Lust for Darkness è un horror psicologico in prima persona sviluppato da Movie Games Lunarium, finanziato – con successo – tramite campagna Kickstarter. Il titolo mescola bene tematiche erotiche e dell’occulto, in un’ambientazione a tratti gotica a tratti vittoriana. In questo scenario non mancano di certo i rimandi a secoli di letteratura del terrore e dell’orrore con tutta una simbologia legata al culto del demonio e a riti pseudo religiosi.

In breve

Il gioco si apre con il protagonista – Jonathan Moon – che, ad un anno dalla scomparsa della moglie Amanda, riceve dalla stessa una lettera che lo invita a recarsi in un’antica tenuta misteriosa dove si sta per svolgere una sorta di cerimonia occulta di iniziazione, in grado di aprire i portali per un altro mondo dove regna, come si evince dal titolo, la lussuria.

La villa appare popolata da cultisti che adorano un’entità sovrannaturale e desiderano solamente entrare in contatto con essa per raggiungere il piacere massimo. Il Lusst’gaah è una dimensione dove tutti i piaceri carnali più nascosti e i desideri più irrefrenati si realizzano; ecco perché entrando nella residenza si possono sin da subito notare oggetti legati al mondo del sesso, del piacere, del dolore, scene di sesso, orgie e macchine che rimandano all’universo sadomaso e alla masturbazione.

Il giocatore, in Lust for Darkness, dovrà attraversare strettoie, passaggi cupi e angusti scoprendo scenari che suscitano ansia e angoscia per salvare la sua amata.

Lust for Darkness: Gameplay e narrazione

Il gioco, graficamente, risulta ben realizzato: le ambientazioni interne, anche se molto evocative e suggestive, peccano però di poca cura nei dettagli. L’esplorazione dei luoghi, spesso, risulta vana e senza scopo e si limita alla sola interazione con la miriade di oggetti non necessari allo sviluppo della storia, facendo perdere tempo al videogiocatore che potrebbe, in alcuni momenti, addirittura annoiarsi. Tutti gli oggetti utili ai fini della storia, inoltre, non vengono conservati in un inventario e non possono essere consultati in un secondo momento.
Le meccaniche di stealth sono poco realistiche e i personaggi risultano innaturali nei movimenti. L’inseguimento risulta privo di spessore e non presenta reali situazioni di fuga.
Attraversando il portale che ci porta nella dimensione di Lusst’gaah, ci troviamo davanti un mondo quasi alieno dove otterremo una maschera che introdurrà una nuova meccanica di gioco. Tale oggetto, una volta equipaggiato, ci permetterà di vedere e accedere a passaggi segreti.

Da un punto di vista di gameplay è come se, nonostante i diversi tentativi di risollevarsi e di fittizia suspense, il gioco non riuscisse mai a spiccare completamente il volo, facendoci rimanere un po’ delusi in più di un’occasione. Spesso la trama procede con eccessiva lentezza che smorza il ritmo dell’avventura la quale, a volte, risulta monotonamente ripetitiva e a tratti noiosa. Il gameplay, quindi, nel complesso, si rivela poco divertente. Anche l’elemento horror (principale nella storia) pian piano svanisce, lasciandoci un po’ di amaro in bocca .
Il gioco presenta, inoltre, numerosi enigmi (anch’essi ripetitivi e non affatto impegnativi) che accompagnano la narrazione principale e ne aiutano lo sviluppo.

La formula e le meccaniche di gioco, purtroppo però, non presentano nessuna particolare novità che non sia stata già vista e rivista in altri titoli di questa tipologia.
La profondità del personaggio protagonista della storia non è particolarmente approfondita e forse questo è un punto a sfavore del gioco.
Nonostante gli scenari bui e profondi vengono illuminati solo dalla tenue luce delle candele (come ben si addice ad uno stile horror), i colori presenti sono gradevolmente resi e rimandano, anch’essi, alla lussuria (prevalenza di rosso porpora in tutte le sue sfumature e del colore viola).

Altro punto a sfavore, la longevità del gioco che si aggira intorno alle due ore, escludendo la raccolta degli oggetti che portano al completamento delle storie secondarie.

Concludendo…

Riassumendo, Lust for Darkness presenta delle buone potenzialità che possono essere ulteriormente sviluppate con narrazioni differenti.

Un aspetto interessante che poteva essere approfondito è senza dubbio il tema della maschera/tema del doppio che porta alla follia.
Un altro elemento da valorizzare potrebbe essere anche quello dei portali e dei viaggi tra diverse realtà alternative, che in realtà appare molto piatto.
Rimane interessante la scelta di volersi spingere oltre la barriera dei taboo del sesso, di scardinarne gli assiomi e di voler mostrare aspetti considerati ancora oggi troppo “osceni” nel panorama videoludico.

Ci aspettiamo – e speriamo – che il giovane team polacco continui a mantenere le stesse atmosfere di Lust for Darkness e ne sviluppi al meglio le potenzialità nel prossimo futuro.

CI PIACE
  • La tematica scelta risulta affascinante
  • L’elemento maschera che da accesso alle dimensioni altre rimane un punto a favore del gioco
  • Buona la scelta narrativa
NON CI PIACE
  • Il genere horror non soddisfa le aspettative
  • Il gameplay risulta ripetitivo e privo di elementi interessanti o innovativi
  • La scarsa longevità del titolo è un punto a sfavore del gioco
Conclusioni

Lust for Darkness è un titolo dalle potenzialità poco “sfruttate”. L’idea di base è buona, così come la scelta del tema, tuttavia, a livello tecnico, il gioco non è riuscito ad entusiasmarci e a trasmetterci quell’elemento di suspense o di terrore che ci si aspetta di fronte ad un titolo simile.

6Cyberludus.com
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