Disney-Pixar è ormai diventata la miglior casa di produzione cinematografica specializzata in “Computer Generated Imagery” (CGI). Il team di lavoratori giovani e preparatissimi ci stupiscono sempre con grafica, effetti speciali, musiche e luci usando (oltre a molto talento e dedizione) il motore di rendering di loro creazione RenderMan. Dal primo cortometraggio “Juxo Junior” del 1986 ad oggi ci sono stati cambiamenti davvero significativi che hanno trasformato i film Pixar in veri e propri capolavori di tecnica e creatività. Wall-E , realizzato in collaborazione con Disney Pictures (binomio vincente già sperimentato in altri celebri lungometraggi), è ora nelle sale cinematografiche, oltre a raccontarci una storia impegnata nel sociale, presenta moltissime innovazioni che confermano la casa di produzione 3d di Emeryville la migliore mai esistita.

Wall-E l’ultimo robottino rimasto sulla Terra con l’incarico di compattare rifiuti, passa intere giornate tra lavoro e nostalgia dei vecchi e semplici valori insieme ad un insettino. Tutti gli umani, che sono scappati dal vecchio pianeta sudicio, vivono da anni su una nave/crociera spaziale ormai ridotti allo stato di larve consumatrici e superficiali. Eve, tecnologica e moderna robottina verrà inviata sulla Terra con il compito di trovare una pianta che abbia compiuto interamente il processo di fotosintesi clorofilliana. Tra le due intelligenze artificiali nascerà una storia d’amore sostenuta nel film da tematiche come l’ecologia e la società dei consumi ma anche da un team di robot svitati che renderanno il racconto estremamente simpatico! La prima parte di Wall-E è quasi totalmente muta, lo spettatore viene informato di quello che sta succedendo tramite il solo racconto audio-visivo(arte cinematografica); la mancanza di dialoghi non da fastidio al pubblico che incuriosito e attento si godrà l’esito di una sceneggiatura e una regia davvero brillanti. Iniziamo dai personaggi, il lungometraggio ospita principalmente robot, che nonostante non abbiano alcuna connotazione antropomorfa riescono a trasmettere emozioni e ad interagire simpaticamente tra loro. Il segreto che sta dietro a questo risultato è senz’altro merito del gruppo di lavoro di Angus Molane (capo animatore) che non si è fermato alla semplice modellazione dei robot (per la robottina Eve è stata ricevuta consulenza da Apple) ma ha aggiunto tic, voci personalizzanti e movimenti che hanno fornito una personalità anche a queste bizzarre intelligenze artificiali. Il film è ricco di imperfezioni come ad esempio l’uso impreciso della camera, ma in realtà questa è una scelta voluta dal regista Andrew Stanton che si è avvalso della collaborazione del direttore della fotografia Roger Deakins e del supervisore degli effetti visivi Tennis Muren per utilizzare le imperfezioni tipiche dei film di fantascienza degli anni ’70.
Rimanendo sempre in ambito visivo, Wall-E presenta un uso dei fondali molto complesso; anche la polvere che avvolge la terra è stata realizzata in modo sublime con tecniche che in ogni film Pixar vengono sempre migliorate rendendo i film quasi palpabili. Un’altra grande novità è dovuta al design del suono dell’esperto Ben Burtt (E.T., Star wars e Indiana Jones) che ha creato suoni elettronici per le voci dei robot. Per la prima volta vediamo nei cartoni animati Pixar l’uso combinato di 3d con alcuni filmati girati dal vivo che si integrano in modo perfetto all’interno della narrazione senza creare alcuna tipo di incrinatura visiva. Le citazioni ad altri film si sprecano da “2001 Odissea nello spazio” a “Titanic”, dal “Il pianeta delle scimmie” a “Io sono leggenda”.

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Conclusioni

Wall-E trattando di temi sociali particolarmente caldi in questo periodo, raccontandoci dell’amore tra due robot, regalandoci una esperienza visiva ineccepibile ed una colonna sonora molto interessante è un film da non perdere nonostante il finale un po’ troppo buonista.

9Cyberludus.com

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