La moderna industria videoludica ci ha “silenziosamente” abituato ad un solo archetipo di videogioco, costituito chirurgicamente da alcune inscindibili lembi inestricabilmente legati fra di essi. Ecco che, ad esempio, in ogni esemplare elettro-ludico moderno troviamo meccaniche specifiche che ne definiscono il genere, una trama più o meno profonda che giustifica il nostro avvicinarsi alle suddette meccaniche, un comparto tecnico che “olia” il fluire nella trama. Ed è così che la critica specializzata decostruisce un gioco per analizzarne al meglio ogni singola parte. Ed è così che, anche gli utenti, hanno imparato a catalogare i videogiochi.

SPARI IN LONTANANZA

Ma quando un videogame si propone al pubblico senza rispettare i lembi dogmatici di cui sopra? È questo il caso di NeonCode, un’esperienza interattiva della durata di poco più di un’ora, sviluppata per hobby dallo sviluppatore Fubenalvo. Il gioco è descritto su Steam come una avventura retrowave e cyberpunk, che si ispira ad alcuni grandi titoli ludici e non del passato, come Blade Runner, Miami Vice e Grim Fandango. Nel gioco impersoneremo il detective privato Craig Williams, ex-poliziotto sospeso dal servizio per problemi di “gomito alto”, il quale si trova invischiato suo malgrado in un caso d’omicidio seguito dal suo vecchio partner.
Definire NeonCode un gioco “canonico” è impossibile, soprattutto pensando alla sua (estremamente corta) durata. Ma, al contempo, sarebbe anche piuttosto limitante definirlo un semplice “gioco”: il titolo sviluppato da Fubensalvo dimostra piuttosto d’essere un’esperienza ludica molto vicina ad un film interattivo. Un misto di sensazioni a tratti dark, con una sottile violenza e quel grigiore ultra tecnologico che era altresì possibile respirare (sicuramente in un modo di gran lunga più rifinito ed elegante) nella pellicola sopracitata di Ridley Scott, a tratti dai toni parodistici, che dà forma in modo vistoso ad una società distopica la quale, nel suo estremo “vuoto al neon”, sembra la perfetta evoluzione di quella attuale.

L’EX DETECTIVE WILLIAMS

Parlando del gioco in sé, NeonCode è un’avventura in stile punta e clicca in prima persona, nella quale avremo facoltà di esplorare una sorprendentemente vasta città cyberpunk che nasconde alcuni misteri da risolvere, fra i quali un brutale omicidio di cui saremo testimoni nelle primissime fasi del gioco. Il nostro alter-ego si muoverà con una futuristica auto per le “fredde” strade dell’agglomerato urbano, costellate di neon multi-colore e fumi vari tipici del concept di massa di “futuro freddo”, alla ricerca di indizi utili alla risoluzione del caso. Durante le nostre peripezie, avremo modo di scovare una serie di easter egg interessanti dedicati a videogame e film, come ad esempio una banconota cartacea con al centro raffigurato… il Capitano Shepard.
Nell’ottica di un film interattivo, NeonCode è un’esperienza limitata ma sicuramente divertente. Nonostante la breve durata, la trama del titolo è godibile ed interessante senza però trascendere in nessun modo lo standard videoludico delle produzioni indipendenti (della serie, non è Heavy Rain o Farheneit). Tutto sommato, si arriverà alla fine del gioco con una soddisfazione leggermente superiore a quella che si prova avendo visto un buon film, grazie ovviamente alle (limitate) possibilità di interazione.

TECNICARTE

Da un punto di vista tecnico, il titolo ha dei limiti notevolissimi. Il gioco, essendo sostanzialmente “fan-made-for-fun” con Unity, è un “repetita” ossessivo degli stessi asset grafici e tecnici basic, a partire da ben pochi modelli poligonali per i corpi umani, per le auto e per gli edifici. Persino il comparto sonoro, tolta la pregevole soundtrack originale in salsa elettro-digital, consta effettivamente di pochissimi suoni, alcuni dei quali anche piuttosto spartani, ripetuti costantemente durante il gioco. In linea di massima, nonostante il gioco sia abbastanza scalabile e godibile su qualsiasi configurazione, sarà piuttosto semplice incappare in bug dovuti ad una programmazione “amatoriale”. Fra questi, alcuni saranno persino game-breaking, come ad esempio la scomparsa di NPC importanti per il prosieguo del gioco. Il titolo, al contempo, avrà zero opzioni e possibilità di “tweaking” per l’utente, che potrà esclusivamente decidere la risoluzione ed il livello di dettaglio. Sarebbe stato molto comodo, ad esempio, avere la possibilità di scegliere la grandezza dell’interfaccia, la quale, nonostante sia ridotta all’osso e consti di una piccola freccetta blu che ci indica dove andare, risulta piuttosto piccola alle risoluzioni più alte e quasi inutilizzabile (infatti, è caldamente consigliato non spingersi oltre i 1080p).

Concludendo…

NeonCode è un’esperienza ludica al limite del film interattivo, ben congegnata e divertente nonostante la breve durata. Essendo in sostanza un progetto amatoriale sviluppato per hobby, il titolo presenta evidentissimi limiti tecnici e grafici, pur offrendo uno stile dark/cyberpunk piuttosto curato. In definitiva, un’avventura “metà film metà gioco” coinvolgente, a patto di sorvolare su un comparto tecnico complessivamente di basso livello.

CI PIACE
  • Atmosfera Cyberpunk ben realizzata
  • A metà fra gioco e film
  • Narrativamente valido
NON CI PIACE
  • Brevissima durata
  • Tecnicamente limitato
Conclusioni

Ad un prezzo irrisorio, NeonCode offrirà poco più di un’ora di intrattenimento. Più che come gioco “classico”, il titolo sviluppato da Fubenalvo si presenta come un film interattivo in cui muoveremo più o meno liberamente i nostri passi, in una sorta di pseudo noir colmo di neon.

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Donato Marchisiello
Amante dei videogiochi, degli animali e del buon cibo, non rinuncio ai piccoli piaceri ludici e ad una buona compagnia! Anche Online!

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