Con l’aiuto degli Dei e del Diskarmor, un potente scudo in grado anche di danneggiare i nemici, il nostro dovrà rimettere le cose a posto. Sicuramente non è la premessa più originale mai sentita ma il fascino dell’ambientazione può aiutare quantomeno a immedesimarci nel personaggio.

Rygar: The Battle of Argus

Anche il gameplay è antico

Appena inizierà la nostra avventura noteremo subito che il nostro Rygar accusa qualche problemino di movenze e agilità.

Legnoso, se non granitico, il gladiatore appare piuttosto vincolato anche in fase di combattimento. Solo due attacchi a disposizioni, affidati ai tasti A e B (o agli scomodi 1 e 2) del Wiimote, mentre sul Nunchuk troveremo il tasto di parata C e il tasto di salto con Z. Non proprio una prospettiva entusiastica se poi pensiamo che il gioco, come consuetudine dell’epoca, è interamente pensato con inquadrature fisse, cosa che ci fa credere che ci sia ben poco da stare allegri.

Capiterà spesso, anche per la non sempre lungimirante posizione delle telecamere, che “torneremo indietro” all’inquadratura precedente.

La prospettiva cambierà e quello che sarà davanti a noi spesso potrebbe diventare indietro, con conseguente passo falso. Questo potrebbe risultare pericoloso nei combattimenti ma, “grazie” a un’intelligenza artificiale non propriamente agguerrita e una monotonia globale dei nemici, non avremo mai grossissimi problemi.

Anche gli scontri con i boss, spesso piuttosto grandi, non richiederanno grandissimi sforzi, portando presto la noia a regnare sovrana. In parziale soccorso avremo una buona parte dei livelli esplorabili e interattivi, ma questo non basta a salvare la giocabilità, nettamente insufficiente. In ogni caso, non è corretto imputare la colpa agli sviluppatori visto che il loro incarico era di creare un port, quindi una conversione dell’originale titolo per PS2, cosa che di certo ha dato poca “mano libera” per intervenire nei punti focali. Rising Star Games ha svolto un discreto lavoro, visto il materiale di partenza, e del resto un adattamento ai comandi motori (legati solo a alcune combo) avrebbe solo potuto peggiorare ulteriormente la situazione. Ultima nota, Rygar potrà potenziarsi trovando oggetti durante la sua strada, il più delle volte rompendone altrettanti oppure sconfiggendo nemici, ma, purtroppo, la crescita del personaggio si limita a una raccolta di punti esperienza “invisibili” che non richiedono di essere gestiti o distribuiti dal giocatore. Un vero peccato.

Graficamente arcaico

Il discorso fatto per il gameplay, dove comunque il fattore “classicismo” potrebbe alleviare il dolore, non può valere per quanto riguarda il lato prettamente tecnico. Il gioco, che si presentava in modo piacevole nell’ormai lontano 2002, risulta a dir poco obsoleto al giorno d’oggi. Rispetto alla prima edizione non è cambiato quasi nulla, l’unica aggiunta significativa è data dalle cut-scene narrative completamente rivisitate e nient’altro.

Questo fa si che ci si trovi difronte a un titolo che, su una PS2 di prima generazione, poteva sicuramente far valere le proprie ragioni, ma su un hardware nettamente superiore fa una figura poco dignitosa.

Il level design originale e artistico salva il salvabile, rendendo almeno un po’ gradevole il contorno, ma la ripetitività dei nemici e la piattezza generale delle texture sono il colpo di grazia. La discreta interazione e un buon effetto dell’acqua risultano davvero risibili rispetto ai grandi limiti dell’epoca in cui il gioco è nato. Non sono state apportate modifiche al formato dell’immagine, che quindi non supporta i 16:9. Il sonoro, senza infamia e senza lode, si fa forte di un buon doppiaggio e di alcune musiche riuscite, seppur abbastanza banali.

Rygar: The Battle of Argus

Longevità e dubbi

Una volta finito lo Story Mode potremo cimentarci nella Modalità Gladiatore, che ci metterà a disposizione una serie di trenta livelli in cui sopravvivere nell’arena contro i mostri di turno. Non è il massimo degli extra possibili ma è meglio di niente e, quantomeno, potrebbe sopperire alla monotonia dell’avventura.

Non sono previste modalità multi giocatore di nessun genere, purtroppo. La domanda è sempre la stessa: non sarebbe convenuto creare un capitolo ad hoc in modo da sfruttare meglio tutte le caratteristiche del Wii, sia tecniche che di controllo, senza dover scomodare un vecchio gioco, nemmeno così indimenticabile? La risposta è negativa, come il risultato del resto, che riesce nella difficile impresa di rovinare un classico per NES e Arcade di oltre 20 anni fa.

Rygar: The Battle of Argus

Conclusioni

Purtroppo Rygar non riesce a raggiungere la sufficienza. Nonostante la buona ambientazione e il potenziale divertimento, il titolo Tecmo viene schiacciato dal peso degli anni e dei difetti congeniti delle produzioni action di circa dieci anni fa. Dalla meccanicità dei movimenti alle telecamere fisse, il gameplay darà non pochi problemi e se aggiungiamo una ripetitività precoce e una realizzazione tecnica obsoleta anche per l’hardware PS2, avrete presto il quadro della situazione. Visto il prezzo budget, unico punto di forza del titolo, potreste anche farci un pensierino, sempre se amate gli action di questo genere e siete disposti a accettare una monotonia senza tregua e una realizzazione tecnica oggi improponibile.

Mikhail “MIK64” Vadalà

CI PIACE
  • Prezzo budget
  • Inizialmente divertente…
  • Modalità Gladiatore come extra
NON CI PIACE
  • è presto ripetitivo e meccanico
  • Graficamente ancestrale
  • Telecamera problematica
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