Una ladra poco scaltra, un mago tanto pigro quanto donnaiolo ed un guerriero panzone a caccia di qualche emozione per uscire dall’ordinario si ritrovano – contro la propria volontà – legati a doppio filo da un artefatto chiamato “Trine” (che in italiano significa “triade”). Questo gruppo di incapaci dovrà unire le proprie forze e giocare un ruolo molto importante: compiere una profezia e liberare il regno dall’oppressione di un’armata di non-morti.

L’ORIGINALITA’ STA NELLA TRADIZIONE

“Trine” si presenta così, con un’ introduzione affidata ad una voce narrante, che sfoglia un libro e che accompagna le gesta del giocatore/personaggio. Già dai primi momenti di gioco si respira aria d’altri tempi: i tempi dei mitici platform a due dimensioni, come Super Mario Bros e Sonic. L’aria però non è quella chiusa e stantia di un sarcofago aperto dopo anni, bensì fresca e pura, come i fondali a tre dimensioni e densi di dettagli che ci accompagneranno per tutta l’avventura.

Le animazioni dei personaggi e dei nemici sono ben curate e, in generale, tutta l’opera dei Frozenbyte è caratterizzata da una fattura di ottima qualità. Nonostante l’impostazione di gioco estremamente classica, unita ad una storia altrettanto tradizionale, “Trine” si distingue dalla massa di titoli indipendenti proprio per queste peculiarità, che balzano fin da subito all’attenzione di chi gioca.

AGILITA’, EVOCAZIONE, FORZA BRUTA ED UNA FISICA PRESSOCHE’ PERFETTA

Al di là della realizzazione grafica di sfondi, personaggi e nemici, contornati da una “palette” di colori davvero azzeccata, quello che colpisce del titolo è la gestione della fisica, affidata alle routine del software “PhysX”. Sarà emozionante e coinvolgente alzare lo scudo e parare delle travi che precipitano sulla testa del guerriero, oppure usare la telecinesi del mago per spostare con il tempo giusto alcune piattaforme semoventi. Tutto è al posto giusto e al momento giusto. Certo, a volte il sistema di controllo fa cilecca e alcuni balzi saranno, immancabilmente, fuori misura, ma a parte questo bisogna segnalare che veri e propri difetti di programmazione, in “Trine”, non se ne vedono.

Il sistema di controllo appena accennato consiste nel sistema direzionale, affidato alla mano sinistra, e al sistema di puntamento, affidato alla mano destra (e alla corrispondente levetta analogica o all’uso del mouse). Quale che sia la piattaforma di gioco, grazie alla fisica e alla programmazione certosina, sarà veramente soddisfacente il senso di possanza e potenza generato dagli attacchi all’arma bianca del cavaliere; dalle frecce scoccate dalla ladra, senza dimenticare gli incantesimi del mago. Questi sarà capace di evocare oggetti per sbloccare meccanismi che precludono l’avanzamento nei livelli, o per raggiungere zone altrimenti inaccessibili.

IN UN REGNO FANTASY PUO’ AGIRE UNA SOLA REGOLA: QUELLA DEL GDR.

Dire che “Trine” è un concentrato di luoghi comuni del mondo dei videogiochi suona eufemistico. Partiamo da un classico reame fantasy, proseguiamo con una “armata delle tenebre” e concludiamo controllando – alternandoli a piacimento – tre esponenti di altrettante classi tipiche del gioco di ruolo. La presenza di punti esperienza e la possibilità di scegliere quali abilità sviluppare, di ciascun personaggio, non sorprende. Quello che sorprende è il “tipo” di punti esperienza, rappresentato dalla presenza di ampolle verdi che vengono rilasciate dai nemici abbattuti ma che risiedono, in aggiunta, in luoghi apparentemente irraggiungibili, lungo i livelli che andremo ad esplorare (rigorosamente da sinistra verso destra, con qualche licenza per andare un po’ in alto o in basso).

Una delle sfide più stimolanti sarà proprio quella di sviluppare capacità tali, che possano aiutare i personaggi a raggiungere le agognate ampolle dell’esperienza. Invece di sviluppare la palla di fuoco del mago, per intenderci, potremo sviluppare le capacità telecinetiche o d’evocazione, per creare una scalinata e così raggiungere l’agognata fonte di saggezza.

Il sonoro si attesta su livelli discreti; un lavoro ben fatto; musiche azzeccate ed una voce narrante che unisce tragicità ed ironia nella giusta misura, per ricordarci che la storia di “Trine” è tutt’altro che tragica o triste.

Conclusioni

“Trine” è un platform completamente a tre dimensioni, ma si sviluppa in modo orizzontale, nel rispetto dei più grandi classici del genere. E’ semplice, intuitivo ed offre delle meccaniche abbastanza raffinate. Gli unici difetti che ci sentiamo di rivelare sono l’eccessiva linearità, unita a facilità e rapidità nel portare a termine i quindici livelli di gioco. Per tutto il resto è un gioco veramente ben fatto, più unico che raro, specialmente in un panorama troppo affollato di cloni e di titoli senza carisma e personalità. “Trine” ha sia l’una che l’altra e ne ha da vendere: vorremmo che tutti i giochi fossero così, divertenti e ben fatti. Lo consigliamo a tutti, ad occhi chiusi.

Antonio “Aurenar” Patti

CI PIACE
  • Tecnicamente ben fatto
  • La fisica è ben implementata
  • Rapporto qualità/prezzo interessante
NON CI PIACE
  • Troppo lineare
  • Legato ad una concezione ?antica? di platform
  • Di breve durata
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