Quello che stiamo vivendo è indubbiamente un momento strano delle nostre vite.

Da una parte siamo nel periodo dai più considerato il più magico dell’anno, fatto di calore, doni e una vena di bontà forzata che talvolta, soprattutto in età adulta, non sono riuscito non considerare irritante. Natale è un momento, psicologicamente e culturalmente complesso, impossibile da inquadrare rigidamente in stilemi moralmente precostituiti senza incappare nel malcontento dei più “melanconici”.

Dall’altra è particolare anche la congiuntura pandemica che stiamo vivendo, con allontanamenti forzati dalla socialità che ci rendono ancor meno sopportabile la retorica natalizia di cui sopra.

Proprio tenendo presente tanto la complessità, quanto il momento delicato che stiamo vivendo, la redazione di Cyberludus ha deciso per quest’anno di non offrirvi una semplice top 10 di videogiochi natalizi ma anzi, vuol cercare di soddisfare le mille sfaccettature emozionali del videogiocatore dei nostri tempi stilandovi una lista variegata di giochi che sì, hanno a che fare con il Natale, ma in modi del tutto non convenzionali.

Nella speranza apprezziate un simile gesto, buone feste da tutti noi. Ve lo meritate.

Roman’s Christmas

Beh, chi non ha mai sentito parlare del detective Roman? Noi no, e proprio per questo motivo la faccenda di Villa Snowstorm ci ha sorpresi non poco. Si tratta di una visual novel molto particolare, ambientata in un mondo fantasy abitato da animali antropomorfi nel quale il protagonista – un detective lupoide di nome Roman appunto – decide di prendersi una pausa per passare le vacanze di Natale nella sua taverna preferita, lontano dal trambusto della città. Il soggiorno non va come previsto e presto il nostro eroe dovrà rimboccarsi le maniche per risolvere un omicidio che destabilizzerà la serenità dei presenti, compreso quella del nostro alter-ego, la cui unica colpa è stata quella di aver desiderato un po’ di torrone (ne mangiano torrone i lupi?) lontano dalla routine quotidiana. Porterà sfiga come Don Matteo? Scherzi a parte, nonostante la “stranezza” che solo una visual novel cinese può regalare, se amate il genere il gioco è caldamente consigliato, la vicenda si lascia ben seguire e non mancherà di sorprendervi con i suoi colpi di scena, mai banali.

Cthulhu Saves Christmas

La trama di Cthulhu Saves Christmas verte intorno alla creatura letteraria creata da H.P. Lovecraft, solo in una veste decisamente meno minacciosa: è stata privata dei suoi poteri oscuri e per riottenerli l’unica cosa da fare è cercare di salvare “nientepopodimenoche” Babbo Natale in persona, liberandolo dalle grinfie di una poco allegra combriccola di loschi figuri e demoni natalizi conosciuta come Lega Natalizia del Male. Ad aiutarci nella nostra impresa ci saranno personaggi tipici del folklore invernale come Baba Yaga, la Snowmaiden e il Belsnickel, che insieme al sopracitato Cthulhu formeranno il party di un classico gdr di impronta giapponese, con le sue classiche meccaniche fatte di combattimenti a turni e statistiche. Nonostante il carattere minimalista del gioco – è stato sviluppato con il motore tipico dei giochi realizzati con RPG Maker – e la sua breve durata, il titolo ha carattere da vendere, un gameplay piuttosto bilanciato e un’atmosfera davvero ben costruita, inoltre i dialoghi riescono a strappare più di una risata al giocatore anticonvenzionale che deciderà di passare la sera della vigilia giocandoci vestito alla maniera vittoriana, ma con le pantofole a forma di animale domestico.

Viscera Cleanup Detail: Santa’s Rampage

Non doveva succedere, ma alla fine nessuno è riuscito a evitarlo! Il simpatico e rubicondo Babbo Natale, solitamente campione di pazienza, ha sbottato nel peggiore dei modi. Le milioni di richieste di ragazzini sempre più avidi, la burocrazia, i dazi doganali, le pressioni del sindacato degli elfi, le bollette e l’affitto da pagare hanno lo han fatto esaurire, causando una reazione spropositata in quel povero uomo che non è più riuscito a contenere la sua rabbia assassina, alla base delle vere e proprie stragi compiute nelle sue fabbriche di giocattoli. Noi, in qualità di dipendenti della ditta delle pulizie per la quale lavoriamo, saremo chiamati mettere ordine nei suddetti locali senza fare domande, cercando di cancellare le prove di tale brutalità e mettendo ordine tra fiumi di sangue, budella, corpi di elfi e tante altre eventuali oscenità cruente. Non aspettatevi dal gioco chissà quali emozioni “da gioco d’azione” visto che nostre uniche armi saranno lo spazzolone e tanto olio di gomito. È principalmente dedicato a chi ha una spiccata passione per la pulizia e l’ordine, forse affetto anche da una certa ossessività compulsiva che in Viscera Cleanup Detail: Santa’s Rampage può trovare libero sfogo.

D’altronde Natale è anche questo: budella e nervosismo da ripulire con pazienza e ossessività.

Irony of Nightmare

Siete in una casa addobbata a festa per il Natale imminente ma non c’è nessuno con voi. Né un amico, né un parente. E il bello è che non sapete neanche il perché della vostra condizione. Purtroppo, come nelle migliori tradizioni natalizie sfociate in omicidio plurimo, quella che avvertite non è solo il frutto della vostra immaginazione ma la certezza di una presenza, tutt’altro che benevola, che si farà sempre più tangibile con il proseguire del gioco. La sensazione di solitudine sarà opprimente durante le fasi di esplorazione della casa, in cui alternerete la raccolta di informazioni alla risoluzione di enigmi discretamente stimolanti che sbloccheranno di volta in volta nuovi tasselli di consapevolezza nel complesso puzzle della vostra esperienza. Se durante la notte di Natale vi ritrovate in casa da soli, magari impossibilitati a ricongiungervi con la vostra famiglia che abita a chilometri e chilometri di distanza (e dunque non può sentirvi urlare), Irony of Nightmare è esattamente quello che ci vuole per decidere bussare alla porta del vicino per chiedergli di non lasciarvi dormire da soli, in barba ai DPCM. E poi è un gioco piacevole che costa meno di un euro, ovvero meno della metà del peggior pandoro che abbiate mai mangiato.

Perky Little Things (episodio Christmas Eve)

È difficile parlare di questo titolo senza scadere nel volgare. Io ci provo, ma non dite che non vi avevo avvertiti! Perky Little Things è un titolo sicuramente “alternativo” ma forse non totalmente natalizio, ma poiché una sezione si svolge in questo periodo così magico lo è abbastanza da entrare nella nostra selezione. Impersonerete un cherubino, viaggiatore di mondi, che dovrà far di tutto per far trovare un po’ di “felicità” alle persone che li abitano, tutte intente a ricercare attimi di piacere nei modi più disparati, molti considerabili non convenzionali dai più e talvolta ottenendo proprio il risultato opposto. Per raggiungere il vostro scopo dovrete piazzare in giro oggetti dalla chiara funzione sessuale come vibratori, varie tipologie di dildo, bambole gonfiabili, fruste e museruole, perizomi… insomma, avete capito, no? E avrete anche l’opportunità di giocarlo nella sua versione interamente senza censure. L’ideale per passare un pomeriggio di Natale in compagnia all’insegna della goliardia. Però parliamoci chiaro, siamo nel 2020 in piena pandemia, a Natale saremo tutti soli e, per questo, pensare di giocare a Perky Little Things vi rende solo degli zozzoni onanisti. Buon per voi.

Tattletail

Ecco a voi un gioco story-driven che vi racconta di un Natale passato, precisamente quello del 1998, fatto di speranze e, soprattutto, di consumismo della peggior specie: esce finalmente il giocattolo più pubblicizzato del mondo, non molto diverso dal nostro Furby, e il protagonista (un bambino dai gusti discutibili) lo desidera come poche altre cose, tanto da chiederlo a Babbo Natale che glielo fa ritrovare puntualmente sotto l’albero. Preso dal becero materialismo di bambino, al fine di metter le mani sopra al suo desiderato feticcio capitalista si sveglia durante la notte per scartare il regalo in anticipo, ma quello che si ritrova davanti esula da ciò che aveva previsto: il pupazzo sembra vivo e sembra anche richiamare altre presenze stranamente inquietanti che si fanno sempre più concrete. Chi sono? Il Tattletail è veramente cosciente? Soprattutto chi è questa Mama? Il gioco scorre via che è un piacere, è un’esperienza intensissima (i salti dalla sedia saranno tantissimi) e decisamente ben costruita, in grado di farvi comprendere, nelle poche ore che richiederà al suo completamento, che trovare nello scantinato 5 pupazzetti, non importa quanto coccolosi, che evocano su un pentacolo qualcosa di sinistro mentre creano una dissonanza con le loro voci registrate, è esattamente ciò di cui avete più paura da sempre, solo dovevate ancora scoprirlo. Date uno sguardo alla pubblicità disturbante in puro stile anni ’90 su Steam, vi conquisterà.

Season’s Beatings

Prendete la formula frenetica da “one hit\one kill” di Hotline Miami, reimmaginata completamente in 3D e con visuale da sparatutto in prima persona, e immergetela in un set che definire “peculiare” sarebbe uno sbiadito eufemismo: un anonimo ufficio senza fine durante la sera della vigilia di Natale. Il vostro compito sarà quello di memorizzare attentamente le posizioni e i pattern di movimento dei vostri colleghi – molti dei quali armati di tutto punto, non chiedeteci perché – attraverso la dinamica severità del trial&error, ciò per far fuori tutti i presenti lungo i ventuno livelli che Season’s Beatings vi metterà di fronte. Un concept essenziale, al contempo capace di gratificare chi riesce a non andare troppo per il sottile. Di sicuro un ottimo modo per sfogare la rabbia repressa causata dal fatto che vostra madre abbia deciso, senza consultarvi, di comprare solo il pandoro che piace alla nonna invece del panettone al cioccolato che desideravate per riempire i vuoti di questa giornata anomala senza le tombolate con gli amici.

Headbangers in Holiday Hell

Un pazzo maniaco, vestito di rosso e con una lunga barba bianca, è tornato per l’ennesima volta, e vuole punire i bambini che sono finiti sulla lista dei cattivi. Ad aiutarlo una legione di piccoli scagnozzi dalle orecchie a punta, vestiti in modo strano e intenzionati a controllare la città per realizzare il piano del loro capo. Questa volta però gli invasori del Nord avranno pane per i loro denti visto che un bambino cattivo un po’ cresciutello, paradigma del vero eroe urbano, non ci sta più a subire alcun tipo di punizione, ma anzi è intenzionato a fare qualcosa di violento per far sì che tornino tutti da dove sono venuti. Il risultato è un “twin stick shooter” che ricorda quella perla del retro-divertimento di Zombies Ate My Neighbors, però con una personalità tutta sua, caciarone e violento quanto basta per esorcizzare nel migliore dei modi quella vena di bontà forzata che vi richiede il Natale. E se ciò non bastasse, il protagonista è un rude metallaro e non fa assolutamente nulla per nasconderlo: siamo sicuri apprezzerete il commento sonoro realizzato in uno schietto Heavy Metal, il genere musicale perfetto per impallinare quel grassone moralista di Babbo Natale.

Frosty Nights

Anche in questo caso sarà la paura a caratterizzare il vostro Natale 2020. Frosty Nights vi immerge nella stanza di un bambino che ha fatto l’errore di costruire il suo primo pupazzo di neve, al secolo Frosty, proprio di fronte alla sua cameretta… e si sa che i pupazzi di neve con i denti aguzzi e le braccia legnose sono tutto fuorché amichevoli. Il vostro obiettivo sarà quello di sopravvivere alle subdole incursioni dei pupazzi di neve che cercheranno di farvi “la festa”. La vostra unica arma di difesa è un piccolo asciugacapelli – sembra poco epico e di fatto lo è, ma al contempo amplificherà la sensazione di impotenza e inadeguatezza – che vi permetterà di neutralizzare i loro attacchi sciogliendoli letteralmente. L’ansia, parte integrante dell’esperienza, è causata dal fatto che sarete praticamente circondati dagli anfratti dai quali potrebbe potenzialmente entrare uno di quegli esseri, e fissare l’armadio significa dare le spalle alla porta e viceversa. Nella sua semplicità un piccolo capolavoro, in grado di far crescere la paura della tanto desiderata neve e, al contempo, rimpiangere il Natale con la temperatura primaverile che avete schifato due anni fa.

The Escapists 2 – Santa’s Shakedown e Santa’s Sweatshop

The Escapists è un gran bel gioco già nella sua versione base: vi mette nei panni di un prigioniero che deve sopravvivere in un carcere cercando al contempo un piano per evadere. Santa’s Shakedown e Santa’s Sweatshop sono due DLC che vi faranno dismettere i lerci panni di un prigioniero nel braccio della morte, e indossare quelli un po’ stretti di un simpatico, ma depresso, elfo di nome Buddy. Si scoprirà presto che in realtà le differenze tra la fabbrica di giocattoli e un carcere di massima sicurezza sono davvero sottili e che Babbo Natale non è il buontempone che vogliono farvi credere, per questo sarà necessario trovare una via di fuga prima che il Natale arrivi a privarvi ulteriormente di quella libertà tanto cara alle illusioni umane. Un gioco in cui astuzia e pazienza saranno le chiavi per il successo, motivo per cui è un’esperienza in grado di tener alta la vostra attenzione pericolosamente offuscata dai litri di zabaione alcolico ingeriti nella speranza di tollerare l’ennesimo, stucchevole messaggio di auguri. Ideale giocarlo il pomeriggio della vigilia, anche solo per immaginare quante vite oberate dalla schiavitù natalizia sono state troncate a causa della vostra avidità di bambini e dalle vostre richieste interminabili di giocattoli. È colpa vostra ed è ora che apriate gli occhi.

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Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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