Solo nel 2007 ci avevano già deliziato con il discreto Battlestation Midway , che ebbe il merito di esplorare un periodo storico esageratamente sfruttato (quello della seconda Guerra Mondiale) da un punto di vista quasi completamente inedito: quello della marina e dell’aviazione militare americana.

Gli studi ungheresi di Eidos ci riprovano anche quest’anno con Battlestation Pacific, il diretto seguito del predecessore che mira ad espandere e a completare ulteriormente l’esperienza tutto sommato positiva del primo episodio. Anzi, la raddoppia: si potrà scegliere di prender parte sia alla campagna americana che a quella giapponese con la possibilità, dunque, di ribaltare le sorti sul campo di battaglia, scritte e sancite sui libri di storia.

Battlestations Pacific

FONDERE AZIONE E STRATEGIA PER DISTINGUERSI

Battlestation Pacific è un titolo autenticamente ibrido che fonde, nel suo essere, due generi molto differenti ma altrettanto amati dai giocatori: l’azione con poca velleità simulativa e la strategia in tempo reale.

Ciò che lo differisce dai suoi diretti concorrenti (Hawx, Ace Combat, Blazing Angels) è la possibilità di prendere il controllo di una qualsiasi delle unità a disposizione della flotta americana. In questo ultimo capitolo, in aggiunta, si ha la possibilità di difendere la fazione giapponese con la possibilità, quindi, di riscrivere la storia dell’Oceano Pacifico durante l’ultimo conflitto mondiale.

Stiamo parlando, quindi, di un vero imbarazzo della scelta, che conta più cento veicoli militari diversi: incrociatori, torpediniere, caccia, bombardieri, navi di scorta, corazzate e i tristemente famosi “Ohka” guidati dai Kamikaze.

Battlestation Pacific si presenta sugli scaffali carico di buoni propositi e gli ammiratori della serie lo vedranno subito.

Al di là dell’ottimo lavoro grafico, ricco di dettagli, orpelli, effetti speciali e inquadrature degne dei migliori film d’azione, si nota facilmente la presenza di più check-point che in passato.

Questi sono più numerosi e garantiscono una migliore predisposizione ad affrontare, anche più d’una volta, le missioni che, sebbene all’inizio offrano un grado di sfida sempre maggiore, ad un certo punto sembreranno realmente impossibili da portare a termine a causa di uno sbilanciamento evidente tra le forze in campo. Le missioni sono più numerose che in passato e sono, in totale, ventotto: quattordici per la fazione americana e quattordici per la fazione nipponica.

Battlestations Pacific

RIVIVERE LA STORIA O RISCRIVERLA

Che l’ultima fatica di Eidos fosse il seguito di Battlestations Midway si poteva intuire, soprattutto mettendo mano alla campagna americana che riprende proprio dalla vittoria di Midway e mira a portare il fronte fino ad Okinawa.

Quello che sorprende è la possibilità di entrare a far parte, come accennato in precedenza, dell’esercito nipponico e di ribaltare le sorti del conflitto per un finale del tutto inedito. Questo garantisce una vasta gamma di veicoli d’aviazione, di navigazione e sommergibili, per una varietà di gioco davvero rara: potremo infatti pilotarli tutti.

Ma al di là dei meri miglioramenti attuati, frutto anche delle critiche piovute dagli appassionati delusi e desiderosi di un’esperienza migliore della precedente, grandi sforzi sono stati dedicati alla parte strategica del titolo.

Con la semplice pressione di un tasto si accederà alla modalità tattica, in cui una grande mappa dell’area e le icone stilizzate delle unità saranno padrone dello schermo. Da qui potremo coordinare nel migliore dei modi tutti i mezzi del nostro esercito e attuare raffinate tattiche di guerra.

Tuttavia bisogna segnalare che, il già citato sbilanciamento, potrebbe suscitare nei più raffinati strateghi una certa insofferenza. Deve essere veramente frustrante veder spazzato via tutto il reggimento d’aviazione per colpa di una contraerea talmente efficace da risultare imbarazzante anche per gli esperti d’armi dell’epoca.

Un plauso va fatto sulla modalità multigiocatore online, che prevede partite in internet o Xbox Live o partite in rete locale “system link”. Ad attendere i giocatori saranno più di cento scenari bellici disseminati in tutto il pacifico, il numero massimo di giocatori in una mappa è fissato ad otto, ma avendo tutti un piccolo contingente da comandare, l’effetto sarà quello di una battaglia su vasta scala. L’unico svantaggio è quello dell’utente occasionale o di quello che non ha sbloccato i pezzi più potenti a disposizione: sarà davvero terribile essere spazzati via dai più potenti incrociatori in circolazione, senza altro da affrontarli che le unità di base.

Battlestations Pacific

LA GUERRA PUO’ ESSERE PIU’ DIFFICILE DI QUANTO LO SIA GIA’

Al di là di un primo impatto molto positivo e una modalità strategica di facile fruizione, i nodi che vengono, immancabilmente, al pettine, riguardano il già citato sbilanciamento delle unità, molto poco verosimile e altri aspetti che oseremmo definire di vitale importanza.

Prima di ogni cosa, il sistema di controllo sembra concepito per essere usato tramite joypad, questo dettaglio potrebbe mettere in difficoltà gli utenti dotati di personal computer, a causa di una mappatura di comandi non sempre comoda e intuitiva.

D’altro canto, il sistema di puntamento affidato all’utilizzo del mouse risulta esponenzialmente migliore rispetto alla controparte console. Il sistema di mira, quindi, entra in sinergia con il raffinato sistema di collisioni offerto dal gioco. In altre parole se prenderemo di mira il serbatoio o i motori delle navi o degli aerei, le conseguenze saranno ben visibili e ben più tragiche.

Vista la natura del gioco – palesemente ibrida e a cavallo tra un titolo d’azione e uno di strategia in tempo reale – capiterà di immergersi fin troppo nelle sessioni d’azione trascurando la parte tattica. Niente paura: ogni comando può essere impartito anche dalla visuale “soggettiva”. Sullo schermo saranno sempre a vista gli ordini da impartire ai propri compagni di schiera. Potremo decidere di aumentare l’intensità dell’offensiva o di ripiegare sulla difensiva e attivare altre manovre. Il sistema convince solo a metà, data la sostanziale difficoltà (soprattutto su Pc) di abbandonare i comandi del pilota per dedicare dei secondi preziosi alla guida dell’esercito.

Degno di nota è i l comparto sonoro, confezionato ad arte e corredato da una localizzazione in italiano dignitosa ma, al contempo senza alcunché di miracoloso: per alcuni il doppiaggio “da cartone animato” potrebbe stonare con l’epica e la tragicità della guerra, altri potrebbero essere piacevolmente colpiti. Altra nota di merito sono le scene di intermezzo, altamente cinematografiche e di fattura davvero buona.

Conclusioni

Battlestations Pacific è un gioco ibrido, a metà strada tra l’azione pura e la strategia in tempo reale raffinata. Come ogni esperimento di tal fatta, il risultato finale è un concentrato di pensieri contrastanti. Il gioco, in sé, è davvero molto godibile, divertente e ben fatto. Peccato per l’intelligenza artificiale esageratamente ostica e il sistema di controllo “sul campo” troppo macchinoso per essere lodato. E’ un titolo da consigliare a tutti gli amanti delle “novità” di settore, visto che un gioco del genere è più unico che raro. Tutti gli altri dovrebbero almeno provare una demo per essere veramente convinti dall’acquisto. Non da comprare ad occhi chiusi, quindi, ma da provare assolutamente: potrebbe regalare qualche piacevole sorpresa.

Antonio “Aurenar” Patti

CI PIACE
  • Visivamente molto gratificante
  • Centinaia di veicoli da pilotare
  • Multiplayer ben fatto
NON CI PIACE
  • Sistema di controllo imperfetto
  • Sbilanciamento delle unità sia in singolo che in multigiocatore
  • La strategia può non piacere a tutti
Conclusioni

Battlestations Pacific è un gioco ibrido, a metà strada tra l’azione pura e la strategia in tempo reale raffinata. Come ogni esperimento di tal fatta, il risultato finale è un concentrato di pensieri contrastanti. Il gioco, in sé, è davvero molto godibile, divertente e ben fatto. Peccato per l’intelligenza artificiale esageratamente ostica e il sistema di controllo “sul campo” troppo macchinoso per essere lodato.

7Cyberludus.com
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