Ghostbuster: The videogame

Dalle ceneri

Esistono titoli, nel mondo del cinema come in quello dei videogiochi, il cui nome è sufficiente per destare interesse: franchise che hanno letteralmente scritto (o riscritto) la storia di un genere. E’ questo il caso di “Ghostbusters”, il geniale mix tra commedia ed action movie che nel 1984 vide assieme sullo schermo Bill Murray e Dan Aykroyd, in quello che tutt’oggi è un cult. Le due pellicole uscite erano incentrate sulle avventure di quattro ragazzi squattrinati che come professione acchiappavano fantasmi. Attraverso bizzarri strumenti fantascientifici imprigionavano gli spettri che infestavano la Grande Mela. Il mito sta per tornare sugli schermi, non sotto forma di terzo film, ma nelle vesti di uno scoppiettante videogioco. La produzione Terminal Reality, prima sotto l’ala protettrice di Vivendi Interactive, è passata -in seguito alla fusione con Activision- ad ATARI, che ha creduto fino in fondo nel progetto e lo ha presentato alla stampa in occasione dell’ATARI Live 2008. Inizialmente pronto per l’uscita e successivamente bloccato “Ghostbuster:The videogame” rinasce dalle ceneri, pronto a regalare divertimento e risate agli appassionati di avventure condite con una punta di comicità.

Il mestiere dell’acchiappafantasmi

Cronologicamente il titolo si colloca due anni dopo il secondo film. New York è di nuovo in pericolo e i fantasmi sono tornati a terrorizzare la quotidianità dei suoi abitanti. Riappaiono i veterani Peter Venkman, Raymond “Ray” Stanz, Winston Zeddemore ed Egon Spangler, ma il giocatore vestirà i panni di una nuova recluta, un apprendista chiamato a testare i nuovi gadget ideati dalla squadra. Non si possono dunque impersonare gli originali protagonisti del brand; tuttavia essi faranno parte integrante della sceneggiatura e, a detta degli sviluppatori, non mancheranno umorismo e risate, senza dimenticare qualche spavento, provocato dai fantasmi più burloni e pestiferi. Il team non si è sbilanciato sui dettagli intorno alla trama ma è certo che il gioco abbonderà di citazioni e scene classiche che hanno reso celebre la saga cinematografica, come le sezioni di gioco all’interno della biblioteca e nel ristorante, luoghi che tutti gli appassionati ricorderanno con piacere.

La fisica è tutto

Tecnicamente parlando, Ghostbusters si presenta piùttosto bene. I modelli poligonali dei protagonisti sono credibili e ben dettagliati, mostrando ottime espressioni facciali e buone caratterizzazioni nell’abbigliamento. Le animazioni risultano fluide e credibili ma si riscontrano evidenti problemi nella gestione delle collisioni che sfociano non solo in compenetrazioni poligonali varie ma anche, e soprattutto, nella sensazione di totale mancanza d’aderenza tra terreno e piedi dei protagonisti, evidenziata, ad esempio, nella salita o discesa da gradini. Fortunatamente un’interazione ambientale di tutto rispetto, gestita da un motore fisico all’altezza di questa generazione, riesce a distogliere lo sguardo dai difetti sopraelencati. Interessante la realizzazione degli zaini protonici: curati in ogni minimo dettaglio, reagiscono alle azioni di gioco: ad ogni cambiamento d’arma, per esempio, corrisponderanno luci di diverso colore e in diverse posizioni, mentre il raffreddamento farà scattare un’animazione dedicata. Discreti gli effetti particellari, incapaci di mostrare quella consistenza a cui aspirano i titoli di ultima generazione. Inoltre gli scenari non sono sempre all’altezza a causa di un comparto texture e shader non troppo soddisfacente, almeno per quanto mostrato nella demo giocabile. Del comparto audio si è potuto apprezzare poco e niente. Mancano ancora diversi mesi alla data d’uscita del gioco perciò gli sviluppatori avranno la possibilità di limare le imperfezioni ed aggiungere più qualità a un comparto tecnico che, potenzialmente, dovrebbe essere sfruttato a dovere.

Mai incrociare i flussi

Per ciò che concerne il gameplay, “Ghostbusters” si colloca come uno shooter in terza persona con meccaniche molto simili a “Gears of War”,condito da alcuni elementi investigativi. Al giocatore verrà chiesto, in primis, di analizzare l’area in cui sarà chiamato ad intervenire per localizzare eventuali segni d’attività ectoplasmica grazie a due fondamentali strumenti: lo scanner utilizzato nel film da Egon e Ray ed un visore in grado di rivelare le tracce lasciate dalle entità paranormali. Seguendo, stanza dopo stanza, le indicazioni delle sofisticate apparecchiature faranno la loro comparsa dispettosissimi fantasmi e semplici enigmi: abbattere i primi e risolvere i secondi richiederà spesso un sapiente uso delle nuove modifiche apportate agli zaini protonici. Oltre al classico flusso il protagonista si ritroverà tra le mani un’arma di tutto rispetto in grado di sparare in diverse modalità(attivabili tramite pressione del pad) tra le quali qualcosa di molto simile al fuoco di un fucile a pompa ed una sorta di liana elastica in grado di aiutarci a risolvere qualche puzzle legato alla fisica ambientale. I fantasmi, anziché essere catturati ed intrappolati verranno disintegrati. Un ruolo fondamentale svolgerà l’intelligenza artificiale visto e considerato che i compagni feriti andranno “recuperati” e altrettanto dovranno fare loro col giocatore. Nonostante la discreta varietà di situazioni creata da enigmi, che chiederanno lo spostamento di oggetti o il collegamento degli stessi, boss e mini-boss, la cui sconfitta richiederà un pizzico d’astuzia, “Ghostbuster: The Videogame” sembra presentare una linearità fortemente demarcata. Il team di sviluppo ha inserito alcune feature collaterali atte a spezzare leggermente la monotonia: la possibilità di effettuare continui upgrade all’equipaggiamento ed all’ufficio/base operativa degli Acchiappafantasmi, utilizzando i soldi guadagnati in seguito a ciascun incarico. Ultima, ma non per questo meno importante, la modalità online, che sarà limitata alle sfide competitive.

Conclusioni

Di “Ghostbuster: The Videogame” si è visto davvero troppo poco per dare un giudizio completo ed una decina di minuti di gameplay non sono sufficienti per farsi idee chiare. Il titolo, in ogni caso, ha dalla sua un buon comparto tecnico, qualche idea interessante (oltre all’incognita del multiplayer) e un brand fortissimo. Nonostante l’aspetto da tie-in e alcune ombre per quanto riguarda la giocabilità sulle quali far luce, è indubbio che i punti di forza ci sono e sono anche numerosi. Per il resto bisogna incrociare le dita, sperando in una varietà notevole di missioni e in una I.A. all’altezza. Comunque vada, presto si tornerà a caccia di ectoplasma con i fucili protonici: gli acchiappafantasmi stanno arrivando.

Marco Delle Fave

Articolo precedenteWanted: Weapons of Fate
Prossimo articoloNinja Gaiden II in arrivo su Playstation 3
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.