Sono ventisette anni che un gioco come Mortal Kombat, nonostante gli alti e i bassi qualitativi, è riuscito a sopravvivere in una giungla di meteore, per di più rimanendo fedele a sé stesso, innovando là dove necessario ma senza snaturare la propria anima fatta di iperviolenza e tanta “cazzutaggine” – oscura e decadente – direttamente uscita dalle produzioni a basso costo dei film di serie B degli anni Novanta. Siamo arrivati alla fine del ciclo vitale della sua undicesima iterazione e oggi ci apprestiamo a raccontarvi questa versione Ultimate, una raccolta completa di tutto quello che l’esperienza di Mortal Kombat 11 ha da offrire, aggiornata per i fortunati possessori di una console di nona generazione, anche sul fronte tecnico.

Dopo una ventina di ore, col pad alla mano, passate in compagnia del titolo dei leggendari NetherRealm Studios ecco le nostre riflessioni.

Il passato che ritorna

Mortal Kombat 11 Ultimate è, come abbiamo appena detto, l’esperienza definitiva dell’undicesima iterazione del brand storico dei NetherRealm Studios. In essa troviamo: innanzitutto l’offerta del gioco base, la sua espansione Aftermath, il Kombat Pack 1 e il Kombat Pack 2. Se non conoscete il valore ludico di quanto appena elencato, sappiate che contenutisticamente ci troviamo di fronte a un’offerta clamorosamente ampia, tanto dal punto di vista quantitativo quanto da quello qualitativo.

Innanzitutto la narrazione si attesta su livelli altissimi per un picchiaduro, un genere che non ha mai brillato per la costruzione di lore complesse e profonde. Con tutti i limiti del caso, la trama di Mortal Kombat procede senza soluzione di continuità dal primo capitolo e riesce, attraverso la modalità Storia, a restituirla con una narrazione realmente eccezionale. Difficilmente skipperete i filmati di intermezzo tra un incontro e l’altro, poiché la qualità delle animazioni e quelle del doppiaggio – anche quelli in italiano – vi faranno sentire più al cinema che in sala giochi. In questo caso (vi assicuriamo di non spoilerarvi alcunché) ci troveremo di fronte a un momento delicato dello scontro tra i vari regni: per poter salvare il reame della terra, Raiden ha ceduto alla corruzione che porta con sé l’amuleto dell’oscuro Shinnok, destabilizzando però il corso degli eventi che prevedevano un perenne equilibrio tra luci e ombre. Fa la sua comparsa Kronika, la divinità maggiore del tempo che tenta di ristabilire il corso degli eventi facendo collidere il passato del tempo del primo torneo e il presente. In questo set dunque avremo la possibilità di utilizzare tanto i personaggi nuovi, quanto le loro controparti “vintage”, queste ultime molto più accattivanti rispetto alle prime per chi, come me, ha in mente i primi, nostalgici capitoli della saga.

Purple Rain… Purple Rain! (cit.)

Dal punto vista delle meccaniche siamo al cospetto di un prodotto unico. È sì un classico picchiaduro a incontri su piano bidimensionale come ce ne sarebbero a dozzine, ma è sempre un Mortal Kombat, le cui peculiarità dovrebbero essere chiare a chiunque si professi videogiocatore, anche occasionale: c’è l’ultraviolenza gratuita, ci stanno i personaggi caratterizzati dal colore del proprio costume, ci stanno le fatality. C’è qualche novità, come il Fatal Blow e il Krushing Blow, ma tutto è esattamente come ce lo ricordavamo, addirittura c’è la stessa “legnosità” nei movimenti dei personaggi che, a fronte di un gameplay comunque fluido e controlli precisi come pochi altri giochi nel panorama dell’intera industria, è evidentemente stato mutuato per restituire la cifra stilistica di un brand che non ha stancato.

Le modalità di gioco sono quelle del gioco base, in grado di tenervi occupati per una quantità spropositata di ore, grazie anche a una serie di collezionabili sbloccabili attraverso una valuta in-game vincendo incontri o acquistabile con soldi veri attraverso lo store. Quest’ultima, a differenza di molti altre formule identiche, è un’eventualità non necessaria per godersi il titolo nella sua interezza, e la fruibilità dei tantissimi contenuti a disposizione del giocatore rende l’accumulo della suddetta valuta un’attività abbastanza piacevole.

La novità assoluta di questa nuova iterazione è il nuovissimo Kombat Pack 2 che porta con se la presenza di 3 nuovi lottatori nel già ampio roster di Mortal Kombat 11. Il primo è il purpureo semidio di Edenia, Rain, un personaggio che sfrutta l’acqua per attacchi mid e high range. Il secondo è l’ibrido edeniano\tarkatan Mileena, in grado di rendersi invisibile e scatenare lunghe sequenze di attacchi veloci e ravvicinati in combo. L’ultimo è una guest del mondo NetherRealms Studios, e si tratta di Rambo, il soldato con le fattezze di Sylvester Stallone che sfrutta l’intero arsenale a sua disposizione è l’aggiunta che ci ha colpito di meno, ma non in grado di inficiare un giudizio positivo del pacchetto.

Unreal Engine 3 e i film di serie B

Alla luce di quanto appena detto, Mortal Kombat 11 Ultimate è indubitabilmente un gioiello sul fronte dell’offerta ludica. Dal canto tecnico è altrettanto splendido poiché la bravura nella gestione dell’Unreal Engine 3 da parte dei ragazzi di NetherRealms Studios ha permesso al titolo di configurarsi come uno dei punti più alti raggiunti dalla saga. In particolare le animazioni (quelle facciali tra tutte) sono sbalorditive e restituiscono personalità e profondità alla caratterizzazione dei personaggi: vedere Hiroyuki Tagawa, il vero Shang Tsung nel film del 1995, impersonare Shang Tsung con le stesse movenze e la stessa espressività usata sul grande schermo è sicuramente il valore aggiunto di un’opera già encomiabile di suo. Se poi ci aggiungiamo il fatto che l’audio, sia il doppiaggio che il commento sonoro, si assesta su livelli altissimi possiamo promuovere a pieni voti anche la sapienza tecnica dello studio americano.

In particolare, questa versione Ultimate è disponibile anche per PS5 e Xbox Series X, sulle quali è possibile giocare in 4K dinamico a 60 FPS. L’appassionato di picchiaduro non dovrebbe lasciarsi sfuggire questa occasione non tanto per l’opulenza della risoluzione maggiorata, quanto per la reattività – già più che sufficiente sui 30 FPS – che il maggior refresh rate porta con sé, aumentando la competitività online.

Concludendo…

Mortal Kombat 11 Ultimate si configura come l’esperienza definitiva dell’undicesima iterazione di una serie storica, che tocca la sua acme proprio con questo capitolo, e lo fa con una maestria tale da far tremare la concorrenza. Dal punto di vista contenutistico è clamorosamente ampio, sia per quantità di personaggi e modalità, sia per qualità della loro configurazione ludica, con meccaniche fluide e innovazioni in grado di apportare freschezza a un gameplay che, paradossalmente, rimane uno dei più “vintage” degli ultimi anni.
Encomiabile è il lavoro certosino e rispettoso dei NetherRealms Studios nei confronti del Lore della loro creatura, che col passare degli anni riesce a mantenere inalterato, gusti permettendo, tutto il fascino dei film di serie B anni Novanta e della loro tamarraggine permeata di violenza gratuita. E questo è un complimento visto che stiamo parlando di Mortal Kombat.

Nella speranza di vedere uno Street Fighter VI ugualmente agguerrito e ugualmente capace di farci entusiasmare, ad oggi, Mortal Kombat 11 Ultimate è l’esperienza definitiva per ogni amante dei picchiaduro a incontri bidimensionali…

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CI PIACE
  • Contenutisticamente clamoroso
  • Gameplay abbastanza tecnico ma al contempo semplice da padroneggiare
  • Unreal Engine 3 sfruttato benissimo
NON CI PIACE
  • Edizione che farà arrabbiare chi ha speso 90 euro per il gioco base e la costosa espansione Aftermath
  • Tamarraggine anni Novanta da B-movie che può non piacere a tutti
  • Rambo ci ha convinti poco
Conclusioni

Mortal Kombat 11 Ultimate è uno dei picchiaduro migliori di questa generazione. Innova quel tanto che basta da risultare accattivante tanto ai nuovi arrivato quanto alle vecchie leve, ma riesce a far rimanere inalterata la sua cifra stilistica fatta di violenza gratuita e gusto per film di serie B anni Novanta.

9.3Cyberludus.com

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Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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