Top 10 Giochi Imbarazzanti

 

Un decalogo carico di divertimento e vergogna

Una cosa che ho sempre amato dei videogiochi è la loro capacità di catalizzare sguardi di estranei, i quali, pervasi da profonda e momentanea comunione di intenti, spesso sono vittime di inspiegabili slanci affettivi verso il giocatore di turno.

Gioca una sola persona alla volta, ma è come se giocassero tutti gli spettatori. Una sorta di multiplayer “emotivo” che caratterizza questo media al pari di alcune manifestazioni sportive da stadio.

A volte però è meglio stare soli, specialmente se quegli ossevatori esterni sono i vostri genitori, ancora speranzosi – o illusi – di avere un figlio “normale”. Questa speranza è messa a rischio da alcuni titoli che, nonostante appaiano “normali” ai nostri occhi, possono offrire spunti davvero interessanti ai vostri genitori che, preoccupati per il vostro stato di salute mentale, formuleranno domande… inopportune.

Perso in profonde riflessioni su Universo e dintorni, ho pensato che il mondo aveva proprio bisogno di qualcuno pronto a stilare una classifica dei dieci titoli più imbarazzanti di sempre (escludendo volontariamente quelli esplicitamente erotici, visto che presto saranno oggetto di una classifica dedicata).

Quel qualcuno sono io… non ringraziatemi…

 

10. Bayonetta

 

giochi imbarazzanti

 

Si sa, Bayonetta è un gran titolo, tra i migliori nel suo genere, tecnicamente superlativo e con un sistema di combattimento eccezionale. Ma è altrettanto ovvio che i vostri genitori, guardando tutto quel ben di dio, verrebbero facilmente distratti da altro. I loro sguardi perplessi sarebbero maggiormente focalizzati su un personaggio vestito – e nemmeno sempre – di soli capelli,  riccamente pettoruto e soprattutto affetto da una forma acuta di ninfomania.

DOMANDA PLAUSIBILE: Perché ti diverte giocare con quella ragazza così discinta?

 

9. South Park – Il bastone della verità

 

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Anche questo non è un titolo di nicchia. South Park e il Bastone della Verità ha convinto critica e pubblico con un mix sapiente di scurrilità e comicità politically scorrect. Proprio per questo risulterebbe difficile per chiunque non sia familiare con la serie TV comprendere il perché di tante cose, una fra tutte il viaggio su per l’intestino di un eccessivamente compiaciuto Mr. Slave (Signor Maso nella versione italiana).

DOMANDA PLAUSIBILE: Perché quel bimbo ebreo è entrato nel sedere di quell’uomo baffuto?

 

8. Mr. Mosquito

 

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Il gioco gira intorno ad un solo obiettivo, succhiare un determinato quantitativo di sangue in determinate zone corporee per superare il livello, cercando di fare attenzione alla propria incolumità. Fino a quando si tratta di atterrare sulla testa pelata di un canuto vecchietto dalla chiara provenienza niopponica, la presenza dei vostri genitori non dovrebbe causarvi imbarazzo. Purtroppo uno dei livelli è ambientato in un bagno, e una fanciulla prosperosa è immersa nuda in una vasca…

DOMANDA PLAUSIBILE: Perché vuoi succhiare il sangue dal seno di quella graziosa signorina?

 

7. Dead or Alive Xtreme 2

 

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Che Team Ninja prenda fin troppo seriamente la ricostruzione della fisica delle rotondità corporee delle fanciulle è un fatto risaputo. Quindi non ci sorprende tanto il fatto che abbiano deciso di fare un gioco interamente basato su questa feature, ma il fatto che si decida di investire soldoni per farne un seguito tecnicamente più “realistico” è il segnale che esiste una grande fetta di pubblico a cui piace giocare a beach volley impersonando procaci signorine in striminziti bikini. Se voi siete tra coloro che, tramite l’acquisto del gioco, han mandato all’università i figli degli sviluppatori, sappiate che è meglio tenere a bada le vostre passioni quando i vostri genitori sono nelle vicinanze.

DOMANDA PLAUSIBILE: Non credi sia giunta l’ora di uscire e trovarti una ragazza?

 

6. Goat Simulator

 

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Goat Simulator riesce nel difficile compito di divertire nonostante l’idea di fondo sia un’idiozia, nata goliardicamente con lo scopo di parodiare i titoli a la Farm Simulator. Sappiamo tutti benissimo che andare a far danni nei panni di una capra linguacciuta è davvero uno spasso… ma ascoltatevi quando leggete “far danni nei panni di una capra linguacciuta”. Una frase talmente assurda da far dubitare chiunque non abbia esperienza della vostra “normalità”…

DOMANDA PLAUSIBILE: Cosa c’è che non va in te?

 

5. Tomak : Save the Earth

 

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Fortunatamente – o sfortunatamente – questo gioco non è mai uscito dalle lande nipponiche. Si tratta sostanzialmente di un complesso Tamagotchi nel quale saremo investiti dell’oneroso compito di far crescere una “dea dell’amore” al fine di offrirla a qualcuno come compagna… peccato si tratti di far crescere solo la sua testa, per di più attaccata ad una pianta. Non c’è una sola cosa facile da spiegare in questo gioco, che potrebbe rivelarsi la scusa giusta per i vostri genitori per chiedervi l’affitto.

DOMANDA PLAUSIBILE: Stai cercando di colmare qualche vuoto?

 

4. LSD

 

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LSD è, a detta degli sviluppatori, un “simulatore di sogni”. Non ci sono nemici, non ci sono missioni, non c’è uno scopo… bisogna solo passeggiare in una dimensione onirica cercando di trarre piacere dal contesto surreale. Se poi aggiungiamo il fatto che spesso il tutto sfocia spesso nel disturbante, spiegare a vostra madre la motivazione che vi spinge a provarlo è decisamente difficile… soprattutto alla luce del fatto che il titolo si chiama LSD.

DOMANDA PLAUSIBILE: Perché non ti droghi come fanno i tuoi amici normali?

 

3. Muscle March

 

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Il Giappone è terra fertile per le stramberie, lo sappiamo. E come potremmo non annoverare tra i migliori esponenti dei genere “imbarazzante” un titolo che ti obbliga a rincorrere un personaggio la cui unica colpa è quella di avervi rubato una confezione formato famiglia di proteine in polvere? Piccolo dettaglio: siete un bodybuilder muscoloso, oliato e con indosso solo perizoma colorato… quest’ultimo consono più a un gay pride che a una palestra. Ma sono giapponesi, che ci volete fare? Provate però a spiegarlo ai vostri genitori mentre, alla visione di tutto questo, vi osservano basiti.

DOMANDA PLAUSIBILE: Vuoi dirci qualcosa?

 

2. Viz: the soft floppy one

 

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Un bel racing game da giocare con il vostro Amiga d’annata e una bella birra fresca… nulla potrebbe disturbare il vostro pomeriggio videoludico, neanche la presenza dei vostri genitori. E se vi dicessi che non ci sono automobili, bensì un corridore che saltella sulla propria enorme sacca scrotale? Ebbene sì, saltella sui propri testicoli, riprodotti fedelmente… peli inclusi. Ora immaginate le lacrime di vostro padre mentre si chiede cosa ha sbagliato con voi… e noi immaginiamo le vostre mentre cercate di spiegarglielo.

DOMANDA PLAUSIBILE: Perché ci fai questo?

 

1. Shower With Your Dad Simulator 2015

 

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In cima alla nostra personalissima classifica ecco Shower With Your Dad Simulator 2015, un titolo indie in pixel art che, senza un motivo ben preciso, vi cala nei panni di un bambino nudo in uno spogliatoio. Dovrete raggiungere sotto la doccia vostro padre, anch’esso nudo, attraverso il riconoscimento dei tratti somatici…  Attenzione a non sbagliare, visto che ritrovarsi sotto la doccia con sconosciuti sarebbe terribilmente imbarazzante. Immaginatevi di giocare a un gioco del genere in compagnia del delusissimo sguardo di vostra madre che, grazie a questa esperienza rivelatrice, comincerà, da subito, a puntare tutto su vostro fratello minore… anche se è agli arresti domiciliari per spaccio e zoofilia.

DOMANDA PLAUSIBILE: Perché?

 

Questa classifica, anche se personalissima, racchiude i titoli più imbarazzanti – non erotici – da non giocare al cospetto dei parenti. Voi? Ne avete altri? Se sì lasciateci un commento e fatecelo sapere…

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Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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