Reign Over Me

Scheda Gioco

Reign Over Me

Piattaforma

Youtube
Genere
drammatico
Uscita

2007
Regista
Mike Binder

Il Nostro Voto

85/100
BUONO

Cast

Adam Sandler: Charlie Fineman
Don Cheadle: Alan Johnson
Jada Pinkett Smith: Janeane Johnson
Liv Tyler: Angela Oakhurst
Saffron Burrows: Donna Remar
Donald Sutherland: Giudice Raines
Robert Klein: Jonathan Timpleman
Melinda Dillon: Ginger Timpleman
Mike Binder: Bryan Sugarman
Jonathan Banks: Stelter
Rae Allen: Adell Modell
B. J. Novak: Mr Phollman


Che vi piaccia o meno, questo Reign Over Me (titolo tratto da una vecchia canzone degli The Who ) è un film da vedere, per molte ragioni. Iniziamo raccontando di cosa parla il lungometraggio scritto e diretto da Mike Binder, (che fino a oggi si era fatto notare per il non indimenticabile Litigi D’amore ): ci troviamo nella New York contemporanea, dove un dentista (interpretato da Don Cheadle) eternamente indeciso se affidare i suoi problemi ad una giovane psichiatra (Liv Tyler) incontra casualmente per strada un amico del college (Adam Sandler) che non vedeva nè sentiva da anni; amico che nel tristemente noto 11 settembre ha subito una immane tragedia (la perdita di moglie e 3 figlie) e da quel giorno ha visto il proprio mondo sgretolarsi e ricomporsi sotto mentite spoglie, un mondo fatto di vinili anni 70\80 e videogiochi, costruendosi una nuova personalità, dove non si è mai stati dentisti né si è mai avuta una famiglia, con le ovvie devastanti conseguenze psicologiche. Il vecchio amico cercherà quindi di riportarlo alla realtà… Il film ha il merito di farci vedere e toccare da vicino il tremendo dolore che ha potuto colpire chi ha avuto a che fare con il 9\11, ma il regista è bravo a farlo nel modo giusto; senza false convenzioni nè appigliandosi al facile melodrammone, Binder distribuisce sapientemente i vari momenti ironici che alleggeriscono il film e ne danno una luce diversa, non commiserante, aiutandosi con questi continui sbalzi di umore basati su un racconto diversificato. Ovviamente non possono né devono mancare i passaggi drammatici (in 2 toccanti scene l’estensione emotiva raggiunta dalla coppia Cheadle\Sandler è davvero impressionante ). La tragedia delle Twin Towers non viene sfruttata in maniera meschina ma solo messa al servizio di una storia dove al centro di tutto abbiamo i 2 protagonisti e i loro problemi di dialogo, di comunicazione : si vuole far capire che solo aprendoci e aiutandoci l’uno con l’altro si possono superare i momenti difficili. Grande il contributo di tutto il cast, con 3 attori che emergono nella bravura generale : Don Cheadle , sempre più sorprendente film dopo film si dimostra attore di livello assoluto; Adam Sandler, che conferma (dopo l’Ubriaco D’amore di P.T. Anderson ) di non essere solo un semplice attore comico, e lo fa in un ruolo complicatissimo, il più ingarbugliato di tutti, alle prese con una variegata gamma di espressioni legate al tipo di personaggio da interpretare. Infine da sottolineare il cameo fulmineo e luciferino di Donald Sutherland , veterano al quale bastano pochi minuti per impressionare la pellicola del proprio talento, come solo ai grandi attori riesce. Non mancano alcune lacune nel film, come quella di voler raccontare troppo, di voler mettere troppa carne al fuoco correndo il rischio di soffocare il respiro del film che alleggerito di alcuni inutili orpelli avrebbe reso di più; ed anche il finale poteva essere leggermente meno “ happy ending ”, ma questo e un problema vecchio quanto il cinema e legato alla maggior parte dei film. Bisogna quindi lasciarsi appassionare da questo film, intenso e lucido, dove per la prima volta New York viene vista attraverso il possibile mezzo del futuro (il segway ) e dove il dolore fa da collante all’intero percorso, un dolore che dobbiamo imparare a conoscere, a domare e ( senza farci sopraffare ) a liberare.

Il Nostro Verdetto

Reign Over Me

BUONO
Voto: 85 su 100 — BUONO
Conclusioni

Reign Over Me è un film intenso e lucido, dove per la prima volta New York viene vista attraverso il possibile mezzo del futuro (il segway ) e dove il dolore fa da collante all’intero percorso, un dolore che dobbiamo imparare a conoscere, a domare e ( senza farci sopraffare ) a liberare.

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Data Recensione
13 gennaio 2008
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