Sono passati quasi trent’anni dalla sua originale uscita, ma Tomba! (in Italia, per evidenti ragioni, chiamato Tombi) è rimasto nel cuore dei videogiocatori più attempati, amanti dei titoli di piattaforme. Un po’ per la sua semplicità meccanica, un po’ per il fascino selvaggio del protagonista, un po’ per la sua “insospettabile” intricatezza. Dunque, durante questo afosissimo mese di agosto, una riedizione del primo capitolo del gioco da parte di Limited Run Games, uscito originariamente nel 1997, è comparsa sugli store digitali, creando una inarrestabile ondata di nostalgia.
Ma i ricordi dei bei tempi andati saranno sufficienti a motivarne l’acquisto? Senza ulteriori indugi, ecco a voi la recensione di Tombi! Special Edition per Nintendo Switch.
Un mondo colorato e “pericoloso”
Tombi! è un gioco d’azione in stile piattaforma con tenui elementi ruolistici, incorniciato in una visuale in “falso” 3D a scorrimento (ambienti in tre dimensioni e personaggi in 2D). La Special Edition, com’è intuibile, ha reso “eseguibile” il titolo sulle moderne console, migliorando il comparto tecnico quel tanto che basta per renderlo, appunto, accessibile all’utenza moderna. Perciò, nessun remake o prodigioso avanzamento tecnico: Tombi! Special Edition è semplicemente una traslazione 1:1, da un punto di vista tecnico-contenutistico, del primo capitolo della saga uscito, come detto, circa trent’anni fa. La novella edizione, però, può vantare una serie di contenuti extra di un certo interesse come una nuova colonna sonora, una sorta di “museo digitale” contenente tutta una serie di “chicche” risalenti al processo di sviluppo originale di Whoopee Camp e persino interviste ad alcuni membri dello staff originale. In aggiunta, Limited Run Games ha inserito alcune piccole migliorie della qualità della vita, di cui parleremo più innanzi.
Per chiunque ignorasse l’ambito “narrativo”, il gioco ci butta negli striminziti pantaloncini verdi da cavernicolo di Tombi, un ragazzo che vive liberamente nella natura selvaggia. Un giorno, alcuni cattivissimi maialini malvagi iniziano a crear sconquasso e, nel tentativo di fermarli, Tombi viene “atterrato”. Al risveglio, il nostro eroe si troverà non solo un gran bernoccolo, ma anche senza il suo prezioso braccialetto, un ricordo di suo nonno: da lì, Tombi deciderà di intraprendere un viaggio alla ricerca del braccialetto e di qualche maialino cattivo da malmenare. Nonostante non ci si possa attendere un intrigo narrativo in stile Farheneit, la trama di Tombi! sarà semplicissima, gradevolmente scontata e movimentata il giusto, con tanto di scenette “spezza-gioco” visibilmente ispirate ai classici canoni (già all’epoca) degli anime.
Tra boomerang e rampini
Per quanto concerne il gameplay, nonostante una certa semplicità di fondo, Tombi! è probabilmente uno dei titolo di piattaforme meglio “concepiti”. Il gioco è sostanzialmente progettato in modo tale che i giocatori debbano tenere a mente solo due pulsanti oltre al controller del movimento e i tasti “off play”: parliamo ovviamente, dei pulsanti di salto e di attacco. Nonostante una teorica limitatezza, in realtà potremo fare diverse cose a seconda del contesto: avremo, ad esempio, facoltà di scagliare i nemici l’uno verso l’altro, attaccare a mezz’aria dopo aver caricato a terra ecc. Oltre zompettii vari, pericolosi arrampicamenti su pareti non troppo rassicuranti, Tombi! ci metterà a disposizione tutta una serie di oggetti speciali, comprese armi e pantaloni unici che ci doneranno poteri e abilità specifici.
In aggiunta, il titolo, oltre ad un mondo di gioco piuttosto vasto ed interconnesso, presenta al suo interno più di 100 missioni chiamate Events, alcune delle quali sono facoltative, mentre altre sono cruciali per l’avanzamento della trama principale. Gli obiettivi che dovremo raggiungere sono abbastanza variegati, costellati di biforcazioni non lineari e tutta una serie di enigmi e puzzle “fisici”. Un evento, ad esempio, potrebbe richiedere di trovare e catturare uno specifico “cattivone”, mentre un altro vi chiederà invece di consegnare una semplice forma di formaggio. Qualcosa che all’inizio potrebbe sembrare una missione secondaria, in realtà potrebbe confluire nella linea di trama principale ed essere cruciale per portare a termine la main mission, il che induce ancor di più a non tralasciare nessuna attività (e che, in gioco, si traduce anche in un certo backtracking piuttosto spinto e, alle volte, un po’ noioso). L’unica, concreta novità rispetto al passato, è la possibilità di poter salvare ovunque si voglia e di riavvolgere il tempo (cosa gradita visto che collisioni e comandi non saranno esattamente “moderni”).
Va segnalato, comunque vada, uno stato tecnico non propriamente ineccepibile: vi saranno sporadici lag, tempi di caricamento inspiegabilmente lunghi (se rapportati all’essenza stessa del gioco), qualche errore di traduzione qui e lì (retaggio della versione originale) e qualche “accendi/spegni” dei dettagli ambientali. È possibile anche cambiare il formato dello schermo, 4:3 o 16:9, ma la scelta avrà un impatto minimo sulla resa estetica generale (che, per quanto concerne Switch, sarà prevedibilmente peggiore in modalità docked).
Concludendo…
Dunque, in generale, Tombi! mostra ancora i muscoli, ludicamente parlando, riuscendo a “competere”, entro certo limiti, con i moderni titoli dello stesso settore. Nonostante sia piuttosto visibile un certo grado di asperità (d’altronde, parliamo di un titolo che tecnicamente e concettualmente, è rimasto ancorato alla fine degli anni ’90), il gioco risulta ancora adesso divertente ed gradevolmente esperibile. Detto ciò, non bisogna confondere la Special Edition con una remastered piena: il lavoro fatto da Limited Run Games è più una traslazione 1:1 o quasi del titolo originale, di cui l’edizione eredita anche gli aspetti negativi. Probabilmente, un prodotto adatto principalmente ai nostalgici ma, per chi volesse assaggiarlo “coraggiosamente” per la prima volta, ad un prezzo tutto sommato accessibile si avrà accesso ad una esperienza ludica gradevole.
Tomba! Special Edition
DISCRETO- Un tuffo nel passato
- Un titolo di piattaforme “contaminato” e non lineare
- Non è una remastered vera e propria
- Diversi crucci tecnici ereditati dal passato
Un tuffo nel passato: è difficile liberarsi dalla nostalgia, che assale soprattutto chi non è più un ragazzino. Ed annegare nei ricordi, spesso è l’unica via per sfuggire ad una realtà non sempre piacevole: per queste (e tante altre) ragioni, operazioni come quelle di Tombi! Special Edition sono le benvenute, soprattutto se si parla di titoli di diverse decadi fa. Non bisogna confondere la Special Edition con una remastered piena: il lavoro fatto da Limited Run Games è più una traslazione 1:1 o quasi del titolo originale, di cui l’edizione eredita anche gli aspetti negativi. Quindi, in linea teorica, un’operazione nostalgia ad un prezzo contenuto che potrebbe non interessare affatto le moderne generazioni, abituati ad un corredo tecnico che, di base, Tombi! Special Edition non ha.



