Come sarebbe il mondo tra  tre secoli se la civiltà umana, così come la conosciamo, fosse stata estinta da un olocausto nucleare nel corso degli anni ’40? Questo è cio che i celebri sviluppatori della Black Isle si chiesero quando gettarono le basi per il primo episodio del pluriosannato brand “Fallout”.  Ora la serie è orfana dei suoi creatori, ma a prendersi cura di quest’ultima incarnazione sono i ragazzi della Bethesda, il cui porfolio vanta la presenza della tetralogia de “The Elder Scroll”. Una premessa davvero interessante da un lato, un po’ preoccupante dall’altro.

fallout 3

Uno sguardo al 2277

In vista della guerra nucleare, i membri della società benestante americana prenotarono dei posti all’interno dei Vault.

Questi giganteschi bunker antiatomici progettati dalla Vault-Tec promettono di preservare il sogno americano sottoterra mentre in superfice il pianeta viene riportato al medioevo dalla guerra nucleare. Coloro che non hanno potuto comprare uno spazio nei Vault, e sono riuciti a sopravvivere, hanno raccolto i cocci della civiltà perduta tentando di ricostruire città e villaggi. Ma la “Zona Contaminata” attorno a Washington è un terreno di caccia per razziatori e schiavisti senza scrupoli, così come per sanguinari mostri mutanti di ogni sorta.

Noi abbiamo avuto la fortuna di nascere in un ambiente artificiale e ovattato, lontano dagli orrori del mondo esterno… O almeno così crediamo… Benvenuti nel Vault 101, dove nessuno entra, ma soprattutto , “nessuno”, esce.

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“Siamo nati nel Vault e moriremo nel Vault”

Si sa che i creatori di Oblivion & Co. hanno la passione per le introduzioni articolate ed interattive. In Morrowind, ad esempio, vestivamo i panni di uno schiavo liberato, mentre nel sopracitato seguito siamo un prigioniero che riesce a fuggire attraverso un tunnel segreto nascosto nella propria cella. In Fallout 3, invece, gli sviluppatori non si sono sprecati e inizieremo niente meno che dalla nascita! Una luce abbagliante, una voce confortevole (quella di nostro padre) e il pianto di un neonato. Così inizia l’intima esperienza di Fallout 3 e ogni stadio della nostra crescita fungerà da tutorial per il gioco. Impareremo a muoverci e ad interagire con i primi oggetti gattonando per la nostra cameretta. All’età di dieci anni ci verrà consegnato il pip-boy 3000, un piccolo computer da polso (di cui parleremo in seguito) che sarà segno distintivo degli abitanti dei Vault. Impareremo a relazionarci con i bulli della nostra età e con la giovane figlia del Soprintendente (ma no cosa andate a pensare, è solo un’amica), capo assoluto dell Vault “one’o’one”, il cui volere (come impareremo presto) è legge. Attraverso questo articolato, quanto originale, tirocinio arriveremo all’età adulta, ma questo bel giorno, svegliandoci, scopriremo che nostro padre se l’è data a gambe ed è fuggito dal colossale bunker e ora, per un motivo a noi sconosciuto, le guardie ci stanno dando la caccia. E’ giunto il momento di uscire da questa tomba e salire in superficie, sulle tracce di nostro padre (e magari dirgliene quattro). Questa volta partoriti dal freddo grembo del Vault 101, una prigione che chiamavamo casa, rinasciamo uomini liberi.

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Primi passi nella Zona Contaminata

Sempre in pieno stile Bethesda il contrasto tra la vita claustrofobica nel bunker e il primo impatto con lo sconfinato e desolante mondo esterno viene enfatizzato da un bagliore accecante. Da ora in poi saremo affidati a noi stessi, e perderemo diverse decine di minuti girovagando per le rovine di un piccolo paese a ridosso del Vault 101. Scopriremo ben presto che l’istruzione ricevuta nel bunker era un vero e proprio lavaggio del cervello. Qui, nel mondo reale, la civiltà umana si sta riorganizzando, non senza difficoltà certo, ma ormai possiede alcuni baluardi saldi che potremmo chiamare città. L’area attorno alla capitale è liberamente esplorabile nella sua totalità fin da subito, ma gli sviluppatori della Bethesda, astutamente, riescono a convogliare i nostri primi passi direttamente verso la vicina Megaton che con tutta probabilità rappresenterà il nostro primo luogo d’incontro con umani “amichevoli”.

Pip-Boy 3000

Questo gioiellino della tecnica merita un approfondimento a parte. Il Pip-Boy per tutta la durata del gioco prenderà le veci del menù principale. Da qui potremo gestire armi, munizioni e proporci in riparazioni estreme se le nostre abilità lo permetteranno. Potremo inoltre leggere le note raccolte, ascoltare i nastri registrati e le stazioni radio che liberano nell’etere musica anni ’40 interrotta da propaganda post-bellica. Il potente portatile da polso è in grado di mostrare anche gli obiettivi delle nostre quest e di visualizzare la mappa delle aree attorno a Washington. Ma soprattutto Il Pip-Boy 3000 ci da un aiuto tattico non indifferente nei combattimenti.

Con la pressione dell’apposito tasto, durante un combattimento, entreremo in modalità S.P.A.V.. In questo modo il gioco si metterà in pausa visualizzando il nostro bersaglio (all’occorrenza permette di scorrere tra più nemici), individuando le varie aree del corpo che potremo colpire e le possibilità di successo in percentuale. Mentre usiamo questa modalità il tempo si rallenta e guadagneremo tempo prezioso sui nostri avversari. Peccato però che, per funzionare, lo S.P.A.V. richieda punti azione, i quali si ricaricano velocemente, ma si esauriscono in un paio di colpi (a seconda della vostra agilità e della velocità dell’arma). Una volta selezionati gli obiettivi da colpire il gioco uscirà dalla pausa e verrà mostrata la sequenza di attacchi tramite una inquadratura in terza persona pessimamente gestita, soprattutto negli spazi ristretti. La scelta dell’area da colpire spetta alle nostre scelte tattiche; potremo sparare alle gambe per vedere i nostri nemici zoppicare, sulla loro attrezzatura per disarmarli oppure alla testa per massimizzare i danni. Inoltre la percentuale con quale colpiremo non è calcolata solo in base a fattori matematici come la nostra agilità e l’armatura nemica, ma anche tenendo conto della visibilità della parte interessata e della distanza. Ad esempio se un nostro avversario, una volta messo in pausa lo S.P.A.V., avesse la testa nascosta da un qualsiasi ostacolo la percentuale per colpirla sarà uno zero tondo o un valore intermedio se fosse solo parzialmente occultata.

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Incontri ravvicinati del terzo tipo

L’ampia regione di Washington DC offrirà scorci di drammatica teatralità. Le case distrutte con le porta sbarrate, centri industriali abbandonati, supermercati saccheggiati e metropolitante infestate da razziatori e barbari del nuovo millennio. Ovunque troveremo tracce della civiltà anni ’40 d’oltreoceano congelata nel suo cieco ottimismo e nella sua fede incondizionata nel sogno americano e nel capitalismo. I poster di propaganda appesi ai muri delle costruzioni ci ricordano che possiamo sempre acquistare i bond dell’esercito per supportare le nostre truppe in una guerra finita, però, trecento anni fa. Il cinismo Bethesda trova campo fertile in questa ambientazione post-apocalittica, mostrandoci, senza troppe remore, scene di cruda para-realtà: i corpi inceneriti di due amanti, rinchiusi in una stanza nel vano tentativo di sopravvivere oppure lo scheletro di un bambino che stringe ancora l’orsacchiotto di pezza tra le dita ossute. Altre cose saranno più difficili da scoprire e attendono l’arrivo di giocatori più curiosi. Ad esempio nelle rovine appena fuori dal Vault 101 troveremo una cassetta delle lettere contenente un messaggio della Vault-Tec che pressapoco recita: “I posti nella Vault 101 sono esauriti, ci spiace”. Entrando poi nella casa troveremo lo sforutnato ritardatario rannicchiato nella vasca da bagno. Saranno solo texture e righe di codice certo, ma non sono più finte di un film. Di questi particolari ne è saturo ogni angolo della mappa di gioco, ve ne accorgerete se avete occhi per guardare.
Dopo lo scoppio delle bombe le cose non vanno meglio. Muovendoci per la Zona Contaminata incontreremo ben presto insetti e animali radioattivi di vario genere, iniziando da grossi roditori e scarafaggi finendo con scorpioni giganti e mostri artigliati (spesso remake ispirati dalla serie originale). Gli uomini non sono certo stati risparmiati dalle radiazioni che ora permeano nell’aria e gli enormi energumeni mutanti dalla pelle verde ne sono una prova. Alcuni invece di sviluppare mutazioni particolari hanno cominciato a deteriorarsi acquistando l’aspetto di veri e propri zombie. Questi ghoul (così vengono chiamati) vengono disprezzati e allontanati dalla gente comune, nel migliore dei casi… Oltretutto sembra che questa mutazione doni loro un’incredibile lunga vita; nei miei viaggi ho avuto modo di incontrare un ghoul che aveva assistito all’inizio della guerra, tre secoli prima! Ovviamente non tutti i ghoul riescono a sopportare e comprendere il loro stato, così molti impazziscono e brancolano come veri e propri zombi famelici nelle metropolitane o altri luoghi riparati dal sole. Proseguendo nella missione principale, o semplicemente esplorando, potremo incontrare personaggi che potrebbero unirsi a noi. L’idea più interessante è sicuramente quella del cane “Dogmeat” che seguendoci fedelmente tra i detriti abbandonati della società americana potrebbe portare alla mente scene del film “Io sono Leggenda”. Inoltre dimenticatevi lande immaginarie e fiabesche, in Fallout, gireremo per una ricostruzione di Washington DC, più o meno credibile certo, ma con i monumenti storici esattamente al loro posto e in gran parte liberamente esplorabili. I musei di storia ci accoglieranno con abbondanza di paccottiglie pre-belliche o documenti storici da poter razziare, come ad esempio la dichiarazione d’indipendenza.

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Armi di distruzione di massa

Ancora? A quanto pare all’umanita non gli è bastato un olocausto nucleare e la prima azione intrapresa dai sopravvissuti è stata quella di armarsi di nuovo… Ovviamente noi non saremo da meno, se vogliamo sopravvivere più di qualche minuto. Le armi che il gioco ci propone sono suddivise in molte categorie affiancate dalle relative abilità per usarle, come ad esempio armi piccole (decisamente consigliate), armi da mischia (sempre utili se si rimane a corto di munizioni), armi grandi, armi ad energia, etc etc… Tutte quante però hanno il brutto vizio di consumarsi con l’uso, diminuendo così il danno che possono provocare fino a renderle inutilizzabili. Con l’abilità ripara potremo utilizzare due armi uguali danneggiate per ottenerne una in migliori condizioni. Per la gioia degli smanettoni i tavoli degli alchimisti vengono sostituiti con i banchi da lavoro, ogni pezzo di paccottiglia raccolto potrebbe servire per forgiare una nuova arma, l’importante è procurarsi gli schemi che illustrino come fare e il nostro pg farà il resto… Incredibile cosa si può fare con la lama di un tagliaerba e la luce pilota di un forno a gas!

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Level Up

Come ogni gdr comanda, anche Fallout 3 permette ovviamente di migliorare le caratteristiche del personaggio col proseguire dei livelli. I punti esperienza necessari saranno accumulabili uccidendo mostri e concludendo le quest ovviamente, ma anche seguendo particolari righe di dialogo, scassinando serrature o risolvendo enigmi. Ad ogni nuovo livello ci verrà data la possibilità di assegnare numerosi punti abilità (in rapporto alla nostra intelligenza) alle capacità del personaggio, per l’uso delle suddette categorie di armi, per muoversi nell’ombra, per curare le ferite e molto altro. Ad ogni livello sarà possibile scegliere da una lista di talenti che ci conferiranno poteri particolari, alcuni bizzarri, altri molto efficienti. Non c’è purtroppo data possibilità di aumentare i parametri fisici e mentali (forza, agilità, intelligenza, etc.) scelti all’inizio del gioco, se non con l’uso dell’apposito talento. Un altro grande limite è imposto dal livello massimo raggiungibile che è appena il 20°! Grossa delusione, ma in fondo venti livelli sono più che sufficienti per finire il gioco, e saremo obbligati ad una scelta più oculata e a lungo termine ad ogni livello raggiunto.

Tecnica Atomica

Ci piacerebbe poterlo ammettere in tutta sicurezza, purtroppo però questo è il fattore meno curato del gioco, anche se una volta tanto non dispiace. Fa piacere notare come il tempo risparmiato nella creazione di un motore grafico nuovo sia stato usato per approfondire l’esperienza di gioco. Tuttavia questa engine “potenziata” ha il piacevole pregio di essere paradossalmente più “leggera” di quella di Oblivion (anche se probabilmente è dovuto all’ambientazione desertica). Dall’altro lato però mostra il fianco sugli stessi identici e numerosi bug. Rimane il fastidioso calo di prestazioni dopo alcune ore di gioco, cui segue un consigliato riavvio del programma. O crash sistematici con ritorno alla schermata di Windows con tanto di messaggio di errore. Se avete giocato a The Elder Scroll IV sapete cosa aspettarvi. Per fortuna l’occhio riceve un feedback positivo. Parlare di bei paesaggi e scorci da favola non è proprio adatto, di fronte a ciò che Fallout ci proporrà, ma vi assicuro che le distese sconfinate vi affascineranno in un modo simile e tuttavia opposto alle fiabesche lande fantasy cui siamo stati abituati fin’ora. Questo mondo incenerito e realizzato su una malaticcia palette cromatica senape è indiscutibilmente bello da vedere, non avremmo mai pensato di poter definire “bella” una simile devastazione. A voler trovare il pelo nell’uovo, qualche particolare è ripetuto troppo spesso, ma sono sottigliezze che difficilmente ci infastidiranno.
Niente dubbi sul sonoro decisamente all’altezza, peccato che i doppiatori italiani siano, come al solito, sottotono (almeno rispetto a quelli d’oltreoceano), per lo meno la traduzione nella nostra lingua è (per fortuna!) più curata rispetto ad Oblivion (come dimenticare “ash” tradotto in “ascia”). Ottime le stazioni radio che ci tengono compagnia, almeno finchè non ci stancheremo di sentir ripetere i soliti sermoni. Peccato che durante l’ascolto delle canzoni si soffra un drastico calo di frame rate con conseguente disturbo nella traccia audio. Un altro bug cui gli sviluppatori devono porre in fretta rimedio.

CI PIACE
  • Atmosfera impagabile
  • Il libero arbitrio anzitutto
  • apre un mondo di riflessioni
  • IA dei nemici
NON CI PIACE
  • Soliti difetti “made in Bethesda”
  • Ahinoi, mai abbastanza lungo…
  • A volte ricorda Oblivion
Conclusioni

Inutile girarci attorno, Fallout 3 è destinato a diventare un pietra miliare tra i videogiochi e non sfigurerà di certo affianco ai suoi due (tre contando lo spin-off “Fallout Tactics”) predecessori. E per chi fosse scettico, non abbia paura dello spettro dell’ultima fatica fantasy degli stessi sviluppatori… Anche usando tutte le mod disponibili, Oblivion è surclassato, Fallout 3 se lo divora con noncuranza e ne usurpa il trono di migliore gdr next-gen disponibile su PC. Ci tengo a precisare, anche a costo di ripetermi, che questo gioco è fatto per essere assaporato lentamente. Compiere le missioni della quest principale correndo come se avessimo in mano il testimone della staffetta è uno spreco delle possibilità offerte da questo capolavoro, oltre che un offesa alla vostra capacità di critica. Fermatevi spesso, esplorate tutto ciò che vi cattura, perché il gioco premierà la curiosità dei giocatori più scaltri con oggetti o situazioni particolari. Bethesda non ci risparmia nessun dettaglio, anche macabro, ma lo fa con stile e, in certi casi, delicatezza, riuscendo a congelare i giocatori più sensibili e attenti, inducendoli a riflettere che un futuro del genere non è stato ancora scongiurato… In fondo non importa quante guerre il genere umano abbia supportato, non importa a quante bombe sia sopravvissuto… “War, war never changes” . Un prodotto da pensare e godere innanzitutto (e poi giocare), lo “Schindler’s List” dei videogiochi. Un must.

9.5Cyberludus.com

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