XCOM 2 – Recensione

Muoversi o morire

Se siete tra coloro che hanno portato a termine il primo XCOM, sarete sorpresi nell’apprendere che sulla Terra, a dispetto di quanto lasciava intendere il filmato conclusivo, la situazione è decisamente peggiorata. A distanza di 20 anni gli invasori alieni hanno decisamente preso il controllo della società umana, nei “panni” dell’agenzia Advent. Non possiamo svelarvi molto, per non rovinarvi la sorpresa, ma il progetto che l’agenzia ha in mente (chiamato “Avatar”) sembra essere un qualcosa di davvero pericoloso. Ed è per questo che, nei panni del comandante dell’agenzia XCOM, sarete chiamati a distruggere una volta per tutta la minaccia aliena, avvalendovi, tra le altre cose, della nave aliena “Avenger” (riconvertita per l’occasione per un uso “terrestre”).

 

xcom 2

 

Nemico: il tempo

XCOM 2 è il seguito di XCOM: Enemy Unknown, a sua volta remake dei videogame di Gollop del ’94 intitolato UFO. Come i predecessori, siamo innanzi ad un videogame che appartiene al genere degli strategici a turno, con tutto quello che ne consegue. Il titolo è stato pubblicato su Steam nel mese di febbraio del 2016 e, soltanto dopo mesi e mesi di ottimizzazione, si è finalmente reso disponibile nelle versioni console (Ps4 e Xbox One).

Perché abbiamo definito il tempo come nemico? Perché contrariamente a quanto si possa pensare di uno strategico a turni, in XCOM 2 il numero di turni utilizzati per portare a termine una missione risultano determinanti, non solo in ottica di completamento della stessa, ma al fine di raggiungere tutti gli obiettivi secondari proposti. Ad esempio, durante lo svolgimento di una missione, ci siamo imbattuti in un ostaggio che, purtroppo, non siamo riusciti a portare in salvo a causa di una tattica fallace (per la quale abbiamo recitato il mea culpa!). Per salvare il malcapitato avevamo a disposizione un massimo di 8 turni, non ci sono bastati. Questa è stata la prima lezione di XCOM 2: non improvvisare.

In XCOM 2 ci sono diversi miglioramenti ed alcune precise scelte di gameplay che hanno eliminato alcuni elementi di gioco, come ad esempio sono scomparse le battaglie aeree: la già citata navetta di proprietà, l’Avenger, sarà utilizzabile esclusivamente per spostarsi da un punto all’altro della mappa, tra una missione e l’altra. Abbiamo trovato interessante il modo di sviluppare l’Avanger, giorno dopo giorno, fino a farla diventare una base operativa di importanza fondamentale per la riuscite delle missioni.

Quando si scende sul campo di battaglia, ci si accorge di quanto questa conversione sia stata curata: l’interfaccia è decisamente più precisa di quella offerta nel primo capitolo (che aveva problemi soprattutto quando le mappe erano strutturate su più livelli). Ora il puntatore ha un “auto-lock” meno invadente, permettendo manovre di precisione più accurate, al fine di indirizzare al meglio le proprie armi, sfruttando il miglior angolo di tiro possibile (cosa che, in uno strategico a turnim non è certo un elemento marginale!). Siamo rimasti particolarmente soddisfatti dalla possibilità di radere al suolo quasi ogni cosa disegnata a schermo, un dettaglio che non fa bella mostra di sé in quanto mero orpello grafico, fine a sé stesso, ma che è capace di aggiungere infinite possibilità all’approccio di una battaglia. La squadra, inizialmente composta da 4 elementi (fino ad un massimo di 6) è in pericolo? Mandate uno di loro come esca in un punto e con gli altri 3 passate alle spalle del nemico, facendogli crollare un muro che gli stramaledetti alieni ritenevano una certezza incrollabile. Davvero una grande soddisfazione, segno di un titolo sviluppato con criterio, con un level design ben studiato ed un gameplay che funziona in ogni suo aspetto.

 

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Alleato: la pianificazione

Come dicevamo, la pianificazione gioca un ruolo importante in XCOM 2. Perdere un turno a causa di una scelta sbagliata può mettervi subito nei guai, sbagliare una seconda volta vi porterà a morte certa (ed attenzione, perché il soldato morto in battaglia non lo si recupera, equipaggiamento incluso!). Il titolo sviluppato da Firaxis Games offre tantissimi modi per portare a termine una missione e non tutte le missioni sono da definire prioritarie. Ce ne sono alcune che, in altri titoli, potremmo semplicemente catalogare come secondarie, ma in XCOM 2 la situazione è un po’ diversa. Gli alieni si danno un gran da fare per cercare di essere sempre avanti a voi di qualche mossa, ed in una situazione del genere sentirete un freddo sudore scendervi giù per la schiena quando vi si porrà il dilemma: “Vado a recuperare quel kit di equipaggiamento, per sviluppare la tecnologia di quell’arma che adoro… E se nel frattempo gli alieni rinforzano quella base?“. La scelta è soltanto è vostra, le conseguenze inevitabili.

Ci ha davvero convinti l’IA che gestisce tutte le razze aliene presenti nel gioco, che non ci penseranno un solo minuto per scagliarvi contro quanto di meglio la loro tecnologia gli consente in quel determinato frangente. Ottima anche la varietà delle razze, tra giganteschi (quanto spaventosi) Faceless e i nuovi Sectoidi, capaci di resuscitare i morti e spaventare i soldati alleati con la loro solo presenza. I Berserker, invece, non perderanno tempo a cercare di spaventarvi, scegliendo invece la via della distruzione totale, sbattendovi contro con la stessa violenza di un asteroide. Le Crisalidi sono creature capaci di avvelenare le nostre unità, mentre gli stramaledetti Codex hanno la simpatica abilità di sdoppiarsi, se colpiti in modo non mortale. Una scarica di proiettili vuol dire soltanto moltiplicare a dismisura il problema, senza risolverlo. Per uscirne, ricordate che i Codex vanno polverizzati in un sol colpo, senza tanti complimenti. Il “grazioso” Arconte completa il quadro, un essere che giunge dall’alto per far esplodere tutto ciò che gli capita sotto tiro. Simpatico, davvero.

Tranquilli, però, perché di modi per rispondere alla potenza di fuoco nemica ne avrete molti. Le classi dei guerrieri a disposizione in XCOM 2 sono ben cinque: i Ranger, ad esempio, son capaci di passare con estrema facilità da un fucile a pompa ad una spada. Gli Specialisti vantano invece l’aiuto di un drone, capace di far fuoco sul nemico, correre in soccorso di un compagno ferito e, infine, di hackerare torrette nemiche e porte bloccate. Gli psionici sono, a tutti gli effetti, i classici maghi dei gdr di stampo fantasy: capaci di controllare la mente, piegare lo spazio-tempo ai propri desideri e di compiere altre diavolerie ultra-terrene che non siamo qui a elencarvi, per non rovinarvi del tutto la sorpresa. Come se non bastasse, ogni classe presenta due rami ben distinti di abilità, come ad esempio i cecchini, capaci di specializzarsi nell’utilizzo dei fucili di precisione o nell’uso delle pistole a corto raggio.

Insomma, se questo XCOM 2 ci ha davvero convinti in ogni aspetto del gameplay, il comparto tecnico presenta, purtroppo, qualche problema: in più di ogni occasione, soprattutto quando si utilizza lo zoom, ci è capitato di assistere a qualche calo di frame-rate, nulla in grado di rovinare l’esperienza di gioco (parliamo di uno strategico a turni), ma speriamo in una patch che possa risolvere il problema. In altre occasioni capita di dover attendere qualche secondo di troppo prima di vedere il proprio soldato compiere le azioni da noi richieste (addirittura, in alcuni casi abbiamo visto a schermo il messaggio del completamento di una missione prima ancora di vedere l’azione svolgersi a schermo). L’adattamento italiano del titolo si è rivelato essere di buona fattura. Non eccezionale, ma godibile.

 

 

Concludendo…

XCOM 2 è un ottimo strategico a turni. Migliora il predecessore sotto ogni punto di vista e, nonostante qualche sbavatura tecnica delle conversioni console, si pone indubbiamente come tra i migliori del genere di appartenenza. Il gameplay è curato nei dettagli, la longevità è assicurata da una lunga campagna. Per gli amanti del gioco ragionato è una manna caduta dal cielo. Approfittate dell’occasione e fatelo vostro.

CI PIACE

– Un ottimo strategico a turni

– Tanta varietà, tra missioni, alleati e alieni da abbattere

– Buona localizzazione in Italiano

NON CI PIACE

– Qualche calo di frame-rate

– In rare occasioni, i soldati eseguono l’ordine con un po’ di ritardo

– Non c’è altro. Davvero.

Conclusioni

XCOM 2 si pone tra i migliori del genere degli strategici a turno. Ben programmato, divertente e longevo. Alcune incertezze nel comparto tecnico non compromettono l’esperienza di un titolo che vale sicuramente la pena di essere giocato (e rigiocato!). Consigliato non solo agli amanti del genere, ma agli amanti dei videogames in generale.

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