Fallout 4: Automatron – Recensione

Mazinga, scelgo te!

Fallout 4, come vi abbiamo già detto nella nostra precedente recensione, già di per sé rappresenta un’esperienza di portata ampissima. Forse non si tratta di uno dei titoli più grandi mai sviluppati fino ad ora, ma sicuramente è tra i più “densi”. Le cose da fare, i luoghi da esplorare, sfuggono a qualsiasi tentativo di enumerazione; ogni passo, ogni sbirciata, ogni scalinata si traducevano, potenzialmente, in un mondo totalmente nuovo. Non si poteva camminare tranquillamente per due minuti senza incrociare popoli, nemici, labirinti, eventi (alcuni dei quali totalmente casuali) e perdersi in questo squisito minestrone di contenuti, diciamocelo pure, era davvero facile. Eppure, come ben sappiamo, i videogiocatori sono una razza famelica; brama di continuo nuovi contenuti. Di più, sempre di più. E per saziare quelle bocche così ghiotte non c’è niente di meglio di un DLC, questa volta, a tema robotico: stiamo parlando di Automatron, prima espansione di Fallout 4 che si presenta, in verità, più come un antipasto, l’apripista di ciò che Bethesda ci “regalerà” nei prossimi mesi. Togliamoci dalla testa il futuro, per ora, e concentriamoci su ciò che abbiamo davanti.

A questo giro dovremo improvvisarci esperti di robotica.

Automatron

 

Chiamata alle armi

Dopo aver risposto ad una richiesta di soccorso (un evento che si avvia subito dopo l’attivazione del DLC Automatron) ed esserci recati sul luogo d’origine del segnale, verremo a sapere che una specie di “Mad Doctor” ha iniziato a seminare il terrore rilasciando per il mondo un vero e proprio esercito di robot assassini. A darci notizia di questa tremenda sciagura è ADA, un organismo meccanico dotato di intelligenza artificiale che, nonostante la sua natura, deciderà di supportarci durante la nostra missione. Quale missione, vi state chiedendo? Ma ovviamente quella di sventare i piani del diabolico villain di turno e smontare un bel po’ di ingranaggi! Ada non è solo un NPC introdotto a scopi narrativi: il suo supporto come spalla si rivelerà utile in varie occasioni, grazie anche alla possibilità di sostituire i suoi pezzi di base con altri raccolti distruggendo i robot nemici.

Ovviamente, potremo personalizzare la sua struttura originale in mille modi diversi (e come potrebbe essere altrimenti? Stiamo pur sempre parlando di un titolo che fa di questa caratteristica uno dei suoi fondamenti): per esempio, innestando sul suo corpo meccanico armi a distanza o cambiarne drasticamente la conformazione per rendere più agili i suoi spostamenti. Potrete anche aggiornare il suo hardware con apparecchiature e gadget capaci di conferirle particolari abilità (ad esempio quelle dell’hacking o dello scassinamento) e lasciare che sia la vostra creazione a fare il lavoro sporco per voi, sia in combattimento che in situazioni diverse.

Automatron

 

Automatron: la cromatura non è tutto

A livello di contenuti, in verità, non c’è neanche molto altro da aggiungere. Sono presenti due nuove ambientazioni, una delle quali effettivamente molto complessa e ben strutturata (forse, addirittura, tra le migliori viste finora nel gioco). Tuttavia, basteranno un paio d’ore e qualche piccola quest di contorno per raggiungere i mai troppo lontani titoli di coda; titoli di coda di un’avventura che, sul livello prettamente umano, non si dimostra poi chissà quanto memorabile. C’è anche da dire che i robot regalano una rinnovata profondità strategica e che l’introduzione di un nuovo companion e la sua conseguente personalizzazione non sono discorsi legati esclusivamente al DLC, ma che possono essere estesi anche nel gioco completo. Nulla che faccia realmente la differenza, ma va comunque tenuto a mente come il prezzo d’acquisto è più un investimento per la campagna completa, che un esborso in merito ad un paio di nuove ambientazioni.

Automatron

 

Concludendo…

In definitiva, i contenuti offerti da questo pacchetto sono davvero limitati, ma nonostante ciò l’esperienza si rivela nel complesso sufficientemente soddisfacente. Personalizzare ADA è divertente e redditizio e combattere contro creature meccaniche è un tipo di divertimento che non può mai passare di moda. Gran parte dei dettagli relativi alla storia che fa da sfondo al DLC vengono poi forniti in modo indiretto, lasciando come sempre a noi il piacere della scoperta. Il prezzo è forse un po’ alto (circa 10 euro, per 3 ore di gioco, non sono pochissimi), ma non va neanche dimenticato come Automatron sia solo la punta di un iceberg che deve ancora emergere completamente.

CI PIACE

– Introduzione di un compagno totalmente personalizzabile

– Un paio di nuove ambientazioni piuttosto interessanti

NON CI PIACE

– Dura una manciata di ore

Conclusioni

Automatron rappresenta un buon inizio per la stagione dei contenuti scaricabili di Fallout 4. Malgrado la scarsa longevità del DLC, le nuove meccaniche introdotte arricchiscono il titolo nel suo complesso e pertanto il contenuto vale l’acquisto.

7Cyberludus.com
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