Il caso ‘Loot Box’ è servito da lezione per Electronic Arts

Senza dubbio, ricordate il polverone mediatico sollevatosi su Star Wars Battlefront II poco più di un anno fa. L’intera community dei videogiocatori si aizzò violentemente contro EA e DICE a causa delle famigerate loot box, soprattutto per il becero modo con cui venivano sbloccate fornendo vantaggi concreti a chi era disposto a pagare moneta sonante.

Da quel momento,  il fenomeno ha varcato il mondo dei videogames approdando in sedi legali e giuridiche, poiché secondo svariate autorità, le casse premio equivalgono al gioco d’azzardo. EA stessa ha ben pensato di rivoluzionare le proprie politiche interne, gestendo in maniera molto più user-friendly la pungente questione degli acquisti in-game.

Infatti, il vice presidente Matt Bilbey ha infatti dichiarato che, dopo Star Wars: Battlefront II, l’azienda statunitense ha deciso di avvalersi di una nuova “bussola morale”, fondando un team che si dedicherà esclusivamente alla progettazione di un sistema online morale, in modo da evitare nuovi disastri.

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Fabrizio Giardina
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.