Epico, leggendario, vasto. Sulla carta “Loki”, hack’ n’slash della Cyanide Studio, avrebbe dovuto offrire questo. Se gli aggettivi epico e leggendario fossero riferiti esclusivamente all’ambientazione allora ci troveremmo d’accordo con quanto scritto sulla confezione di questo gioco.
Diversamente, possiamo fin da ora affermare che di epico e leggendario c’è davvero poco. Ma andiamo con ordine.
“Loki” è un gdr action che ricorda Titan Quest, con il quale ci saranno alcune similitudini (ma solo alcune, ndr.) soprattutto in alcuni tratti, e personaggi, dell’ambientazione, o dei vari Sacred e Diablo.

GRECA, AZTECA, NORRENA ED EGIZIA: LA MITOLOGIA SI FA IN QUATTRO

Di leggendario ed epico, intanto, ci sono le quattro mitologie presenti in “Loki”. Ognuna di esse offre una vasta ambientazione e “partorisce” un personaggio di gioco selezionabile. Sono quattro, infatti, le classi a disposizione del giocatore. Classi predefinite ma ampiamente personalizzabili nel corso dell’evolversi con l’unico limite del 200? livello.

Le scelta, dunque, potrà cadere sul barbaro norreno, sul mago egizio, sulla guerriera greca o sullo sciamano azteca. Come si intuisce, sono presenti i personaggi più comuni che un hack’ n’slash debba avere: il tanker potente, una guerriera meno forte fisicamente ma agile, un ibrido che sa usare la spada e la magia, ed un potentissimo mago che però, come scotto iniziale, soffre parecchio per farsi strada soprattutto nelle prime fasi della trama.

Una volta scelto il personaggio si comincia l’avventura che conduce un comune essere umano a sfidare gli dei. Quest’ultimi, nel frattempo, hanno un grosso problema: un tradimento tra le loro fila ha portato lo scompiglio nella loro dimensione e questo si sta ripercuotendo anche sul mondo terreno.

La speranza per l’umanità è quella di trovare un uomo, o una donna, di buona volontà che sfidi la sorte e che sconfigga tutti i nemici sul suo cammino. Impresa epica, e qui l’aggettivo è azzeccato, perché muoversi attraverso un’innumerevole quantità di mappe, letteralmente invase da nemici armati fino ai denti, risolvere le numerosissime quest e portare l’ordine tra gli dei non è per niente facile. Tutt’altro.

AFFRONTARE LE LEGGENDE E RIPORTARE L’ORDINE

“Loki”, come detto, permette di viaggiare attraverso quattro grandi mitologie famose. Selezionando il personaggio si comincia l’avventura dalla località d’origine. Il barbaro norreno parte da uno sperduto villaggio vichingo, la guerriera greca da una località della antica Grecia e così via. Un punto a favore della produzione Cyanide è quello della grandissima estensione delle quattro sessioni e le tante cose da fare in ognuna di essa.

Si può combattere al fianco di Odino, ad esempio, per sconfiggere il grande lupo Fenrir quando si raggiunge il Nord Europa, oppure, tanto per fare alcuni esempi, affrontare i minotauri nell’antica Grecia. E’interessante, notare, come la trama si infittisca e diventi sempre più ricca di interrogativi. Altro punto a favore di “Loki” è la presenza di un’altra piacevole novità: quando si finisce il gioco a livello umano, si può ripartire dall’inizio al livello di difficoltà successivo ma con una trama differente: sono presenti le stesse missioni e subquest da compiere ma il tutto è arricchito da altre quest che aumentano lo spessore della trama principale.

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ABILITA’, ARMI, OGGETI RARI ED UNICI, I VERI TESORI DI LOKI

Come ogni gdr action che si rispetti, anche in “Loki” la cura del personaggio è fondamentale. Una volta scelta la classe è indispensabile plasmare il personaggio a seconda delle sue caratteristiche peculiari. Facile intuire che per avere un barbaro norreno devastante si debba aumentare principalmente la caratteristica della forza o, in caso dello stregone egizio, ad esempio, si debba puntare tutto sull’intelligenza. In aiuto, nel corso della vastissima avventura, ci sono i tantissimi oggetti disponibili dopo alcuni combattimenti. Senza contare i vari mercanti e la possibilità di trovare anche rarità, o armi ed armature uniche, come il martello di Thor o l’armatura di Achille… di oggetti unici ne sono annunciati addirittura più di 500 e riuscire a completare un set è un’impresa nell’impresa che si chiude definitivamente concludendo il gioco all’ultimo grado di difficoltà.

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GLI DEI CI PROTEGGONO… E CI INSEGANO…

Ogni personaggio ha le sue abilità fisiche: Forza, Intelligenza, Destrezza, Costituzione, eccetera eccetera… ma ha anche l’albero delle abilità. Quest’ultime, contrariamente a quanto accade in altri giochi, non sono sbloccate dai punti esperienza, ma dai punti “fede”. In ogni combattimento affrontato, infatti, oltre ad aver elargiti i classici punti esperienza per passare di livello, si acquisiscono anche i punti fede che permettono di sbloccare, e, o, migliorare abilità passive o attacchi speciali in grado di aggiungere ulteriori danni, sia fisici, che magici, a quelli degli attacchi standard o di donarci particolari caratteristiche per pochi secondi come la protezione da un determinato elemento.

Ognuno dei protagonisti ha tre dei della propria mitologia che vegliano su di lui. Il barbaro ha Thor, Odino e Tyr, ognuno di essi è legato ad un albero delle abilità. Stesso discorso vale per gli altri tre personaggi. Il gioco conta oltre 200 tipi di abilità differenti. All’inizio si è devoti di una sola divinità ma durante il corso del gioco si può andare a pregare ed a fare un’offerta in monete doro all’altare della fede per poter scegliere la protezione di un altro fra i tre dei che vigiliano sull’avatar del giocatore. Questo è utile per sbloccare gli altri alberi delle abilità ed aggiungere nuove caratteristiche. E’ possibile, inoltre, pagare una certa cifra (più alto è il livello, più esosa è la richiesta economica da soddisfare) per poter azzerare i punti fede e rimodularli nelle varie abilità.

LA GRAFICA E’ DA RIVEDERE, LE MUSICHE SONO SUFFICIENTI, LA TECNICA LASCIA A DESIDERARE

La vera nota dolente di “Loki”, però, risiede nel comparto tecnico. Soprattutto in quello visivo. Ed è un vero peccato. Con grande rammarico, infatti, le buone idee sviluppate nella trama, nella gestione del pg, e delle sue abilità, vengono travolte da una realizzazione tecnica quantomeno discutibile.

Graficamente parlando, il gioco pur non essendo impossibile, risulta scattoso, e la telecamera estremamente imprecisa. Capita spesso e volentieri di imbattersi anche in qualche bug anche durante il combattimento.

Peccato, perché sulla carta “Loki” avrebbe potuto avere miglior successo. I dettagli della grafica sono scadenti anche se visivamente sono presenti alcune ambientazioni e nemici fatti davvero bene. Tuttavia, risultano ingiustificati i bug, la scarsa intelligenza artificiale e la scattosità dell’azione che rovina gran parte della giocabilità. Per dirla tutta: in certe fasi è meglio che il personaggio rimanga fermo anziché in movimento per non vedere il motore grafico in azione. Inspiegabile anche la scelta delle mappe chiuse come accadeva 9 anni or sono per “Diablo II”. Ma all’epoca era giustificabile: l’hardware non permetteva di andare oltre. Invece, in “Loki”, ogni singola mappa viene caricata e con tempi d’attesa stranamente lunghi. Inspiegabile ai nostri giorni. E poco serve ricordare che il gioco è datato 2007… anche due anni fa una cosa del genere era inammissibile. Ancor più che la concorrenza rappresentata da “Titan Quest”, uscito l’anno prima e addirittura quella di “Dungeon Siege” (che risale al 2002), è praticamente esente, quasi del tutto, da questo difetto.

La musica non riesce a fare il suo dovere fino in fondo, mentre gli effetti sonori seppur graziosi sono ormai nello standard.

Tecnicamente, in soldoni, “Loki” offre ben poco rispetto agli altri. E queste gravi pecche tecniche minano la longevità. In alcuni punti, infatti, diventa frustrante la mancanza di una visuale non precisa e di alcune tonnellate di frames mancanti.

Conclusioni

“Loki”, il controverso, “Loki”, pur con le sue disfunzioni tecniche non è un titolo da disprezzare. Certo, non è nemmeno paragonabile a livello di realizzazione ad un “Titan Quest”, né ha il fascino dei due “Diablo”, o l’immediatezza dei “Sacred”. C’è, però del buono in lui rappresentato dalla gestione del personaggio che mostra qualche lieve novità rispetto ad altri titoli similari, buona anche la vastità ed il numero delle mappe a nostra disposizione, trama più che apprezzabile anche se non da premio Oscar e tante cose da fare sono i punti forti del titolo Cyanide che però di leggendario non ha nulla.

Edoardo Ullo

CI PIACE

Elevato numero di Quest
Trama stuzzicante
Gestione del personaggio gradevole

NON CI PIACE

Realizzazione tecnica scadente
Poco innovativo
Troppi bug rovinano la giocabilità e la longevità
Ripetitivo

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